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17/09/08

In memoria di Abdul Guibre

Libreria GRIOT
un chicco d'Africa nel mare di Roma

Giovedì 18 settembre, Libreria GRIOT, ore 19,00

Nessuna aggravante!

Maratona di letture antirazzista in memoria di Abdul Guibre, cittadino italiano, ucciso a soli 19 anni per un pacco di biscotti.


Nessuna aggravante razziale! L’omicidio di Abdul Guibre, un giovane italiano originario del Burkina Faso ucciso a sprangate domenica notte a Milano all’età di 19 anni per aver rubato un pacco di biscotti, non avrebbe motivazioni razziali: così dicono gli uomini di legge. Una ricostruzione discutibile che preoccupa tutti coloro che osservano con sgomento il crescente clima d’intolleranza in Italia.

Mossi dallo sdegno per il linciaggio e uniti dal ricordo del giovane Abdul, scrittori, attori e intellettuali si ritroveranno Giovedì 18 settembre presso la Libreria GRIOT, alle ore 19,00, per dare vita ad una maratona di letture antirazzista seguita da un dibattito animato da Jean-Leonard Touadi, deputato DS ed ex Assessore alla Sicurezza del Comune di Roma e Ali Baba Faye.


Parteciperanno gli autori Amara Lakhous, Cristina Ali Farah, Jorge Canifa Alves, Lisa Ginzburg, Igiaba Scego, Daniele Scaglione, Elisa Davoglio, Lidia Riviello, Mauro Covacich, Fausto Pellegrini, gli attori Andrea Rivera e Giuseppe Cederna, i giornalisti Marino Sinibaldi, Maria De Lourdes,
Giovanni Maria Bellu, Gabriele del Grande, Barbara Romagnoli, Chiara Nielsen, Wasim Dahmash, Massimo Ghirelli, Leonardo de Franceschis, Sandro Portelli e tanti altri.

Libreria GRIOT
Un chicco d'Africa nel mare di Roma
Via di S. Cecilia 1/A - 00153 Roma
tel - fax 06 58334116
Collegamento Wi-Fi

www.griotemporio.it
info@griotemporio.it

Critiche

CHI HA RUBATO LA DEMOCRAZIA IN ITALIA?

A chi mi chiede se credo nella sinistra italiana... rispondo:

Bisogna aver coraggio di essere coerenti con il proprio credo! Il PD non ha saputo esserlo!
Pur credendo fortemente nei DIRITTI UNIVERSALI DI UGUAGLIANZA DI E FRA TUTTI GLI UOMINI la sinistra non ha fatto niente contro i lager (CPT) dove vengono rinchiusi innocenti che fuggono da situazioni difficili (come se la migrazione fosse un reato, come se tutti gli italiani all'estero fossero condannabili solo per il fatto di aver cercato qualcosa di meglio dalla vita); non ha fatto niente per il diritto di cittadinanza e voto di quei migranti che lavorano come schiavi nelle fabbriche e nelle case degli italiani (contribuendo allo sviluppo economico non del loro paese di origine ma dell'Italia; contribuendo al sostegno psico-socio-sanitario delle famiglie italiane levando loro il peso di badare agli anziani, figli e governo della casa!); non ha avuto coraggio di trovare soluzioni "umane" per gli italo-ROM, ma solo soluzioni disumane come sgombri e persecuzioni giudiziarie, mettendo in atto soluzioni, cioè, non da sinistra democratica ma da destra xenofoba aumentando la paura, il panico tra la popolazione attraverso un atto di "terrorismo psicologico" di paura del diverso. Per questo motivo la Sinistra Italiana ha fallito alle ultime elezioni perchè le soluzioni che essa proponevano non erano altro che una brutta copia delle stesse soluzioni che proponeva il PDL... Il PD, insomma non ha avuto il coraggio di sostenere le proprie politiche democratiche, sfociando in un canale destroide, che agli occhi dei cittadini non proponeva soluzioni coraggiose e coerenti con la linea politica delle sinistre storiche ma programmi identici a quelli degli avversari politici...
In un momento in cui un giovane italiano di origini africane viene ucciso da belve assassine solo per il furto di un pacco di biscotti mentre gli si grida dietro "te la facciamo pagare sporco negro", e i signori della legge non ne trovano una motivazione razzista, e i media si soffermano sulla sofferenza dei familiari degli assassini invece di dare spazio alle vittime di questo atroce atto, e la sinistra italiana non reagisce, non fa sentire la propria voce, io dico "dove stiamo andando? in che mondo meschino viviamo? cosa ci sta a fare all'opposizione?"... Questo è un paese "democratico"? NO.
Fortemente di sinistra... fortemente deluso da chi non ha il coraggio di far sentire la propria voce... e come me molti immigrati con diritto di voto (avendo acquisito la cittadinanza) e molti italiani che hanno occhi per guardare e non solo per vedere!

17/08/08

LETTERATURA

MEETERATURE
LETTERATURA dell’INCONTRO

Una letteratura giovane e meticcia si affaccia alle porte dell’Italia. C’è da domandarsi se avrà bisogno di un permesso di soggiorno! Oppure, sarà necessario aprire dei Centri di Permanenza Temporanei per accoglierla!? Attendendo un risposta, questa giovane meticcia, allarga le sue braccia sulla Capitale che apre, spinge lo sguardo oltre: Nuovi orizzonti della letteratura: voci africane in Italia. Questo il titolo dell’incontro tenutosi la settimana scorsa presso il Vicariato di Roma in Piazza S. G. Laterano e presentato dall’africanista Anna Fresu.Gli autori presenti hanno dato vita ad un susseguirsi di emozioni poetiche, critiche, narrative, teatrali e canore entusiasmando con la loro energia il pubblico presente. Ma da dove viene questa nuova energia letteraria? Dall’Africa. Ed è forse un qualche frammento vagabondo della negritudine? “Non penso.” Dice Felicitè Mbezelè: “I miei testi non hanno nulla a che fare con la negritudine, semmai con la migritudine.” Una nuova presa di coscienza di questi autori dalla pelle ambrata che scrive in italiano, certo!, ma che tocca anche le diverse realtà culturali presenti sul territorio stesso in un intreccio di lingue e riferimenti non locali nè delle terre natie, ma di culture che ogni giorno si incrociano per le strade di Roma… e senza fare “un discorso sull’integrazione” sostiene Ndjock Ngana “perché esso non è ciò che ci viene dato o chiesto, ma è ciò che va vissuto ogni giorno”… è quindi il quieto vivere quotidiano tra le diverse genti “de Roma”, cosa che si riscontra anche nei testi di questi autori. In un momento in cui l’Italia ha la necessità di conoscere le realtà differenti presenti sul territorio essi si pongono come intermediari coprendo quell’esigenza “dell’Italia a recuperare la cultura somala, etiope… la cultura altra in generale”, come sostiene Cristina Ali Farah; ma nello stesso tempo questi stessi vogliono “confrontarsi con la cultura italiana per trarne quel succo da trasformare in un prodotto nuovo”, come sostiene Amara Lakus nel suo intervento. Una ricerca che serve a costruire uno stile personale, individuale e “non importa quale lingua uso.” Dice Ribka Sibathu “so che ho qualcosa da dire e, per favore, ascoltatemi e non domandatemi da dove vengo!” semplicemente datele il permesso di accusare in rima il suo Aulò. E poiché, come ha affermato con grazia canora Saba Anglana, “la libertà culturale c’è quando sappiamo incontrare gli altri”… apriamo le braccia a questa letteratura dell’incontro, alla meeterature!

31/07/08

ITALIANI BRAVA GENTE:

La caduta di un mito!

Lisbona.
Un capoverdiano, un portoghese, un inglese e la statua di Fernando Pessoa si ritrovano a parlare del più e del meno fino a quando l'inglese non chiede al capoverdiano da dove venga. La risposta dovrebbe aggirarsi per l'Africa o sbarcare sul continente sud-americano, ma mi voglio rovinare e la pianto negli Stati Uniti d'America. Una grassa risata ciconda il tavolino quadrato verde-bianco-sporting. Voi americani avete tutti i vizzi del mondo, non volermene ma... Chi ha mai affermato che la terra di provenienza del capoverdiano siano gli U.S.A.? Infatti proviene da Roma, Italia.
Punto.
Qui tace la grassa risata e le nuvole si raggruppano nere sopra le teste dei quattro.
Pessoa resta senza parole.
L'inglese quasi sviene... il portoghese forutnatamente già conosceva l'amico capoverditaliano e non si scompone più di tanto.
Dopo una pausa di riflessione l'inglese inizia a ragionare, a porre domande a darsi delle risposte. Argomento Italia, quella nazione che sta perdendo il treno per l'Europa. Quel paese che all'estero ha, ultimamente tolto la maschera impastata di "pizza-mafia-mandolino" e quella di "poeti-santi-navigatori" e addirittura quella di "italiani brava gente" per indossare quella di "italiani-xenofobi-razzisti".
Il capoverdiano, nonostante la palese l'imbarazzante vergogna cerca di difendere quell'Italia che non si conosce e che, quindi, non si può giudicare a priori un paese che non si conosce, ora solo perchè alcuni imbecilli si sentono autorizzati a mostrare la loro imbecillagine non significa che tutti gli italiani siano imbecilli... Lui ne conosce di italiani "brava gente" e guai a toccarglieli... Sì ma questo mito di italiani brava gente, sorride il portoghese, forse bisogna rivederlo un po': " a me sembra che gli italiani all'estero mettono in luce la loro bestia... ad esempio a Santo Domingo vanno gli italiani ultrasessantenni per adescare le ragazzine e portarsele a letto per pochi spiccioni... in Italia non lo farebbero perchè sarebbe favoreggiamento alla prostituzione, se non altro." Beh, allora bisognerebbe fare lo stesso discorso per le mature italiane che vanno a CapoVerde per comprarsi a pochi spiccioli qualche giorno di "compagnia" maschile...
Al discorso prende parte improvvisamente anche un tedesco, che aveva ascoltato senza dire parola, fino a quel momento: "una volta sono stato in Svizzera e mi stupì il cartello sulla porta di un negozio: vietato l'ingresso ai cani e agli italiani!" se fossero brava gente non ci sarebbe stato motivo di un tale cartello!... Sì, ma anche questo non è discriminatorio nei confronti degli italiani, li state giudicando senza conoscerli... Ho visto dei servizi in TV, interrompe l'inglese... abberrante!!! caccia ai Rom, schedatura per i minori (sempre Rom, si intende) con la complicità della Croce Rossa, lager nazisti che chiamano CPT per immigrati, paura, anzi panico verso ciò che è diverso, militarizzazione delle città... questo chiamano il bel paese? Per me è solo un vagone che si sta staccando dall'Europa... finirà per essere isolata... dal mondo!!! credetemi.
Pessoa sempre più incredulo tace!!!!!!
Sì ma qualcosa di buono ci sarà pure no?
Cosa? La televisione, la stampa che tutto addolcisce? Ma fammi il piacere!!!!

Mamma mia!!! che visionaccia che si ha dell'Italia stando lì fuori!!!!!!

08/07/08

ATAC: RAZZISMO ALLA GUIDA

Roma. Lunedì 7 luglio 2008.
Sono le 10.20 di un lunedì di sciopero dei mezzi pubblici e il sole è cocente sopra le teste di chi attende il 542 alla fermata, senza pensilina, di via Monti Tiburtini (fermata metro), direzione, Centocelle. Finalmente dopo un’attesa lunghissima di oltre mezz’ora arriva il bus atteso, controllo di avere l’abbonamento con me e l’immancabile compagna di viaggio c’è, quindi salgo. Certo mi domando se valga la pena farlo con tutti questi scioperi programmati, ma il mio dovere di cittadino mi impone di rispettare delle regole comuni, morali. Mi dico questo quando, all’altezza di via Serenissima un vecchio sui settanta cinque anni comincia a lamentarsi con l’autista di questi scioperi continui. Io sono dietro di questi e mi è dato di vedere solo il volto dell’autista attraverso lo specchietto centrale. Il vecchio dopo un breve lamentela comincia a dare la colpa dello sciopero agli immigrati perché non pagano il biglietto, e così facendo mandano in rovina l’economia italiana e che se tutti gli immigrati, questi figli di puttana (ahimè si esprime proprio in questi termini), pagassero il biglietto non ci sarebbero gli scioperi. Fin qui, anche se già di per se aberrante, ci può stare in un vecchio che probabilmente aveva perso la ragione in una lunga attesa sotto il sole di luglio. È ciò che avviene dopo che lascia senza parole per la spontaneità con cui avviene l’intervento dell’autista. Il suo atteggiamento spaventa e getta vergogna nella società che rappresenta, essendo egli, in quel preciso momento, alla guida di un mezzo di tale ATAC Spa.

Il mezzo è quasi vuoto, oltre me c’è un’altra mezza dozzina di stranieri (tutti avevano regolarmente obliterato il biglietto) e per il rispetto anche di uno solo di questi “clienti” mi sarei aspettato, se non altro, un non intervento da parte dell’autista stesso, invece alle parole del vecchio, il tale rappresentante della società ATAC Spa si è sentito autorizzato a recriminare contro gli stranieri che vengono in Italia a danneggiarla, facendo, su questo territorio non loro, quello che cazzo pareva loro, quello che non facevano cioè nel loro paese, che probabilmente neanche avevano.

Ma non finisce qui va oltre il rappresentante di un mezzo di trasporto pubblico come l’ATAC Spa.

Se dipendesse da lui, dice, darebbe fuoco a tutti gli stranieri che arrivano in Italia, anzi li metterebbe in fila ad uno ad uno e sparerebbe a tutti come monito per quelli che avessero l’intenzione di venire in Italia… “spari ad uno, due, tre, quattro… alla fine lo capiranno che non devono proprio venire in Italia quelli che devono ancora partire, no?”

Purtroppo, non è la prima volta che sento questi discorsi da parte di rappresentanti di una società di servizi pubblici come l’ATAC, e ciò mi amareggia, come amareggia tutti gli immigrati che vivono in questo paese, come amareggia milioni di italiani di una certa sensibilità intellettiva… e propongo a tale società di indire per i propri dipendenti dei corsi di educazione civica e di rispetto per le diversità culturali che vivono e lavorano in questo paese e che a questo stesso paese, non al loro, pagano le tasse contribuendo allo sviluppo economico dell’Italia.

02/07/08

DIAS DE CABO VERDE


Il Progetto DIAS DE CABO VERDE
(scarica brochure cliccando qui, poi cliccate su download now)
nota informativa in italiano
nota informativa in portoghese

Il Progetto DIAS DE CABO VERDE
È promosso dall’Instituto das Comunidades de Cabo Verde (IC) e co-finanziato dalla Commissione Europea e dal Governo Portoghese.
L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) è il partner esecutivo del progetto.

Qual è l’obiettivo del progetto?
Mobilitare le risorse umane, sociali e professionali dei capoverdiani residenti all’estero a favore del rafforzamento delle capacità in settori chiave per lo sviluppo di Capo Verde, quali salute, educazione, infrastrutture e turismo.
Promuovere e rafforzare i legami tra i membri della diaspora e il settore
pubblico e privato a Capo Verde e in Europa.
Contribuire a moltiplicare e rafforzare i legami transnazionali della

diaspora capoverdiana in Portogallo, Italia e Olanda.

Come?
Creando opportunità concrete per i capoverdiani che desiderano impegnarsi nello sviluppo del proprio paese d’origine, trasferendo le proprie competenze professionali al fine di rafforzare le capacità dei professionisti che lavorano a Capo Verde.
Stimolando le attività imprenditoriali della diaspora a beneficio del proprio paese.

Il progetto prevede
> La mappatura delle necessità professionali in settori chiave di Capo Verde;
> Lo sviluppo di un sito web che riporterà tutte le informazioni rilevanti, e dove i professionisti residenti in Portogallo, Italia e Olanda potranno registrarsi on-line, rendendo disponibile il proprio profilo per missioni di formazione a Capo Verde;
> La creazione di un database che conterrà i profili dei professionisti della diaspora in Portogallo, Italia e Olanda, nonché le necessità di Capo Verde in materia di formazione professionale;
> La realizzazione di attività a sostegno dello sviluppo del settore privato, promuovendo la diffusione di informazioni sulle possibilità di investimento per i migranti e facilitando partenariati imprenditoriali con Capo Verde promossi dai migranti stessi.
> L’organizzazione di missioni di formazione e collegamento a Capo Verde.

Qual è il target?
Tutte le persone di origine capoverdiana, a prescindere dalla loro attuale nazionalità, che vivono in Portogallo, Olanda o Italia, che desiderano partecipare allo sviluppo di Capo Verde e che:
> Possiedono competenze e qualifiche professionali nei settori chiave sopra elencati;
> Hanno la possibilità di lasciare temporaneamente il paese di accoglienza per un periodo fino a tre settimane (con possibilità di estensione), senza compromettere il loro status legale;
> Mostrino interesse e desiderio di contribuire al processo di sviluppo del proprio paese d’origine.

Come partecipare?
Dare la propria disponibilità a partecipare in qualità di formatore a brevi missioni a Capo Verde;
Un sito web é in corso di realizzazione, per informarvi sulle opportunità di partecipazione a brevi missioni di formazione: sul sito avrete la possibilità di registrare il vostro profilo e indicare la vostra disponibilità.

Qualora siate interessati a partecipare, vi preghiamo di compilare il modulo sul retro e di inviarlo per posta o consegnarlo direttamente a: Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM)
Missione di Roma
Via Nomentana, 62
00161 Roma
Tel.: 06 441 86 228 / 223
O via fax al numero: 06 440 25 33
Potete anche inviare una e-mail all’indirizzo diasitalia@iom.int
indicando i vostri dati personali, il vostro recapito, la vostra professione e titolo di studio.

Il progetto sosterrà le spese di viaggio. I candidati selezionati avranno diritto ad un contributo finanziario per la durata della missione.

Per ulteriori informazione Tabanka onlus si mette a disposizione degli utenti:
tabankaonlus@libero.it

23/06/08

da "La Repubblica"

Clicca sull'articolo per poterlo leggere
Questo è il bellissimo articolo che Carola Susani ha realizzato qualche tempo fa sulla mia vita... è molto bello!!!
Ogni tanto questa città si ricorda dei suoi "extra-artisti".
Le fotografie sono di Angelo Franceschi.

05/06/08

METALOGO

SENZA CONFINI E SCRITTI D'AFRICA
presentano
“METALOGO”
ovvero
L’antro di Meg e Jimmy

Atto Unico


Un uomo e una donna, un nero e una bianca, un poeta e un’antropologa. James Baldwin e Margaret Mead si incontrarono per la prima volta una sera del 25 agosto 1970; la loro conversazione si svolse nell’arco di tre giorni e il tutto fu registrato su nastro.
Testimonianza di quell’incontro è il testo A Rap of Race a cui ci siamo liberamente ispirati.
L’antro di Meg e Jimmy è il luogo profondo della memoria in cui due persone provenienti da esperienze di vita diverse si confrontano sui grandi mali del mondo, come il potere e il razzismo, i conflitti psicologici, etnici, culturali, politici e religiosi che ne scaturiscono fino ai grandi scontri di civiltà.
Era una sera d’estate del 1970: cosa è cambiato da allora?

5 giugno 2008 – ore 17.30
presso la Sala Renato Biagetti della Città dell'altra Economia
Largo Dino Frisullo, Campo Boario (Testaccio)


Personaggi Interpreti
MEG (Margaret Mead) Nina David
JIMMY (James Baldwin) Jorge Canifa Alves

Testo e regia di Rosella Clavari
Consulenza artistica di Anna Fresu e Habté Weldemariam


Consulenza video di Silvana Turco
Datore luci e fonica: Raffaele Sena

22/05/08

citazioni citabili

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me

e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Bertold Brecht



Bandiera Rom...
Rom (rom = uomini)

14/02/08

LE RONDINI IL CONDOR E L'AQUILA

Uno stormo di uccelli, che la grande tempesta della vita aveva portato lontano dai propri confini, non ritrovando più la via del ritorno aveva deciso di fermarsi in una terra straniera.
Lo stormo in realtà era formato quasi esclusivamente da rondini abituate al lavoro, alla fatica e al sacrificio, come del resto lo sono tutti i più grandi uccelli migratori!
Ma il paese in cui si erano venuti a trovare stava attraversando il suo inverno.
Ora si sa che le rondini sono uccelli di sole e non di gelo, per cui ci si aspetterà che riprendano il volo per altri lidi più miti!
Non avete considerato una cosa!
Avevano già affrontato un lungo viaggio per cui al momento erano stremate davvero.
Rimasero in quel paese con tutta la fatica, il peso, la sofferenza che ciò poteva loro comportare.
L’inverno fu più rigido e lungo del previsto, ma le rondini seppero organizzarsi e affrontare tutte le intemperie climatiche e ambientali.
Tra gli altri uccelli dello stormo vi erano un condor e un aquila, e anche loro inizialmente soffrendo come le rondini riuscirono, con l’aiuto delle rondini stesse, a superare le maggiori difficoltà di quell’inverno.
In primavera, quando la vita rinasce e sono ormai davvero poche le nuvole che si vedono pascolare nell’immenso campo azzurro seminato sempre più a spighe di sole, le rondini il condor e l’aquila si ritrovarono alleate a ricostruire i passi della loro storia.
- E’ necessario ricostruire i nidi distrutti dal vento dell’inverno. - Sostenevano le buone rondini. - E inoltre è necessario che i nuovi nati si sentano parte di questo stormo, così unito, così lontano dalla casa dei nostri avi.
- E’ vero! E questo affinché un giorno, nel voler ritrovare la rotta della Terra Madre, non si vengano a trovare persi e senza identità. – Disse saggiamente l’aquila.
Il condor ammirando la saggezza dell’aquila aggiunse con identica virtù:
- Non basta! Nel frattanto che staremo in questa terra non nostra dobbiamo dare cento volte il meglio di noi stessi per poter, agli occhi di chi in questi posti vi abita da sempre, non essere considerati parassiti senza dignità.
Tutti questi discorsi misero una gran voglia di volare addosso a molti e quei molti si slanciarono per il cielo azzurro.
La primavera fu tutto un ricostruire di sogni naufragati e un rieducare i giovani al volo di lungo corso che forse un giorno avrebbe loro portato a vedere i lidi della Terra Madre.
Tutti lavoravano felice per la stessa causa.
Non era difficile vedere il condor, o l’aquila aiutare le rondini per la costruzione di un nido, o le rondini nutrire i due rapaci con i loro frutti quando questi tornavano a pancia vuota, dalla caccia, per diversi motivi naturali e non.
Un clima veramente idilliaco!
Ma come tutte le cose belle, anche questa situazione non era destinata a sopravvivere a lungo, ahimè!!
Estate.
L’estate portò aria di tempesta.
Successe in un mattino di luglio mentre, amichevolmente, il condor e l’aquila parlavano di apportare dei miglioramenti all’interno dello stormo.
Stormo che nel frattempo era cresciuto, e anche di un gran tanto, e …
- Siamo cresciuti, in ogni senso! – Affermava il condor – Ora è necessario che gli altri si accorgano della nostra esistenza. Dobbiamo formare un corpo e allearci con gli altri rapaci.
L’aquila storse un po’ il becco.
- E’ vero, ma noi siamo già un corpo unito.
- Ma per gli altri noi non contiamo niente, mio caro! Siamo un branco come tanti, per molti. E ciò non è bene.
- Hai ragione, amico, ora ho capito e volo ad informare della cosa il resto dello stormo.
- No, no, no, no!! Non hai capito niente! Perché informare gli altri? Possiamo fare ed essere tutto noi… Le rondini sanno solo costruire nidi e allevare i loro figli. Noi, invece, siamo quelli che hanno cervello. Cerchiamo di …
- Nossignore, non possiamo dimenticare ciò che le rondini hanno fatto per noi…
- E quello che abbiamo fatto noi per loro?
- Se siamo ancora vivi lo dobbiamo alle rondini non certo agli altri rapaci. Non te lo posso permettere, ma non per me quanto per quelle povere rondini che verrebbero escluse da tutto e si troverebbero più perse di quando sono arrivate qui!
E il condor e l’aquila passarono l’intera estate, nemici a discutere di argomenti siffatti trascurando entrambi le rondini e i doveri da svolgere all’interno dello stormo.
Le rondini nel frattempo si preparavano all’autunno ormai alle porte.
Il condor, sempre più convinto delle sue idee, si era fatto eleggere re dallo stormo per poterle tutelare (da cosa non era dato saperlo).
L’aquila continuava ad alzare la voce e ad essere convinto che le rondini non dovessero essere escluse da certi tornaconti del condor.
L’aquila e il condor, impegnati com’erano a sbranarsi tra loro, non si accorsero affatto che l’autunno era alle porte.
Quando arrivò l’autunno ormai il condor aveva perfezionato il suo potere e le sue alleanze.
L’aquila, che non era scema, aveva anche lei trovato alleati con altri uccelli del loro stesso stormo.
Le rondini, faticosamente, si preparavano all’inverno e sempre più sole e trascurate dal loro re e dal loro garante di giustizia.
I giochi di alleanze erano fatti, ora era questione di decidere chi fosse il più forte tra i due.
E si venne allo scontro.
Era un mattino pieno di sole, ma freddo.
I due rapaci e i loro alleati si dettero battaglia, senza esclusione di colpi, nell’alto dei cieli; mentre le rondini, che erano sempre state uno stormo pacifico, presero la grande decisione di lasciare quella terra capace di generare così tanto odio all’interno di quello che era l’emblema di un paradiso senza scontri.
Improvvisamente, gli alleati di entrambi, non trovando motivo di tanto combattere, abbandonarono i due al loro stesso odio.
I due rapaci tant’erano impegnati a darsi battaglia non solo non si accorsero di essere rimasti senza alleati, ma neppure del fatto che le rondini se ne fossero andate via.
Quando molto tempo dopo se ne accorsero trovarono in ciò ulteriore motivo di scontro perché ognuno di loro era convinto che se ne fossero andate per colpa dell’altro.
Quindi non solo non fecero niente per farle tornare ma impegnati com’erano a darsi battaglia non si accorsero neppure dell’arrivo dell’inverno.
Scarseggiò la selvaggina.
E a primavera quando le rondini tornarono in quella terra trovarono due corpi consumati dalla fame che si beccavano ancora nonostante fossero privi di vita.
La morale trovatela voi!

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE
J. Canifa Alves, l'On.le M. Monteiro, l'On.le Frias, l'On.le Sousa, rappresentante Caritas F. Pittau

Un libro può salvare la vita

  • edgar allan poe - racconti
  • Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine
  • Isabel Allende - il piano infinito
  • Luis Romano - famintos
  • Michael Ende - la storia infinita

MONDO MIGRANTE

Los Angeles – Charlize Theron è diventata cittadina americana. Ad annunciarlo la stessa attrice durante il David Letterman Show: “ho sempre desiderato essere cittadina americana, ma loro non volevano accettarmi… Ho dovuto studiare. Inoltre era difficile non pensare a qualche trucco all’esame, come quando a me, di madrelingua inglese e sudafricana, è stato dato un foglio e mi è stato chiesto di scrivere correttamente la frase: è una giornata di sole”.

Un premio Oscar all’ umorismo americano… ma si diamo loro anche un “Tapiro d’oro”.

Le rivoluzioni non necessariamente rappresentano delle soluzioni... sicuramente ti danno linfa vitale!

RAIZ-LONGE

RAIZ-LONGE
dietro: Benny Hopffer Almada, Giovanni Mone, Alfredo Pierantozzi; al centro: Marta Poretti, Viviana Alves, Jorge Canifa Alves, Cateline Hopffer Almada, Lorena Salvatori, Walter do Rosario; in basso: Hamdi Dahir, Linda Evora, Aderico Brito.