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11/12/09

ALTRI

www.altri.it dicembre 2009
L’esperienza di un giovane della ‘seconda generazione’

di Antonella D’Arma

Intervista a Jorge Canifa Alves,
presidente di Tabanka Onlus, associazione promotrice del progetto teatrale Outsiders


05/12/09

Seminario Diaspora Africana a Roma

CeSPI

centro Studi di Politica Internazionale

L’Africa in Italia tra integrazione e cosviluppo

Verso il I Forum della diaspora africana

Roma, Palazzo della Provincia, Sala della Pace

11-12 dicembre 2009

La consolidata e qualificata presenza africana in Italia inserisce a pieno titolo il nostro paese al centro dell’attuale dibattito internazionale sul ruolo delle diaspore nello sviluppo tanto del paese di residenza quanto dei paesi di origine. La popolazione africana, con i suoi professionisti, intellettuali e imprenditori, con il suo vivace tessuto associativo e con l’alta propensione a impegnarsi in azioni di sviluppo verso l’Africa, rappresenta una significativa forza di connessione tra luoghi diversi e una spinta verso forme di partecipazione più ampie. I migranti, singoli o organizzati, si muovono spesso in questa dimensione di doppia partecipazione: esprimono forti istanze di inclusione nella società ospite, alimentando al contempo il rapporto con i paesi di origine, anche attraverso azioni di sviluppo e solidarietà. L’Unione Africana ha riconosciuto la diaspora come un importante attore per lo sviluppo del continente, e il dialogo tra l’Unione Europea e l’Unione Africa sta cercando di promuovere politiche volte a riconoscere e appoggiare il suo ruolo nel cosviluppo. Si è così avviato in Europa un processo per la costituzione di una rete della diaspora africana capace di influire sulle politiche di sviluppo e di mettere in campo capacità e azioni concrete di cooperazione.

I migranti africani in Italia sono alla ricerca di percorsi di tipo organizzativo, concettuale e politico per poter meglio esprimere le proprie capacità e guadagnare l’attenzione e il riconoscimento da parte delle istituzioni della società italiana e dei propri paesi di origine, come forza organizzata del cosviluppo. Molti sono i terreni su cui attivarsi e i passi avanti da fare, anche all’interno della stessa diaspora.

Alcune componenti qualificate della popolazione africana in Italia, accompagnate dal CeSPI, hanno avviato un percorso di incontri, riflessioni e proposte organizzato in quattro gruppi di lavoro (politico, economico, sociale-associativo e culturale), allo scopo di favorire l’emersione di strategie e programmi condivisi per la valorizzazione del ruolo della diaspora africana e per promuovere un dialogo con attori nazionali e internazionali volto a potenziarne le prospettive di azione. Tale percorso vorrebbe costituire un primo passo verso un processo più ampio di strutturazione, visibilità e consolidamento di un nuovo soggetto organizzato e altresì incisivo nella cooperazione e nella convivenza tra diverse comunità nazionali.

programma:

Venerdì 11 dicembre

9.30

Sessione di apertura

Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma

José Luis Rhi-Sausi, Direttore, CeSPI

10.00

Sessione introduttiva

“L’Unione Africana e la Diaspora”, Duncan Sebefelo, Consigliere Ambasciata della Repubblica Sudafricana in Italia

“La strutturazione della diaspora africana in Europa”, Ayan Abukar, African Diaspora Policy Center, Olanda

La Diaspora africana in Italia: opportunità e vincoli”, Sebastiano Ceschi, CeSPI

10.45

Presentazione del lavoro dei quattro gruppi tematici (politico, economico, culturale, sociale-associativo) e introduzione ai workshops, Cecile Kyenge Kashetu

11.00

Workshop sociale-associativo

Intervengono:

Didier Manga (portavoce gruppo), rappresentanti della diaspora africana, Gianfranco Cattai (Presidente Fed. ONG Focsiv), Enrico Cecchetti Dir. Comitato Tecnico Programma Fondazioni 4 Africa, Laboratorio “Migrazioni e Sviluppo”, ex-tavolo “Migranti e Cooperazione” Regione Friuli Venezia Giulia

Workshop economico

Intervengono:

Haram Sidibé (portavoce gruppo), rappresentanti della diaspora africana, Marinella Loddo (ICE), Marco Marcocci (????), CNA, Legacoop, Confcooperative, Gafiart-Confartigianato, Banca della Diaspora, Banca Prossima, Camera di Commercio Italo-senegalese

13.00

Pranzo

14.30

Workshop politico

Intervengono:

Cecile Kyenge Kashetu (portavoce gruppo), rappresentanti della diaspora africana, Valentina Cardinali (Fondazione Fare Futuro), Marcella Lucidi* (Fondazione Italianieuropei), Rappresentante Provincia di Modena, Massimo Luciani (Presidente AICCRE Abbruzzo)

Workshop culturale

Intervengono:

Jorge Canifa Alves (portavoce gruppo), Filomeno Lopes (giornalista Radio Vaticana), Pap Khouma, Kossi Komla-Ebri, Roberto Natale (Presidente FNSI), Giampiero Forcesi (giornalista pubblicista) Afriradio, COSPE, rappresentanti e intellettuali della diaspora africana

16.30

Sessione Plenaria

Presentazione e discussione dei lavori dei workshops

18.00

Conclusioni

Andrea Stocchiero, Direttore Esecutivo, CeSPI

25/11/09

MARE BIANCO

Il teatro Massenzio... un teatro di "altri tempi"... un tempio dell'arte poetica e oratoria!
Era una sera di primavera... nel lontano 2006 quando... il Massenzio ci aprì le braccia!

In questo luogo magico è andato in scena MARE BIANCO, un opera corale, scritta a più mani... sotto la regia di Dina Capozio ed Ella Catalano un gruppo di artisti iniziò un percorso simile a quello de "L'Orchestra di Piazza Vittorio" (d'altra parte il gruppo nasceva qualche anno prima dalla stessa matrice: quelli di Apollo11 che facevano capo al Piccolo Apollo dell'Istituto Galilei di via Conte Verde), un percorso durato qualche anno e che li avrebbe portati a realizzare diversi spettacoli nel cuore dell'Esquilino in un discorso di recupero del quartiere!

MARE BIANCO viene scritto ed interpretato dagli stessi autori: Josette Martial (Guadalupe), Gustavo Bras (Argentina), Ingy Mubiyai (Egitto-Congo), Cristina Alì Farah (Somalia), Jorge Canifa Alves (Capo Verde) e Alex Mendizabal (Paesi Baschi)... in altri spettacoli ci sono stati autori ed interpreti di altre nazionalità... per questo eravamo definiti "i Poeti dal Mondo".

Sempre, all'arte poetica, si aggiungeva si aggiungeva una buona dose di musica... In MARE BIANCO protagonisti sono stati un sax, un tamburo e la sacra cora di Pap Kanoutè!

Tratto da "MARE BIANCO"

"Potenza della natura che ti cattura e ti scatena nel petto un impeto verso la grandezza, verso l’immensità. L’odore dell’infinito che si confonde con quello del cielo e insieme inducono l’uomo

a sottomettersi alla volontà dell’Altissimo.

Questo pensavo del mare.

E pensavo che fosse una parte di Dio, come il cielo, come il deserto, come la terra.

Pensavo che Dio si manifestasse in quegli elementi e che lì io lo avrei trovato."

15/11/09

Bianco Nero e "colorato"

da REPORTAGE FOTOGRAFICO
delle SECONDE GENERAZIONI IN ITALIA
ROMA 2008

Foto di Cristiana Martinelli

07/11/09

Scrittori di seconda generazione

da www.cvfaidate.com

di Emanuela Dutto

Ritengo importante e curioso dare spazio all’esperienza di un capoverdiano, Jorge Canifa Alves, giunto in Italia nel 1979, residente a Roma e laureato in Scienze Umanistiche – Letterature Africane di espressione portoghese, il quale parla della sua esperienza di emigrante come “percorso di mitigazione e lenta fusione di due realtà differenti. Un percorso dove si forma la nostra coscienza umana o meglio il nostro bagaglio culturale”.

Solitamente i ‘canali preferenziali’ attraverso i quali i capoverdiani sono riusciti a ritagliarsi un posto nelle nuove società ospitanti, sono state negli anni quelli musicali e gastronomici.

Ma lo stesso Jorge sostiene che “chi viene da un paese lontano, con cultura differente da quella del paese ospitante, avverte anche l’esigenza di doversi portare dietro il fardello della propria cultura, per non dimenticare, per ricordare, per sentirsi più a casa, per sentire casa propria un po’ più vicina.

Così ho avvertito con forza crescente la necessità di dover lasciare una testimonianza scritta della mia cultura di origine”.

Egli distingue innanzitutto due generazioni di “scrittori migranti”. Alla prima, appartengono stranieri che conoscono poco la lingua italiana e la nostra cultura, ma si addentrano in racconti che diventano veri e propri ‘diari’ narranti il percorso che ha portato gli autori stessi dal paese di origine alla loro avventura italiana.

C’è poi la seconda generazione di “scrittori migranti”, nella quale Jorge stesso si identifica, che è quella di coloro che sono nati, culturalmente parlando, in Italia.

“Conoscendo il mio volto, ci si attendeva qualcosa di ‘esotico’, invece una scrittura in perfetto italiano in uno stile occidentale, faceva perdere al lettore l’equilibrio nella lettura.

Secondo alcuni non esprimevo quello che ero veramente: un potenziale scrittore ‘straniero’, con un bagaglio ‘diverso’ da tutti i giovani scrittori italiani.

Dovevo tirare fuori questa ‘diversità narrativa’!

Ma credo che la diversità sia sinonimo di originalità ed è ciò che è originale che merita di essere letto perché provoca curiosità nel lettore.

Credo anche che l’intercultura non sia una via a senso unico dove io imparo e tu taci, ma una strada ‘di porto’ : io imparo da te qualcosa e ti insegno qualcos’altro e tu fai lo stesso con me.”

Con il passare del tempo, gli “scrittori migranti” vanno oltre il semplice ‘diario’; non vogliono più sentirsi stranieri nella lingua, ma solo nell’anima e diventano scrittori, prima che emigranti, per testimoniare qualcosa della vita del loro paese, per non dimenticare o per ricordare a loro stessi qualcosa che a loro appartiene, ma è lontano chilometri.

Ecco che ritorna, seppur sotto forme diverse, la figura del giovane e, nel caso di Jorge Canifa, anche dello scrittore, come ‘mediatore culturale’, non più soltanto per integrarsi in una cultura e in una società straniera, ma come ricchezza di entrambi i popoli: nati in Italia, questi italo capoverdiani, possiedono non solo una profonda conoscenza della nostra società, ma anche un’altrettanto importante conoscenza del loro paese di origine.

18/10/09

Settimana della lingua italiana nel mondo


Palladium - ore 18, inizia lo show dell'arte!
Per una sera le nove Musa si danno appuntamento in un tempio straordinario come quello del Palladium. Puntuali, come puntuali sono solo gli orologi svizzeri, arrivano quasi tutte insieme:
Calliope, Euterpe , Erato, Melpomene e Talia... Urania, Tersicore e Polimnia arrivano con calma come se non volessero troppo mostrarsi... Clio prende tutti per mano e introduce le sorelle nella storia.
In questo tempio le diverse arti mostrano il meglio del loro essere tra un lettura e un canto, tra una tragedia e una commedia, tra una nota e un video!
Anfitrioni due straordinari padroni di casa: Il Collettivo Embrio.net e Le Biblioteche di Roma.
Il collettivo embrio.net (www.embrio.net) cura ogni particolare della regia e corrono su è giù rincorrendo le arti cercando di creare una simbiosi perfetta tra tutte le parti, lavoro non facile tanto che, sembra che per organizzare questo evento "olimpico" Giorgia,Stanis,Fabrizio,Telma abbiano perso molti chili insieme... tranquilli sono abituati: da anni sono attivi nell'ambito della produzione audiovisuale e dell'ideazione e realizzazione di eventi e readings dal forte impatto emotivo... so' bravi, so' bravi!!! E quando ce vo, ce vo!!!
Al coordinamento e alla produzione esecutiva Le Biblioteche di Roma, con un gruppo di sole donne (Alice, Giorgia e Leila) guidate da Gabriella Sanna che gira con un mantello azzurro sotto le braccia dicendo che è per uno strumento sacro che non può essere posato in terra: la Kora.
Sistemate ben bene le Musa, si aprono le porte ai pochi esseri umani rimasti sulla terra avidi di sapere... il tempio è in un attimo pieno.
E qualche istante dopo ogni forma d'arte inizia a dominare nel luogo sacro accompagnati dai loro imitatori naturali e innaturali... si apre il sipario.
"Il mondo non cambia se non gira e se non gira... tutto muore!"... questa Morna a Roma: Ballata di Natale (suonata con un cavaquinho), del capoverdiano Jorge Canifa Alves (come da comunicato stampa), da il "la" alla manifestazione e, immediatamente, viene imprigionato in una gabbia musicale appositamente costruita per essa da Attilio Fontana (ex Ragazzi Italiani), Juan Carlos Albelo e Franco Ventura suscitando l'ampio consenso di Euterpe e delle sue sorelle mentre Giulio Costa tesse il suo destino di cristallo intorno a tutto.
Il tempo di riprendersi dall'emozione che il viaggio è già in marcia... improvvisamente il tempio-Palladium si ritrova dentro e poi Oltre Babilonia, spumosa e confusa delle lingue delle madri e dei linguaggi delle figlie narrate dalla voce dell'omerica scrittrice italo-somala Igiaba Scego... qui le sue parole prendono forma nelle illustrazioni di Fabrizio dell'Arno (Brasile) mentre la potente voce del griot senegalese Badara Seck riscalda l'aria e... l'insieme è un riechegiare gli applausi da parte di uomini uomini e Musa.
Poco oltre nel tempo, il tempio ritorna a riflettere ridendo a cuore aperto seguendo l'irriverente, improbabile e disarmante dialogo tra Zeinab e Clarisse, personaggi creati dalle penne straordinarie dell’attrice e scrittrice camerunense Felicité Mbezele e della scrittrice italo-congolese-egiziana Ingy Mubiayi Kakese, immortalate nel videoclip di Maria Rosa Jijón.
E quando sembra tutto finito ecco che, dirittamente dalle Filippine: il disastroso super domestico Ariel con il suo italiano filippinizzato dal suo special alter Marco Marzocca.

Una straordinaria serata che difficilmente Musa ed esseri umani dimenticheranno... anzi si sono già dati appuntamento presso lo stesso tempio sabato 24 quando entreranno in scena molti altri artisti del mondo: Izumi Chiaraluce (italo-giapponese), Cristina Ubax Ali Farah, (italo-somala) , Christiana de Caldas Brito (Brasile), Xu Li Ping (Cina), Jessica Costa Moreno (Capo Verde), Francesco Talarico (Italia) e altri ancora..

CONTRA EL VIENTO "CONQUISTA" EL PLANETA

CONTRA EL VIENTO
UNA STORIA CAPOVERDIANA, attraverso la voce di una grande scrittice spagnola Ángeles Caso!
"Contra el Viento" vince IL PREMIO EL PLANETA, il premio letterario più importante in Spagna!

Ángeles Caso (Gijón, 1959) ganó ayer con la novela Contra el viento el Premio Planeta 2009, dotado con 601.000 euros. En ella narra la historia de una joven de Cabo Verde que, tras años de infortunio en su país, decide emigrar a Europa. Primera escala, Portugal; segunda, España. Pero las cosas no mejoran. La vida, y los hombres de su vida, la maltratan. "Es una novela en la que rindo homenaje a las heroínas del siglo XXI, en ese caso a las mujeres caboverdianas inmigrantes que vienen a nuestras casas a ayudarnos, a cuidar a nuestros hijos y de nosotros para que las mujeres podamos seguir con nuestras vidas", explicó la escritora, que añadió que se trata de "una novela coral, donde intervienen muchísimas mujeres y tiene final feliz".

da "ELPAIS.COM"

CUENTOS SOBRE UN COLUMPIO

El columpio? todos nos sabemos que es ... en todo el mundo se sabe que es el columpio ... aquí (en el libro: "Racconti in Altalena") se convierte en un símbolo común que en todas las partes del mundo está conocido: inicia da Cabo Verde para llerar a los caminos rumanos, pakistaníes, bolivianos ... El libro habla de 4 temas importantes: la mujer, el agua, la amistad y la libertad . El agua es libre de ir donde quiere junto a lossus tres estados... ele destruye y crea, entra y rompe sus diques... el agua es todo ... en aquellas historias en que eso elemento falta está el total de la tragedia (en SAB RAS, por exemplo), eso porque no hay libertad (como mujer) de poder elegir sus amigos; onde que no puede tomar cualquiera de los estados conocidos el no está libre, pero es la negación de la libertad de modo que el es propiedad de los que prefieren el dinero, la corrupción de la libertad.

13/10/09

MORNA A ROMA: ballata di Natale (suonata con il cavaquinho)


IL MONDO IN ITALIANO: ARTISTI MIGRANTI RACCONTANO
All'interno della "Settimana della lingua Italiana nel Mondo", si svolgeranno due serate - domenica 18 e sabato 24 ottobre - in cui scrittori, musicisti e artisti visuali provenienti dal "resto del mondo" si confronteranno su temi di grande attualità come l'identità, l'integrazione e l'appartenenza culturale. Assisterete a uno spettacolo insolito e suggestivo in cui letteratura, musica e arti visive si fonderanno insieme nel tentativo di rispondere alle stesse domande. Ovviamente,in lingua italiana.
Il 18 Ottobre viaggeremo dentro la Babilonia spumosa e confusa delle lingue delle madri e dei linguaggi delle figlie nella lettura della scrittrice di origini somale Igiaba Scego illustrata dalle opere di Fabrizio dell'Arno (Brasile) e dalla musica del griot Badara Seck (Senegal); ascolteremo il dialogo improbabile e disarmante tra Zeinab e Clarisse, personaggi creati dalle penne irriverenti di Felicitè Mbezele (Camerun) e Ingy Mubiay (Egitto); assisteremo al "Canto di Natale" del capoverdiano Jorge Canifa Alves, imprigionato nella "gabbia" che Giulio Costa, Attilio Fontana,Juan Carlos Albelo e Franco Ventura hanno costruito intorno al suo racconto con immagini e suoni.
Special guest Marco Marzocca e la sua straordinaria invenzione linguistica dell’italiano filippinizzato, nei panni del disastroso filippino Ariel.
La direzione artistica della serata è affidata al collettivo embrio.net (www.embrio.net) da anni attivo nell'ambito della produzione audiovisuale abbinata ad eventi letterari e readings dalle tematiche borderline, supportate da un forte impatto emotivo.

La cura è di Gabriella Sanna (Biblioteche di Roma)

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti
info: www.bibliotechediroma.it - www.romamultietnica.it
Servizio Intercultura Biblioteche di Roma Tel. 06 45430265-264

09/10/09

1994

1994
Non perdetevi questo spettacolo: 1994
è la nostra storia attuale di lavoratori poco considerati e sbattuti di qua e di la da un'azienda in fallimento...
"Dalle parti dell'ultima grande crisi economica prima dell'attuale, i dipendenti di u...na qualsiasi "azienda", vivono il trauma inaspettato delle prime "ristrutturazioni", ancora inconsapevoli della precarietà, dell'incertezza e della ottusa accettazione dell'ordine esistente che negli anni a seguire travolgeranno un pò tutti. Un "1984" rovesciato nel quale il "pensiero unico" non è il futuro che ci attende ma il presente che viviamo." www.controchiave.it
Colpisce la grande attualità di un testo scritto quasi 15 anni fa e "ciò che sorprende" commenta Luciano Bevilacqua, musicista dello spettacolo "è come nulla sia cambiato dal 1994... forse l'unica cosa di oggi è ch ci sia la consapevolezza del declino... ma non c'è reazione"... Le musiche che tamburellano l'animo dello spettatore accompagnadolo in un tunnel di emozioni sono rigorosamente dal vivo!
Il testo è un qualcosa di dinamico e avvincente che non annoia anzi porta direttamente alla riflessione... un esempio è la battuta del cattivo-burlone dei propri dipendenti, interpretato da Marco Diorio: "un consiglio: cerca di sollevarti da terra... impiccati!".
La regia (di Massimo Cardinali) è curata nel minimo dettaglio, dove anche gli attori che non partecipano direttamente all'azione svolgono un ruolo di fondamentale vivacità con silenziose interpretazioni che creano ancor più dinamicità nelle scene tutte.
Con "1994"... siamo nel presente 2009!

Dal 29 settembre all' 11 ottobre
Teatro Sala Uno
Piazza di Porta San Giovanni, 10 ore 21


Per maggiori informazioni clicca qui CONTROCHIAVE

04/10/09

Forche Caudine: Identity Festival 1

Sembrava che la nostra identità fosse stata fatta prigioniera dal traffico che voleva tenerci fuori dal festival! Un'ora per uscire da Roma, stesso tempo per arrivare da Caserta a Montesarchio dove si teneva il festival e dove tutti ci aspettavano preoccupati. Alla fine io e Massimo Ghirelli siamo arrivati a destinazione: sala consiliare del palazzo comunale di Montesarchio, dove si è svolto il primo festival sulle identità, sul loro significato intrinseco e sull'essenza stessa del termine "Decifrare le identità:conflitto e solidarietà tra culture e razze". A moderare il dibattito il consigliere delegato di Art Sannio Campania Francesco Antonio Barbato che ha sottolineato come oggi sia difficile una identificazione effettiva dei cittadini in un'unica dimensione: "l'attualità che viviamo non ci permette di trarre spunti per risposte dato che sorgono solo interrogativi, ecco quindi l'interrogarsi necessariamente sulle nostre radici, sulle nostre origini, sul passato.

Da Caserta News e da Il Sannita una sintesi del mio intervento:
Uno spunto differente è stato poi offerto dallo scrittore Jorge Canifa: "io guardo all'identità come concetto di multiculturalità dove il pericolo nasce dalla mancanza di scambio, quando si incontrano culture differenti. La paura delle differenze, in particolar modo la cultura e l'identità dei figli dei migranti offrono uno spunto importante di osservazione. I giovani che si trovano in nuovo paese ospitante partono dalla conoscenza della cultura di provenienza e nel contempo incontrano la curiosità della nuova cultura in cui si inseriscono per formare una nuova personale cultura. L'identità, in questo caso, nasce dal tentativo di trovare se stessi. Il pericolo che vedo è nell'esigenza di recuperare le proprie origini a causa della crisi identitaria adolescenziale cui si può andare incontro quando non ci si sente accettati dalla cultura di cui pure si è parte integrante . E' per questo che l'identità deve nascere dal confronto, giorno per giorno e dallo scambio.

Il dibattito ha inaugurato il primo Identity Festival di Montesarchio presentato dalla Regione Campania, dalla Provincia di Benevento, dal comune di Montesarchio ed organizzato da Art Sannio Campania e proseguirà sino al 4 ottobre con un programma ricco di spettacoli imperniati sulla multiculturalità.








Programma:

Venerdì 2 ottobre
Ore 18.00 - Sala Consiliare Palazzo comunale
Convegno di presentazione
DECIFRARE LE IDENTITA': CONFLITTO E SOLIDARIETA' TRA CULTURE E RAZZE
Relatori:
Massimo Ghirelli - giornalista
Jorge Canifa - scrittore
Diego De Silva - scrittore
Patrizia Giancotti - fotografa
Domenico De Masi - sociologo
Con la partecipazione di
Paolo Cresta - voce recitante

Ore 21.00 - Chiostro di San Francesco
LE MILLE E UNA NOTTE
con Vincenzo Cerami
musiche scritte ed eseguite da Aidan Zammit
Vincenzo Cerami legge il prologo e la prima notte dell'opera, accompagnato dall'artista maltese Aidan Zammit, autore delle musiche originali dello spettacolo.

26/09/09

Daya Nueva

Esos cuatro dias han pasados rapidisimos entre los brazos de la amable Daya Nueva.
¡Ha sido fantastico!
Appena sceso alla stazione di Orihuela ho preso un cafè cortado, poi ho lasciato i miei occhi e le mie braccia avvolgersi intorno alla meraviglia che mi si presentava davanti, con el deseo irrefrenable de conocer cada centímetro de su cuerpo y su alma.
Quando mi sono un po’ ripreso da questa grandissima emozione le insegne luminose mi davano il “bienvenido a Daya Nueva”… era già l’ora in cui in Spagna hanno terminato da poco di cenare e la gente si riversa nelle strade a prendere un po’ di fresco o a gustare l’aria della festa come in questo “pueblo”.
Daya Nueva, così semplice e straordinaria contemporaneamente, me ha sonreido y me ha amado de inmediato ed io l’ho abbracciata mentre bevevo un mojto insieme ad amici appena conosciuti ma che si dimostreranno essere più amici di amici di lunga data.
Tra le sue vie, tra le sue braccia mi sono perso per ritrovarmi poi in un castello circondato dal silenzio tipico delle province spagnole… ninguna noche en mi vida habia estada tan llena de sueños de colores; ninguna noche con una Luna tan romántica y apasionada como la de esos momentos en la Vega Baja!
Quando di nuovo è sorto il sole, ed ho aperto gli occhi, ho gioito d’immenso trovandomi ancora tra le braccia di Daya Nueva che in un attimo mi ha risucchiato nei preparativi della festa, del Certamen: inviti, plotter da appendere, scenografia da allestire, discorsi da preparare!
Quanto movimento, quanta bellezza culturale per un pueblo di 2000 abitanti solamente!
Diversi centri culturali, associazioni, scuole di musica dove coltivare le tradizioni sonore, una biblioteca dove scoprire l’amore per la letteratura e… Daya Nueva, yo te quiero! Tu sei ciò che ho sempre sognato!
E in un attimo è arrivata la sera che mi ha trasformato in un principe che, con le sue Musa e le sue Regine, si reca al gran ballo di corte dove tutti, incuriositi, guardano e applaudono per un semplice gesto come quello di prendere per mano le dame e accompagnarle sul palco…
Daya Nueva Gracias por haberme ofrecido este sueño!
E un grazie, per avermi dato la possibilità di amare Daya Nueva, a: Enca, Marga, Miguel, Mattew, Pepa, Luzmar… straordinari anfitrioni quanto amabili persone che non dimenticherò mai!

25/09/09

Certamen Literario Daya Nueva

Serata magica quella del 19 settembre a Daya Nueva, un “pueblo” tra Murcia ed Alicante... con poco più di 2000 anime artistiche… qui la gente ha nel proprio DNA cromosomi musicali e artistici sviluppati più che in qualsiasi altra regione spagnola. Tutti suonano almeno uno strumento, molti scrivono, nessuno odia l’arte. E allora stare insieme a questa gente della Vega Baja significa alzare lo sguardo verso il Nirvana, significa ritornare uomini in questo mondo sempre più privo di umanità!

Yo soy de un pueblo que canta,
Yo soy de un pueblo que sueña,
Yo soy de un pueblo que tiene el corazón de poeta.

Con questi versi di Miguel HERNANDEZ, che bene fotografano il “carattere” degli abitanti di Daya Nueva, ha avuto inizio la XLI edizione del Certamen Letterario “Daya Nueva” e contemporaneamente la XVIII edizione del Certamen Juvenil “Miguel Hernandez”, entrambi organizzati dall’Asociación Cultural Club Excelsior.
“El Certamen Literario Daya Nueva VUELVE a celebrarse un año más y ello nos llena de orgullo a todos los habitantes de nuestro pueblo” Queste le parole di Margarita Navarro GONZÁLEZ, Presidentessa dell’AA.VV. “Club Exelcior”, associazione organizzatrice del Certamen: “Este encuentro es posible GRACIAS al esfuerzo, la DEDICACIÓN y la ILUSIÓN de muchas personas que creen en la literatura, en la PROYECCIÓN de nuestro pueblo y en el potencial ARTÍSTICO de muchos de nuestros vecinos."

Presenti tutte le autorità del paese, i poeti giunti alla finalissima, le Musa scese dall’Olimpo, le Regine vestite a festa e molti amanti dell’arte del poetare dell’anima nostra e curiosi e curiose.
Il teatro è pieno e caloroso. Tutto il paesino sembra essere dentro il teatro con eleganza e calore tipici solo dei giorni di festa… E che festa a Daya Nueva!
“È un momento sentito da tutti perché qui tutti sono un po’ artisti” sottolinea Dña Encarna Titos Gil.
Ed ecco… si abbassano le luci e si accende lo spettacolo poetico magico e solenne.
Le Regine e le Musa prendono posto sul palco tra gli applausi di tutti nei loro abiti lunghi da miss.
Le autorità ricevono la loro bella presentazione, ringraziano e tornano a sedersi mentre l’emozione già brilla negli occhi delle due presentatrici che incorniciano i passi dell’assente “Mantenedor” Maria de Pau Janer a causa di un problema familiare; gli onori di casa dell’emozionato don Josè María Rodriguez Barberá; i ringraziamenti tanto naturali quanto commoventi di don Vincente Pérez García e… e finalmente il fiore poesia che sboccia d’incanto travolgendo il pubblico in sala.

I primi petali sono per il Certamen Juvenil “Miguel Hernandez” che in questo giorno speciale diventa maggiorenne e che “acoje a jovenes poetas que desean compartir a traves de unos versos, sus sentimientos, sus vivencias, su alma…" e allora che si alzi e salga sul palco il vincitore: Juan Mas Villaseñor con il suo “Cabo Negro”:
(frammento) Ahora caen los cometas sobre un azul
recondito de cuando la gran Nada
se escondió en dos burbujas :
materia, antimteria.

Anzi, che si avvicinino i vincitori perché anche Dña Sabrina Pérez Carranza merita l’alloro sulla testa con la lettera con rima chiastica dedicata a Miguel Hernandez, “Mi poesia intrusa” :
(frammento) Nunca hubo cebolla más dichosa
que aquella que sus nanas dibujaron con tinta
tinta que de sus versos escapa y retinta
con dulzura la voz de ese ninő, el sol y la rosa.

E il pubblico applaude i giovani che sanno regalare ancora sentimenti nobili attraverso la poesia mentre Regine e Musa premiano questi artisti… Poco dopo arriva il momento dei secondi petali dell’evento e…scendono in campo anzi salgono sul palco i vincitori della XLI edizione del Certamen Letterario “Daya Nueva”.
“Carpe Diem” di Juan Lorenzo Collado Gómez vince il premio speciale “Flor Natural”:
(frammento)… ahora que la melancolía
alza un puñal que ya desde hace tempo
maestra hojas de acero,
decimos que el amor
es la caricia de la rutina.

Poi arriva il momento in cui le Musa lasciano lo spazio e l’alloro al vincitore di questa edizione del premio: Josè Luis Hernández Garvi che con la sua pioggia “Lluva” trafigge l’anima dei presenti:
(frammento) Has llegado muy temprano
despertando con ritmo acompasado,
musica que me recuerda
a poemas escritos en el viento,
perdido para siempre,
que nunca serán leídos.

E sotto quest’acqua si alzano scroscianti gli applausi di tutti… e la poesia regna sovrana nell’aria e sopra la pelle emozionando sempre più… parole non casuali visto che la colonna sonora dell’evento aveva la voce di Giorgia Todrani.
La serata magica degli “eroi-poeti” non finisce qui, perché subito inizia una processione laica dove tutti i presenti al Certamen partecipano tra le ali della gente rimasta fuori e per le strade… un o sfilare di "vip" che porterà tutti dall’altra parte del “pueblo” sotto un enorme tendone per un ricco aperitivo e uno straordinario concerto del gruppo musicale ALBALADRE.
Nel mentre di ciò, la sintesi della manifestazione nelle parole di Dña Encarna Titos Gil, tra i giurati dell'evento: “La entrega de premios del 41º Certamen Literario Daya Nueva y del 18º Certamen de Poesía Juvenil Miguel Hernández ha sido todo un éxito. Ha sido un verdadero honor estar allí. ¡Gracias Marga! Ha sido increíble ver cómo trabajas por este Certamen: enh...orabuena, Sra. Presidenta del Club Excelsior. Y gracias a todos los que habéis ayudado de un modo u otro a encontrar solución a la ausencia, en el último momento, de Maria de la Pau Janer.”

E l’evento finisce mentre tutti cantano allegramente!

Gracías Daya Nueva… pueblo que tiene el corazón de poeta!

13/09/09

STOP MGF


Comunicato Stampa girato da Tabanka onlus... condivido e pubblico!


STOP MGF

Mai più mutilazioni genitali femminili

In Italia sono circa 90mila le donne immigrate che hanno subito le pratiche della mutilazione genitale femminile (MGF), diffuse in 28 paesi africani, in Medio Oriente e nel sud est asiatico. Inoltre esiste un alto rischio che le figlie di queste donne, bambine e adolescenti, subiscano tali pratiche nel corso della loro permanenza in Italia o durante un periodo di vacanza nel paese dei genitori”. Questi i risultati presentati da Pilar Saravia, presidente dell’Associazione NoDi – I nostri diritti - a conclusione del progetto STOP MGF, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le vittime di queste pratiche, supportate nel nome della tradizione, sono soprattutto bambine tra i 4 e i 15 anni: l’età a rischio è soggetta ad un graduale abbassamento per evitare eventuali resistenze da parte delle stesse bambine, che, una volta adulte, subiranno con gravi conseguenze psicologiche sofferenze fisiche provocate da malattie, rapporti sessuali dolorosi, infertilità, infezioni e parti pericolosi. L’Associazione NoDi, che da anni s’impegna in azioni concrete per il rispetto della dignità della donna immigrata in Italia, ha affrontato il difficile tema delle mutilazioni genitali femminili attraverso una campagna di sensibilizzazione e di prevenzione tra la popolazione migrante, proveniente dai paesi a rischio e insediata nella Regione Lazio. Il progetto STOP MGF, iniziato nel febbraio 2007, si è sviluppato attraverso tre fasi: formazione degli operatori socio sanitari, curata dal San Camillo – Forlanini, ricerca del fenomeno, realizzata dall’IRPPS-CNR, e sensibilizzazione/prevenzione delle comunità interessate, seguita da NoDi. In venti mesi l’associazione NoDi ha mappato i luoghi d’incontro e dei servizi utilizzati dalle comunità a rischio sul territorio laziale, ha incontrato i mediatori culturali, ha prodotto e distribuito materiale cartaceo sul tema. Ha quindi realizzato incontri di sensibilizzazione e informazione con gruppi di vittime o a rischio di MGF nelle cinque province laziali per un totale di 800 donne. Infine ha realizzato il sito d'informazione www.stop-mgf.org che ospita anche un forum per lo scambio di esperienze. Se nel parlare dell’argomento la prima reazione delle donne coinvolte è la diffidenza, la parola chiave per rompere il silenzio è quella della salute, un diritto garantito dalle leggi nazionali dei paesi a rischio, che tendono a contrastare tali pratiche pur trovando grandi difficoltà nella loro applicazione, soprattutto nel contesto rurale. In Italia le MGF sono un reato punibile con il carcere (Legge 9 gennaio 2006 n. 7): l’obiettivo è quello di scoraggiare l’uso di queste pratiche nella società italiana.


INFO www.stop-mgf.org
UFFICIO STAMPA: email maipiumgf@gmail.com
Maria de Lourdes Jesus cell 3391737455
Ilaria Marchetti cell 3381917190
Francesca Vitalini cell 3393390878

12/09/09

Un po' di storia


Sono arrivato in Italia nel 1979.
Io non ci volevo venire. Stavo troppo bene nella mia terra: Capo Verde. Correre su quelle montagne di Santo Antao per me era il massimo che si potesse avere dalla vita.
Svegliarsi ogni giorno e ascoltare il canto degli uccelli mentre dall'alto dei monti i tuoi occhi scorrono lungo le loro pendici fino giù ad immergersi nell'oceano.
Poi arrivava la colazione spesso a base di "catchupa guisada" o frutta e latte appena munto.
Dopo la colazione noi bambini andavamo ad assumere le nostre responsabilità di gioco. Qualche volta cotruivamo case straordinarie in pietra e rami di cocco che resistevano giorni e giorni e mesi, e lì ci appostavamo per sorprendere le cornacchie che venivano a rubare le spighe di grano degli ampi campi di mio nonno... E rincorrevamo questi corvi armati di urla, fionde, pietruzze... quanto ci divertivamo, quanto ridevamo.
Il nostro compenso erano dei bei tocchi di canna da zucchero che gustavamo seduti in cima ad una rupe pensando alla meraviglia del creato che ci circondava.
E non parliamo, poi, delle escursioni che facevamo di nascosto sulle cime impervie dei monti, nei campi dei vicino per prendere qualche carota, nella cucina della nonna per qualche pezzo di dolce!
Dieci-docici bambini quasi tutti cugini che non facevano che divertirsi dalla mattina alla sera quando stanchi si sedevano intorno ad un fuoco o semplicemente sotto la luce della grande Luna per ascoltare i racconti di vita, di bruxias (streghe), folletti della notte, di terrore e di amore degli adulti e poi svegliarsi qualche volta nel cuore della notte per assistere alla preparazione di qualche festa da parte degli adulti che sempre uccidevano gli animali domestici la notte per non impressionare noi "piccolini", o forse per il fresco della notte!
NO, io non volevo proprio venirci in Italia ma...
Ero piccolo e non potevo decidere, così un giorno mi sono ritrovato in Italia.
Che fatica rinunciare a tutte le mie certezze.
Migrare, specie a quell'età è difficile, perdi tutto: dagli amici ai giochi, dai sogni alla personalità che ti stai costruendo.
Improvvisamente non sei più nessuno.
Per migrare occore coraggio, un atto di coraggio non indifferente. Si dovrebbe assegnare un "premio Nobel per la Pace", anche simbolico, alla migrazione.
Io ho perso tutto... ma piano piano mi sono ricostruito ed ho iniziato dalla musica! Anzi la musica mi ha riportato dentro il sogno, cantando a squarciagola con gli amici che nel frattempo mi ero fatto e dopo un anno sono ritornato nel mondo, sono rinato grazie a queste tre canzoni che fanno la storia della mia vita perchè sono le tre canzoni italiane che ho cantato per prima, sono le tre canzoni che dopo 29 anni risuonano ancora nella mia testa e mi portano sul confine tra Capo Verde e Italia; sono tre canzoni che difficilmente dimenticherò; sono tre Musa: "Bella Ciao" canto partigiano, "Tu sei l'unica donna per me" di Alan Sorrenti, "Alla Fiera dell'Est" di Angelo Branduardi...
Quell'estate nella colonia estiva di Giulianova, 1980, sono rinato un po' italiano.

08/09/09

Nha Vida

sito di Lura www.luracriola.com

LURA da Capo Verde con Energia

Passione, energia, giovinezza e bellezza, esperienze teatrali e di danza, soprattutto una voce speciale e una grande convinzione culturale fanno di Lura, trent'anni, una stella in ascesa della musica portoghese con radici africane. Nata a Lisbona nell'anno dell'indipendenza delle isole di Capo Verde dal Portogallo - divenute, dopo aver guarito le ferite, un paese ospitale - Lura esplora, della musica di quei piccoli sassi vulcanici lanciati dal Senegal nell'Oceano, non solo la morna resa celebre da Cesaria Evora, ma tutti gli stili: oltre alla malinconia, al languore e alla dolcezza, la vitalità e l'allegria travolgente. (tratto da e-cremona.it)

Lura Anima e Corpo

Grazie al successo dell' album seguente “M' bem di Fora” che esce nel 2006, Lura solca il mondo e conquista un pubblico sempre più fedele ed attento alla sua musica, ed è attraverso di lei che le giovani generazioni capoverdiane riscoprono il patrimonio musicale locale, ballando, innamorandosi e piangendo sui ritmi amati dai loro genitori o dai loro nonni. Album della maturità, “M' bem di Fora” pone le basi delle sue canzoni future e del nuovo album “Eclipse”. Oggi, Lura rivendica corpo e anima delle sue radici capoverdiane, come per trascenderle meglio: “Canto le suggestioni di Sao Tiago e Santo Antao, delle isole che sono la terra di mio padre e mia madre. Perché cantare la musica di Capo verde è la gioia di arrivare a toccare cose sepolte in me che non sospettavo nemmeno di conoscere”. (tratto da marsala.it)

LURA una foto insieme!

Ho avuto l'onore di incontrare questa voce del firmamento capoverdiano nel 2006, al Congreso dos Quadros (Evento che riporta, ogni quattro anni, i capoverdiani sparsi nel mondo, a casa per riflettere e discutere i grandi temi della nostra capoverdianità), in questa occasione ho avuto il piacere di conoscere non solo la cantante ma anche la persona, di cui anche la sua aurea umana è grande davvero! Di seguito una foto insieme ad uno dei miei miti capoverdiani!


Lura e la sua "NHA VIDA"

Nha Vida
Hoji n`odjal

Hoji n`odja homi di nha vid
a
Ê
cenam Ku mon n`fica sima pomba perdida
N`amor bem dam razon di vivi

Bem intchi nha vida di kusa fasi

Nhas horas alegri n`krê passa Ku bó
Nhas horas tristi n`krê passa ku bó

Nha passa tempo n`krê passa ku bó

N`amor ami n`naci pam vivi ku bó

Bem pegam no mom
Bem lebam ku bó
N`krê bai na bu ragass

Bem inxinam tudo kusa k`inda n`ka sabi

Be
m lebam ku bó inxinam tudo kel ki bu prendi na vida
N`amor bem dam razom di vivi
Bem intchi nha vida di kusa fasi

N`sta raserva nha vida pa bó

N`amor ami n`naci pam vivi Ku bó

Ó kim sta ku bó pa mim mundo ka existi màss

Ó kim sta ku bó mundo feto só di nôs dôs


Nha Vida (Vita Mia)
Oggi l'ho visto

Oggi ho
visto l'uomo della mia vita
Mi ha fatto un cenno con la mano ed io mi sono sentita una colom
ba persa (mi ha accennato con la mano ed io quasi svenivo).
Amore mio, vieni a darmi ragione di vivere

e indicami cosa devo fare nella mia vita

nelle ore felici io vorrei stare con te

nelle ore tristi io vorrei stare con te

nel passatempo io vorrei stare con te
Amore mio,
io sono nata per vivere con te!

Vieni prendimi per mano

e portami via con te

Vorrei andarmene tra le tue braccia

Vieni e
insegnami tutto quello che ancora non so
vieni e insegnami tutto quello che tu hai imparato nella vita
Amore mio, vieni a darmi ragione di vivere

e indicami cosa devo fare nella mia vita

Riserverò la mia vita per te (Ti aspetterò)

Amore mio, io sono nata per vivere con te!

Per me, quando sto con te il mondo non esiste più

Per
me, quando sto con te il mondo è solo per noi due!

Nha Vida (Mi vida)
Hoy le he visto
hoy he visto el hombre de mi vida

me hizo un seña y me sentía como una paloma pérdida.

Mi amor, ven a darme la razón de vivir

mostrarme qué debo hacer en mi vida
en las horas felices yo quiero estar contigo
en horas tristes yo quiero estar contigo
en el pasatiempo yo quiero estar contigo
Mi amor, yo he nacida para vivir contigo
Ven y tómame de la mano
y llevame con ti
quiero dejarme en tus brazos
Ven y me enseñe todo lo que yo no conozco
ven y me enseñe todo lo que has aprendido en tu vida
Mi amor, ven a darme la razón de vivir
Muéstrame qué debo hacer en mi vida
Dedicaré mi vida a ti (Te esperaré)
mi amor, yo he nacida para vivir contigo!
Para mí, cuando estoy contigo, el mundo ya no existe
Para mí, cuando estoy contigo, el mundo es sólo para nosotros!

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE
J. Canifa Alves, l'On.le M. Monteiro, l'On.le Frias, l'On.le Sousa, rappresentante Caritas F. Pittau

Un libro può salvare la vita

  • edgar allan poe - racconti
  • Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine
  • Isabel Allende - il piano infinito
  • Luis Romano - famintos
  • Michael Ende - la storia infinita

MONDO MIGRANTE

Los Angeles – Charlize Theron è diventata cittadina americana. Ad annunciarlo la stessa attrice durante il David Letterman Show: “ho sempre desiderato essere cittadina americana, ma loro non volevano accettarmi… Ho dovuto studiare. Inoltre era difficile non pensare a qualche trucco all’esame, come quando a me, di madrelingua inglese e sudafricana, è stato dato un foglio e mi è stato chiesto di scrivere correttamente la frase: è una giornata di sole”.

Un premio Oscar all’ umorismo americano… ma si diamo loro anche un “Tapiro d’oro”.

Le rivoluzioni non necessariamente rappresentano delle soluzioni... sicuramente ti danno linfa vitale!

RAIZ-LONGE

RAIZ-LONGE
dietro: Benny Hopffer Almada, Giovanni Mone, Alfredo Pierantozzi; al centro: Marta Poretti, Viviana Alves, Jorge Canifa Alves, Cateline Hopffer Almada, Lorena Salvatori, Walter do Rosario; in basso: Hamdi Dahir, Linda Evora, Aderico Brito.