SOStieni il mio blog


With your help, I can continue to provide free information on the Web.



19/09/26

Jardim Amílcar Cabral

 

Jardim Amílcar Cabral em Roma 
(de Ireneo Spencer)


Querida Diáspora e resto do mundo, Como Deputado para a Diáspora em Itália e no Resto do Mundo, participei na celebração na Cidade Eterna, Roma, na Câmara Municipal de Roma e no Município VIII, onde foi inaugurado um jardim em honra de Amílcar Cabral, celebrando a sua grandeza como pensador, revolucionário e estadista que mudou o rumo da história africana, mundial e cabo-verdiana, lutando contra o colonialismo português.

Cabral é a luz que guia todas as gerações.

Será um jardim onde todos poderemos refletir e ponderar.

Agradeço a todas as associações, ativistas, à comunidade e aos amigos que abraçaram este projeto, assinando o pedido de um espaço dedicado a Cabral.

Os meus sinceros agradecimentos à Bruna Polimeni, Mario Meo,

às forças políticas, às associações, à Fundação Lelio Basso, à Tabanka Onlus, ao Primeiro Secretário do PAICV Itália (@Jorge Canifa) e ao Conselheiro da Presidência da República de Cabo Verde (Marilena Maria Ilena Rocha)

Na minha qualidade de Deputado, participei nesta grande celebração; é pena que um Deputado do Governo de Cabo Verde tenha sido esquecido.

Mas o importante é que celebremos todos o Cabral juntos.

Viva Amílcar Cabral!

Viva a Cidade de Roma!

​Giardino Amílcar Cabral

Ireneo Spencer




Cara Diaspora e resto del mondo,

​In qualità di Deputato per la Diaspora in Italia e nel Resto del Mondo, ho partecipato alla celebrazione nella Città Eterna, Roma, presso il Campidoglio (Città metropolitana/Comune di Roma) e il Municipio VIII, dove è stato inaugurato un giardino in onore di Amílcar Cabral, celebrandone la grandezza come pensatore, rivoluzionario e statista che ha cambiato il corso della storia africana, mondiale e capoverdiana, lottando contro il colonialismo portoghese.

​Cabral è la luce che guida tutte le generazioni.

​Sarà un giardino in cui tutti potremo riflettere e meditare.

​Ringrazio tutte le associazioni, gli attivisti, la comunità e gli amici che hanno abbracciato questo progetto, firmando la petizione per uno spazio dedicato a Cabral.

​I miei più sinceri ringraziamenti a Bruna Polimeni, Mario Meo, alle forze politiche, alle associazioni, alla Fondazione Lelio Basso, alla Tabanka Onlus, al Primo Segretario del PAICV Italia (@Jorge Canifa) e alla Consigliera della Presidenza della Repubblica di Capo Verde (Marilena Maria Ilena Rocha).

​Nella mia veste di Deputato, ho partecipato a questa grande celebrazione; è un vero peccato che un Deputato del Governo di Capo Verde sia stato dimenticato.

​Ma la cosa importante è che celebriamo tutti insieme Cabral.

​Viva Amílcar Cabral!

​Viva la Città di Roma!

Ireneo Spencer 

(Deputato Supplente per la Diaspora di Europa e resto del mondo) 

Seconde generazioni

 


Il panorama sociopolitico capoverdiano contemporaneo, in Italia, è attraversato da una trasformazione profonda, guidata in prima linea dalle seconde generazioni. 

Figli e figlie di famiglie con background migratorio, nati o cresciuti in Italia, non rappresentano più soltanto la testimonianza di un’avvenuta evoluzione demografica, ma si configurano come attori politici e sociali centrali.

 Un esempio emblematico di questo dinamismo è il grande successo e la forte mobilitazione che ruotano attorno al PAICV-Italia (la sezione italiana del Partito Africano dell’Indipendenza di Capo Verde), uno spazio in cui l’impegno civico transnazionale si fonde con le istanze di inclusione, diritti e rappresentanza.

​All'interno di questo fermento, la collettività e le nuove leve emergenti incarnano perfettamente la maturità di una generazione capace di tenere insieme le proprie radici culturali e la piena partecipazione alla vita sociale italiana, trasformando il vissuto migratorio in un motore di cambiamento.

​Oltre i Confini: Il Ruolo Chiave della Diaspora

​La comunità capoverdiana in Italia vanta radici solide e storiche, radicate soprattutto in contesti urbani strategici. Per decenni, la prima generazione ha lottato per l'inserimento lavorativo e sociale. Oggi, le seconde generazioni raccolgono quell'eredità trasformandola in protagonismo politico attivo.

​Il legame con il PAICV — partito che storicamente ha guidato l'indipendenza dell'arcipelago e che continua a mobilitare fortemente la diaspora — non è un semplice esercizio di nostalgia verso la madrepatria, ma un laboratorio di cittadinanza attiva. I giovani italiani di origine capoverdiana dimostrano che l'appartenenza a più culture costituisce un valore aggiunto, un moltiplicatore di competenze diplomatiche, sociali e di visione globale.

​Il percorso collettivo di questa comunità si distingue per alcuni assi portanti:

​Analisi critica e decostruzione degli stereotipi: Viene costantemente promossa una riflessione approfondita sulle dinamiche migratorie e sull'identità, spingendo per un riconoscimento pieno della dignità politica e culturale delle nuove generazioni all'interno della società europea.

​Coesione sociale e inclusione: Un forte impegno è rivolto alla creazione di reti di solidarietà e di dialogo intergenerazionale, garantendo che le istanze delle donne, dei giovani e delle fasce più attive trovino spazio nei momenti di confronto e nei tavoli decisionali.

​Cooperazione transnazionale: L'energia delle nuove leve viene canalizzata verso obiettivi concreti di sviluppo sostenibile, tutela dei diritti civili e rafforzamento della rappresentanza istituzionale, agendo come un ponte dinamico tra l'Italia e Capo Verde.

​La vitalità del PAICV-Italia lancia un messaggio chiaro alla società civile: la partecipazione non ha confini esclusivi.

​Le seconde generazioni non chiedono soltanto di essere integrate, ma pretendono di co-progettare il presente. Nel fare questo, ridefiniscono il concetto stesso di cittadinanza, dimostrando che l'impegno transnazionale e l'amore per il proprio territorio di crescita possono convivere armoniosamente, tracciando la strada verso una società più aperta, plurale e realmente democratica.

15/08/26

L'anima e la voce straordinaria di Jerusa Barros


Ascoltare Jerusa Barros è un’esperienza che va ben oltre il semplice ascolto musicale: è un viaggio emozionale profondo, capace di toccare le corde più intime dell'ascoltatore.

Un talento vocale unico

​Ciò che colpisce immediatamente di Jerusa è la straordinaria potenza, calore e purezza della sua voce. La sua estensione e il controllo vocale le permettono di muoversi con una naturalezza disarmante, passando da tonalità morbide e vellutate a momenti di intensa energia emotiva. Ogni nota è scolpita con precisione, ma è l'autenticità che traspare da ogni singola interpretazione a fare la vera differenza.

Radici e innovazione

​La sua proposta artistica è un raffinato ponte tra la tradizione e la modernità. Jerusa riesce a onorare le sue radici culturali — attingendo alla ricchezza della tradizione capoverdiana e dei generi come la morna e la coladeira — fondendole con sonorità contemporanee e sfumature di world music. Il risultato è un sound fresco, internazionale, ma che mantiene intatta la propria identità.



"Jerusa Barros non si limita a cantare le sue canzoni; le vive, le racconta e le dona al pubblico con una generosità artistica rara."

Interpretazione e coinvolgimento

​Sia in studio che dal vivo, la sua capacità di catturare l'attenzione è magnetica. Trasmette una combinazione vincente di passione, grazia e carisma che lascia un segno indelebile in chi la ascolta. I suoi brani sanno essere al tempo stesso intimi e universali.

​Consigliatissima a chiunque ami la musica autentica, fatta di talento puro, ricerca e cuore. Jerusa Barros è una gemma preziosa del panorama musicale, un'artista completa che merita tutto il successo e il riconoscimento internazionale. Cinque stelle meritatissime!

Jerusa Barros e Jorge Canifa Alves
Jerusa Barros e Jorge Canifa Alves


L'Album Principale: Ilhas (Isole)

Il suo principale lavoro discografico è l'album "Ilhas (Isole)", pubblicato il 25 settembre 2020 per l'etichetta Plaza Mayor Company Ltd. Il disco comprende 12 tracce che fondono le tradizioni musicali di Capo Verde con influenze mediterranee, pop e acustiche.

​Tracklist dell'album:
  • ​Gridalo al mondo
  • ​Fermo immagine
  • ​Maria nello specchio
  • ​Sospeso
  • ​Di un solo colore
  • ​Barquinho D'Papel
  • ​Piove
  • ​Marilena (feat. Karin Mensah)
  • ​Mas um Homme, Mas um Fitch
  • ​Fuochi di paglia
  • ​Il canto delle maree
  • ​Barchetta di seta


02/04/26

Roma: uno spazio dedicato ad Amilcar Cabral

Roma: Amilcar Cabral

Municipio Roma VIII: presidente, 4 nuovi spazi pubblici dedicati a figure per lotta diritti
 

 Municipio Roma VIII: presidente, 4 nuovi spazi pubblici dedicati a figure per lotta diritti

 Roma, 31 mar - (Agenzia_Nova) - Amedeo Ciaccheri, presidente

 del Municipio Roma VIII, in una nota dichiara: "Apprendo con soddisfazione che la Commissione Toponomastica di Roma Capitale, grazie alla sensibilita' dell'Assessore Massimiliano Smeriglio, ha approvato la dedica di quattro nuovi spazi pubblici del nostro territorio a figure che hanno segnato la storia della lotta per la liberta' e i diritti dei popoli. 

Un risultato che arriva a seguito di atti di indirizzo approvati dal Consiglio del Municipio Roma VIII e dall'Assemblea Capitolina". "Nel Municipio Roma VIII troveranno un luogo a loro dedicato: Gino Strada, fondatore di Emergency; Piero Bruno, giovanissimo studente della Garbatella ucciso il 22 novembre 1975 durante una manifestazione di solidarieta' con il popolo angolano; Amilcar Cabral, padre dell'indipendenza di Guinea-Bissau e Capo Verde e icona della lotta anticoloniale; Bobby Sands, militante per l'indipendenza dell'Irlanda. Quattro nomi che parlano di coraggio e di impegno per un mondo piu' giusto.

E' motivo di orgoglio che Roma li ricordi attraverso gli  spazi del nostro Municipio, che da sempre tiene viva la memoria delle lotte internazionali e popolari. Ringrazio l'Assessore Smeriglio per aver portato avanti questo percorso", conclude Ciaccheri. 

09/03/26

UN'AFFASCINANTE IDENTITÀ METICCIA

Poesia in Bianco, Nero e Grigio

di Jorge Canifa Alves


Per comprendere appieno l'opera di uno scrittore, è indispensabile immergersi nel suo ambiente... L'ambiente in cui tutto inizia e tutto si muove. Sebbene molte delle mie storie nascano in Italia, esse portano con sé un'anima e una mente in costante movimento verso l'arcipelago di Capo Verde. 

Krono's 90, poesie in bianco, nero e grigio è una raccolta di poesie di cui vorrei parlarvi oggi e che si sviluppa attraverso un trittico cromatico che riflette la complessità di una cultura nata dall'incontro.

IL GRIGIO del trittico... Sono poesie che nascono in Italia ma la loro anima velegia al largo delle isole del Capo Verde. 

​1. L'Anima Meticcia: La Metafora del Cappuccino

​L'uomo capoverdiano non è una semplice somma, ma la simbiosi di due culture in transito. È un equilibrio precario e meraviglioso nato dallo scontro e, successivamente, dall'incontro tra l'Europa (il "bianco") e l'Africa (il "nero").

Il bianco europeo con il suo violino e la mazurca incontra il nero africano con il suo tamburo e il batuque. 

Il bianco europeo con la sua macina incontra il nero africano con il suo "pilon". 

È non si annienta o ma vivono insieme in perfetta armonia, anzi dall'unione del bianco europeo e il nero Africano nasce l'uomo nuovo MULATTO, sintesi affascinante di due culture che saprà dialogare sia con la realtà occidentale che con quella africana. 

​Dall'unione di questi due opposti nasce il Mulatto: un "uomo nuovo" capace di dialogare con l'Occidente senza perdere il battito dell'Africa.

Con la venuta dell'uomo "nuovo", del MULATTO, si perdono gli stimoli conflittuale, si perde la verve combattiva e subentra la ferma volontà di crescere come entità singola e definita in un mondo nuovo sempre più privo di barriere politiche, imperialistiche, colonialiste, razziali e sempre più aperto al viaggio, all'incontro con l'altro, allo scambio culturale. 

​È come se il caffè e il latte unendosi avessero trovano una nuova dimensione di vita insieme. Caffè e latte sono ottimi separatamente, ma uniti creano qualcosa di straordinariamente nuovo e buono: il CAPPUCCINO

L'identità capoverdiana è esattamente questo: non è solo latte, non è solo caffè, è il gusto unico del cappuccino.


​2. La Poetica dei Contrasti

​La storia di Capo Verde (lunga circa 500 anni) è segnata da dualismi profondi che lacerano e alimentano l'anima dei suoi abitanti. Possiamo riassumere questa tensione attraverso una serie di opposizioni fondamentali, contrasti. 

Mentre socialmente parlando si mette in risalto l'incontro tra le persone, culturalmente parlando, invece, si mettono in luce i CONTRASTI tra le parti...

A inizi '900... A Capo Verde i contrasti tra la letteratura Europea (vecchia di secoli) e quella Africana (giovane - emergente) sono abbastanza marcati, una nuova visione letteraria comincia a farsi largo... Da sempre l'arte per ritrovare la sua energia vitale tende a cercare di liberarsi dal vecchio e rivestirmi del nuovo (vedi in letteratura italiana, ad esempio, la scapigliatura - il futurismo - la gioventù cannibale). Così anche a Capo Verde, si cerca di mettere da parte il classicismo portoghese e si ricoprono nuove forme:
  • ​letteratura orale
  • ​creatività
  • ​sperimentazione
  • ​senso di appartenenza

​In questa fase si sperimentazione si mettono ancor più in risalto i contrasti tra i due continenti, con una nuova visione che ha il punto focale nell'arcipelago di Capo Verde:

  • TERRA (ferma per contrasto all'orizzonte) — MARE (sempre in movimento e sconfinato)
  • MARE (così piena di acqua) — SICCITA' (così priva di acqua) 
  • SICCITA' (assenza di vita) durante gli anni 1900 - '20 - '40 - '60 — INFIORESCENZA (essenza di vita) 1910 - '30 - '50 - '70
  • ALLONTANAMENTO (emigrazione, partenza) — AVVICINAMENTO (immigrazione, ritorno) 
  • INSULARISMO (il rimanere bloccati nelle isole) — PUNTO DI RACCORDO (Capo Verde come punto di incontro di tre continenti) 
  • METICISMO ETNICO (libertà per necessità di sopravvivenza) ORGANICO SCHIAVISTA (libertà incatenata) 

E ancora il MARE che è:

  • AMICA (protezione e fonte di sopravvivenza alimentare) — NEMICA (pirateria e schiavitù) 
  • INQUIETUDINE — SERENITÀ
​Da questo tema del contrasto viene fuori il dramma del capoverdiano:

IL VOLER PARTIRE E IL DOVER RESTARE
​anzi i drammi, perché a questo dolore per contrasto se ne aggiunge un altro:

IL VOLER RESTARE MA DOVER PARTIRE

​Tutto questo naturalmente si inserisce in un quadro ampio di circa 500 anni, che qui non ho la possibilità di mostrarvi nella sua interezza, ma ciò, questa breve presentazione serve a me per introdurvi nelle mie poesie... serve a voi per capire un po' più di questa cultura altra e comprendere un po' più il discorso intorno alle mie poesie.


​3. Il Trittico Poetico: Bianco, Nero, Grigio

Poesie in bianco - Nero - Grigio, appunto, o se volete... poesie in bianco, nero e mulatto


Poesie in bianco: 

piene di rime, ossimori, enjambement, chiasmi, giochi di parole, acrostici e quanto più ha da sempre offerto la poesia d'occidente ai suoi poeti.

Esse spesso sono una sfida con me stesso, per dimostrare a me stesso fin dove posso arrivare, per dimostrare a me stesso che potevo essere uguale, o almeno avvicinarmi a tutti quei poeti di cui si era da sempre nutrito la mia anima classica.

Tanta imitazione, serrato classicismo, ma non solo... c'è anche molta sperimentazione sulla scia del futurismo; la fuga quindi dal classicismo e il tentativo di rappresentare la poesia attraverso l'immagine visiva o sonora, perché sono contagiato dal mondo che vivo ogni giorno, un mondo fatto di CINEMA (VISIONE E MOVIMENTO) e di MUSICA (il suono).

Poi nulla per anni la poesia muore (!!) 

✝️ QUI GIACE LA POESIA! 


Poesie in Nero: ad un certo punto sorge la domanda: da dove vengo?

E allora scatta la ricerca delle proprie origini, ed è stata nella letteratura capoverdiana che ho ritrovato le mie origini, un forte desiderio di nuova rinascita... Nuove linfa vitale... Una poesia più sottilmente impegnata che non nasce come sfida o imitazione di qualche modello classico, futurista, ermetico, tanto musicale.

Ma È COME l'aprire la porta di una discoteca alle sette del mattino e tutto rintronato ancora scopri che là fuori c'è il sole, è giorno e sorprendentemente non hai sonno ma una gran voglia di cappuccino e cornetto... Grande confusione in testa, luci artificiali in testa, ma con la CERTEZA che ti si sta aprendo davanti agli occhi, quella CLARIDADE che avevi cancellato dalla testa.

Le poesie in Nero sono tutto questo: poesia scritta con l'Africa, con Capoverde che mi si apre improvvisamente davanti, e scopri un'oasi meravigliosa che pure ti appartiene... La consapevolezza che la poesia può darti qualcosa ma non quel qualcosa di indefinito, lontano ma farti assaporare certe tematiche, di certe emozioni che sono tue e di un intero continente... Tematiche che puoi, finalmente, CONDIVIDERE con qualcuno che "ti appartiene". 

Le poesie in Nero rappresentano la fuga dall'imitazione e il guardare la propria anima sguazzare nella SEMPLICITÀ quotidiana al largo del continente africano. 


Poesie in Grigio: 

Come dice una nota pubblicità ITALOFONO degli anni '90: "du gustis is megl ke uan".

Potrebbero essere state scritte da chiunque, né italiano, né capoverdiano, ma ugualmente italiano e allo stesso modo capoverdiano... Sono scritte con corpo in una parte del mondo e mente in un'altra del pianeta. Prendono qualcosa di qui, qualcosa di là, prendono il bianco e prendono il nero, prendono il caffè e prendono il latte e creano qualcosa di nuovo, creano una poesia meticcia, creano il cappuccino. 

Poesie in grigio... È tutto questo fin qui descritto ed è la via da percorre nel futuro. 


05/03/26

The NEET

 


Oltre i NEET: I Giovani come Ponti tra Generazioni e Culture

​In un'epoca segnata da rapidi cambiamenti sociali, il termine NEET (Not in Education, Employment or Training) è diventato una sigla fin troppo familiare per descrivere una generazione apparentemente "sospesa". Questi ragazzi non stanno studiando, non lavorano e non seguono corsi di formazione. I dati parlano chiaro: rappresentano circa il 25% della popolazione tra i 15 e i 34 anni, un segnale inequivocabile di un malessere profondo che attraversa l'intero Paese.

​Il Rischio dell'Emarginazione

​Oggi i giovani sono spesso messi al margine di ogni discorso politico, sociale e culturale. La società tende a non considerarli un problema urgente, ma commette un errore ancora più grave: non li vede come la straordinaria risorsa che sono realmente. Le disuguaglianze che attraversano l'Italia, unite a fenomeni come la povertà educativa, rendono difficile per molti trovare la propria strada, lasciandoli in una zona d'ombra dove il talento rimane inespresso.

​Costruttori di Ponti: La Nuova Generazione

​È necessario un cambio di paradigma. Se responsabilizzati e sostenuti da politiche integrate e sostenibili nel tempo, i giovani possono trasformarsi da "problema statistico" a costruttori di ponti.

​Questa capacità è particolarmente evidente nei giovani di seconda generazione. Essi vivono quotidianamente in un equilibrio tra due mondi:

  • La società ospitante: con le sue dinamiche, la sua lingua e le sue istituzioni.
  • La famiglia d'origine: portatrice dei valori e delle tradizioni dei genitori di prima generazione.

​Dotati di una sensibilità interculturale innata, questi ragazzi hanno il potenziale per ricucire strappi generazionali e culturali, facilitando l'integrazione e il dialogo.

​Verso una Valorizzazione Reale

​Perché questo potenziale si sprigioni, non bastano le parole. Servono:

  1. Politiche mirate: Interventi che rispondano ai bisogni specifici dei giovani, contrastando la povertà educativa.
  2. Sostegno economico e sociale: Valorizzare il ruolo economico dei giovani per dare loro l'autonomia necessaria a progettare il futuro.
  3. Responsabilizzazione: Coinvolgerli attivamente nei processi decisionali, riconoscendo loro il diritto di essere protagonisti del cambiamento.

​I giovani non sono solo il futuro, sono il presente che attende di essere ascoltato. Se sapremo offrire loro gli strumenti giusti, quel "ponte" verso una società più coesa e dinamica sarà finalmente costruito.

04/03/26

Discorso per il Convegno di Lisbona

I Giovani capoverdiani come Protagonisti



"Buonasera a tutti i presenti. Sono Jorge C.A. e sono qui oggi per dare voce ai giovani, non come categoria astratta, ma come cuore pulsante e spesso inascoltato della nostra società. Non sono qui per parlare dei giovani, ma per parlare a nome dei giovani.

Oggi ci troviamo di fronte a un paradosso crudele. Condividiamo tutti lo stesso desiderio: arrivare in alto, raggiungere la vetta, realizzarci. Eppure, per troppi di noi, quel traguardo appare come un miraggio riservato a pochi eletti. Non è una questione di mancanza di talento o di forza di volontà; possediamo entrambi in abbondanza. Il problema risiede nell'assenza di percorsi accessibili. Spesso, proprio dove dovremmo trovare porte aperte e sostegno istituzionale, incontriamo barriere e indifferenza.

Il giovane di oggi vive una crisi profonda, sospeso tra due domande fondamentali: 'Chi sono?' e 'Dove sto andando?'. In questa ricerca di identità, molti di noi si ritrovano cresciuti da quella che definirei la 'baby-sitter Italia'.

È un’entità che ci circonda, ci istruisce, ci offre passioni e ci culla in un’illusione di appartenenza. Ci fa sentire protagonisti di un sistema che, in apparenza, ci veste e ci coccola. Ma una baby-sitter, per quanto presente, non potrà mai sostituire l’amore e la stabilità di una madre.

Il momento della verità arriva quando questa 'baby-sitter' ci ricorda bruscamente i nostri limiti: la mancanza di un lavoro dignitoso, l'assenza di tutele, la sensazione di essere stranieri in casa propria. Quando il sostegno viene meno, il giovane si ritrova privo di radici.

È in questo vuoto che nasce il rischio: la rabbia per le promesse mancate può trasformarsi in deriva sociale o delinquenza. Non è solo un fallimento individuale, è un danno all'immagine e al tessuto economico della nostra nazione. Un giovane che non si sente amato dalle istituzioni è un giovane che, col tempo, smetterà di amarle a sua volta, diventando un peso laddove avrebbe dovuto essere una risorsa.

Siamo qui a Lisbona per cambiare questa narrazione. Non vogliamo più essere 'affidati' a una gestione temporanea; rivendichiamo il diritto di essere figli legittimi del nostro futuro. Chiediamo che le istituzioni smettano di essere spettatrici e diventino complici della nostra realizzazione. Perché un giovane che trova la sua strada non è solo un successo personale, è la vittoria di un’intera comunità.

Grazie per l'attenzione."

da Appunti in Blu 2006

L'assedio alla prigione

 L'assedio alla prigione


Atticus Finch si trova di notte davanti alla porta della prigione per proteggere il suo cliente, Tom Robinson, da possibili violenze. Improvvisamente arrivano diverse auto da cui scende un gruppo di uomini (tra cui il signor Cunningham). L'atmosfera è cupa: gli uomini emanano un odore di "whisky e di stalla" e chiedono ad Atticus di farsi da parte.

Scout, Jem e Dill, che avevano seguito Atticus di nascosto, irrompono nella scena. Scout corre verso il padre pensando di fargli una sorpresa, ma si rende subito conto che la situazione è pericolosa. Nonostante l'ordine perentorio di Atticus di tornare a casa, Jem rifiuta di andarsene, capendo che il padre è in pericolo e restando fermo al suo fianco in segno di sfida e lealtà.

Mentre la tensione sale e gli uomini minacciano di usare la forza, Scout inizia a osservare i volti della folla. Riconosce il signor Cunningham, il padre di un suo compagno di scuola, e cerca di intavolare una conversazione amichevole con lui:

​Gli ricorda dei suoi problemi legali (la "successione") di cui Atticus si sta occupando.

​Gli parla di suo figlio Walter, definendolo un "bravo ragazzo".

​Cerca di essere educata, seguendo l'insegnamento di Atticus secondo cui bisogna parlare con le persone di ciò che interessa loro.

L'educazione di Scout e la sua naturalezza mettono in crisi la mentalità del "branco". Il signor Cunningham, colpito dal fatto che la bambina lo tratti come un individuo e un amico di famiglia, si vergogna delle sue intenzioni violente. Si abbassa al livello di Scout, la saluta e ordina ai suoi compagni di ritirarsi. La folla si disperde, la minaccia svanisce e i bambini salvano, di fatto, la vita di Tom Robinson e l'incolumità di Atticus.


1. Il potere dell'innocenza contro la violenza

​La critica più alta che si può fare a questa scena è come Harper Lee riesca a dimostrare che l'innocenza di un bambino è più potente dell'odio di un gruppo. Scout non usa la forza, ma la "normalità". Trattando il signor Cunningham come un vicino di casa e un padre, lo spoglia della sua maschera da "linciatore" e lo costringe a guardarsi allo specchio come uomo. È un momento di un'umanità straordinaria.

​2. La tecnica del "Punto di Vista"

​L'autrice è magistrale nell'usare la voce di Scout. Noi vediamo una scena potenzialmente mortale attraverso gli occhi di una bambina che non capisce il pericolo, ma nota dettagli piccoli e significativi: l'odore di whisky, i pantaloni di jeans, il disagio del signor Cunningham. Questo contrasto tra la gravità degli eventi e la semplicità del racconto rende la lettura ancora più emozionante e coinvolgente.

​3. Il valore della coerenza educativa

​Un altro aspetto positivo è la figura di Atticus Finch. In queste pagine emerge la sua integrità: non è solo un avvocato che difende un cliente, ma un padre che ha insegnato ai figli a "mettersi nei panni degli altri". La vittoria di Scout in questa scena è, in realtà, la vittoria degli insegnamenti di Atticus. Il libro ci dice che l'educazione e l'empatia sono le uniche armi efficaci contro l'ignoranza.

​4. Ritmo e Tensione

​Dal punto di vista stilistico, il brano è costruito perfettamente. La tensione sale gradualmente (l'arrivo delle auto, le voci basse, il rifiuto di Jem di andarsene) fino al culmine del monologo di Scout, che scioglie il nodo drammatico in modo inaspettato. È una scrittura che tiene il lettore incollato alla pagina.


15/02/26

CHIQUINHO nuova identità capoverdiana

 


Il contesto storico di Chiquinho è fondamentale per capire perché questo libro sia considerato la "bibbia" dell'identità capoverdiana. Baltasar Lopes scrive in un periodo di enorme fermento intellettuale, ma ambienta il romanzo in uno dei momenti più bui della storia dell'arcipelago.

​Ecco i pilastri storici e sociali che sostengono la narrazione:

​1. Il Regime Coloniale e l'Estado Novo

​Il romanzo si colloca durante il dominio coloniale portoghese, sotto la dittatura di António de Oliveira Salazar (l'Estado Novo).

  • Centralismo: Capo Verde era gestito come una provincia d'oltremare, ma con scarse risorse. L'istruzione era limitata (il liceo di Mindelo descritto nel libro era l'unico di tutta l'Africa portoghese per molto tempo), creando un'élite intellettuale "assimilata" ma frustrata dalla mancanza di opportunità.

​2. La Tragedia delle Grandi Secche

​La parte finale del libro, "Le Acque Amare", riflette le cicliche e devastanti carestie che colpirono le isole tra gli anni '20 e '40.

  • La fame (A Fome): Senza un sistema di irrigazione o aiuti dalla metropoli portoghese, la siccità significava morte certa per migliaia di persone.
  • L'abbandono: La critica sottile di Lopes riguarda l'indifferenza del governo coloniale, che non interveniva efficacemente mentre la popolazione moriva di inedia, costringendo i sopravvissuti a un bivio: la tomba o l'oceano.

​3. Il Movimento "Claridade" (1936)

​Baltasar Lopes fu uno dei fondatori della rivista Claridade. Il contesto storico del libro coincide con la nascita di questo movimento letterario che voleva "fincare i piedi a terra" (finque lo pé na terra).

  • Rottura con il Portogallo: Prima di allora, gli scrittori capoverdiani imitavano i poeti portoghesi parlando di neve e castelli. Chiquinho rompe questo schema, parlando della siccità, del creolo, della morna e dei problemi reali dell'arcipelago.

​4. L’Emigrazione verso le Americhe

​Il finale del libro non è un caso isolato, ma un fenomeno di massa.

  • Il richiamo degli USA: Per molti capoverdiani (soprattutto delle isole di São Nicolau e Brava), l'America rappresentava l'unica salvezza. Le navi baleniere americane reclutavano spesso marinai a Capo Verde, creando un legame storico che spiega perché oggi esistano comunità capoverdiane negli Stati Uniti più numerose che nelle isole stesse.

​Sintesi Sociale

Questo clima di oppressione e sopravvivenza ha poi gettato i semi per i movimenti di indipendenza guidati da Amílcar Cabral decenni dopo.


XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE
J. Canifa Alves, l'On.le M. Monteiro, l'On.le Frias, l'On.le Sousa, rappresentante Caritas F. Pittau

Un libro può salvare la vita

  • edgar allan poe - racconti
  • Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine
  • Isabel Allende - il piano infinito
  • Luis Romano - famintos
  • Michael Ende - la storia infinita

MONDO MIGRANTE

Los Angeles – Charlize Theron è diventata cittadina americana. Ad annunciarlo la stessa attrice durante il David Letterman Show: “ho sempre desiderato essere cittadina americana, ma loro non volevano accettarmi… Ho dovuto studiare. Inoltre era difficile non pensare a qualche trucco all’esame, come quando a me, di madrelingua inglese e sudafricana, è stato dato un foglio e mi è stato chiesto di scrivere correttamente la frase: è una giornata di sole”.

Un premio Oscar all’ umorismo americano… ma si diamo loro anche un “Tapiro d’oro”.

Le rivoluzioni non necessariamente rappresentano delle soluzioni... sicuramente ti danno linfa vitale!

RAIZ-LONGE

RAIZ-LONGE
dietro: Benny Hopffer Almada, Giovanni Mone, Alfredo Pierantozzi; al centro: Marta Poretti, Viviana Alves, Jorge Canifa Alves, Cateline Hopffer Almada, Lorena Salvatori, Walter do Rosario; in basso: Hamdi Dahir, Linda Evora, Aderico Brito.