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04/10/13
17/09/13
IL FUTURO È TROPPO GRANDE

IL FUTURO È TROPPO GRANDE
1. che cos'è?
IL FUTURO È TROPPO GRANDE è un
film documentario che racconta la storia di due ventenni cresciuti a Roma, Re e
Zhanxing, rispettivamente di origine filippina e cinese. Li abbiamo seguiti per
due anni durante i quali noi li abbiamo filmati e loro stessi si sono
autoraccontati - con due telecamerine che gli abbiamo messo a disposizione -
regalandoci le loro immagini e i loro pensieri.
2. un progetto culturale sui giovani italiani di seconda generazione, ma...
potete dirci qualcosa di più?
Il documentario nasce da una
riflessione sulle seconde generazioni dell’immigrazione in Italia, ma intende spingersi
oltre il dibattito giuridico e politico su cittadinanza e “ius soli”. L’idea è
quella di raccontare delle persone, delle storie di vita. La quotidianità dei
protagonisti rivela modalità espressive, punti di riferimento, inquietudini e aspirazioni
che i protagonisti condividono con i loro coetanei in possesso fin dalla
nascita della cittadinanza e, allo stesso tempo, gli aspetti della loro vita
che fanno riferimento più specificatamente alle culture di origine. Le
esperienze dei giovani di seconda generazione, per certi versi “normali”, sono allo
stesso tempo storie “nuove” che continuamente arricchiscono e mutano il
significato stesso dell’essere italiani. Ci permettono di comprendere meglio il
paese in cui viviamo, cogliendone anche la complessità: l’Italia non “ospita”
degli altri, ma “è già” altro, e diventa qualcos’altro continuamente.
3. quali temi tratta il documentario?
IL FUTURO È TROPPO GRANDE racconta
due ragazzi come tanti, alle prese con la scelta del percorso universitario,
l’incontro col mondo del lavoro, l’universo degli affetti, la famiglia e
l’amore, in quel periodo della vita che segna il passaggio dall’adolescenza
all’età adulta. Con tutta la complessità di sensazioni di quel particolare
momento. Ovviamente parla anche di integrazione e di diritti, di quest’Italia,
che è multiculturale, che sta cambiando ogni giorno che passa, ma che dal punto
di vista giuridico non cambia abbastanza velocemente. Osservando Re e Zhanxing
nel loro quotidiano si potrebbe dare per scontato che questi ragazzi abbiano la
cittadinanza italiana, ma scontato non lo è affatto.
4. da cosa nasce questa idea?
Da tempo stavamo ragionando sul tema
delle seconde generazioni e cercavamo un’idea per fare insieme un lavoro
documentario. A un certo punto l’attualità, il dibattito pubblico sullo ius
soli, ci ha proposto nuovi stimoli confermando che la questione fosse più che
matura. Ma già avevamo fatto i conti personalmente, in vario modo, con il tema
delle migrazioni. Giusy in maniera più diretta, essendo siciliana ma avendo
vissuto a Bologna e a Roma, e provenendo da un paese (Sortino, in provincia di
Siracusa) che nel secolo scorso ha visto emigrare migliaia di persone, circa
duemila solo verso l’Australia. A questo ha dedicato il suo precedente
documentario Sortino Social Club. Storie
di una comunità siciliana emigrata in Australia (http://sortinosocialclub.wordpress.com),
in cui raccontava, tra Sortino e Melbourne, la storia di una parte della sua
famiglia emigrata negli anni '50. Oggi in Australia gli italiani sono molto
rispettati, hanno contribuito a far crescere quella nazione, ma all’inizio per
loro non è stato facile, mentre le seconde e terze generazioni, che pure conservano
un legame affettivo e culturale molto forte con l’Italia, si sentono prima di
tutto australiane. Per Michele sono stati soprattutto i percorsi della
militanza politica e culturale, nel corso degli anni, a portarlo a confrontarsi
con i migranti: dalla frequentazione degli edifici abbandonati occupati da
cittadini stranieri, come la Pantanella e Hotel Africa a Roma, ai rapporti con
la diaspora africana intercorsi attorno all’organizzazione del Festad’Africa Festival,
dedicato al teatro e alle culture africane. Negli ultimi anni ha stretto un
forte legame con il Sud interno e l’Irpinia in particolare, terra di storiche
migrazioni e oggi sottoposta a un nuovo processo di spopolamento, in cui ha
realizzato lavori video e partecipato all’organizzazione di diversi eventi
culturali. In queste occasioni ha avuto occasione di conoscere e collaborare
con molti giovani che vivono l’esperienza delle migrazioni interne, in una
dimensione che resta sospesa tra i luoghi di provenienza e quelli di approdo,
nel movimento continuo tra fuga e ritorno. Poi, per entrambi, l’incontro con i
protagonisti Re Salvador e Zhanxing Xu ha fatto scattare la molla definitiva e
ci siamo messi al lavoro.
5. i protagonisti chi sono?
Re è nato in Italia da una
famiglia filippina, vive con i genitori e la sorella, è fidanzato, frequenta
l’università e lavora, spera di trovare nell’arte la propria realizzazione. Zhanxing
è nata in Cina ed ha raggiunto l’Italia all’età di dieci anni, è laureata, vive
sola, è in cerca di una chiara definizione di sé e nel film prova a trovarla
viaggiando lontano, verso le proprie origini. Sono due giovani che stanno
diventando adulti immaginando di far coincidere il futuro con i propri sogni.
6. perché avete scelto proprio loro?
È difficile dirlo, tra regista e
“personaggi” scatta una sorta di innamoramento. Tra i tanti ragazzi di seconda
generazione che abbiamo conosciuto, Re e Zhanxing in particolare ci hanno
colpito per ragioni diverse, ma sicuramente ci sono piaciuti subito. La scelta
di raccontarli in parallelo è nata dai rispettivi temperamenti ed esperienze di
vita, così diversi tra loro ma altrettanto interessanti e in qualche modo complementari.
Ognuno di loro porta al film un particolare punto di vista e un complesso di
esperienze e di riflessioni. E anche una diversa estetica: i materiali filmati
da loro hanno qualità formali che rispecchiano le loro differenti personalità.
7. come si fondono tutti questi materiali, la vostra telecamera e le
immagini girate dai protagonisti?
Ne esce fuori un film corale, nel
quale si colgono le differenze di stile ma non una gerarchia fra i punti di
vista. Tutto contribuisce al racconto del reale, e questo ci pare sia un
elemento di contemporaneità del lavoro che stiamo per presentare.
8. come è possibile sostenere questo progetto?
In attesa che si ricominci a dare
il giusto spazio alla cultura e a finanziarla, il crowdfunding sta permettendo
a tanti progetti interessanti di venire alla luce. Grazie alla “produzione dal
basso” tutti hanno la possibilità di sostenere tematiche e soggetti che non trovano
sponda nei media “mainstream”. Nel nostro caso si può contribuire con un minimo
di 10 euro, per consentire di completare le lavorazioni di post-produzione. Chi
ci aiuta sarà citato nei titoli di coda e riceverà una copia del dvd del film.
Tutte le informazioni su: http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2706.html.
A questa campagna sul web si affiancano alcuni eventi di finanziamento dal
vivo. Dobbiamo già ringraziare molte persone, a cominciare da quei soggetti che
hanno creduto nel nostro progetto indipendente e ci hanno sostenuti, come il
Centro Produzione Audiovisivi dell’Università Roma Tre, che ha contribuito con
mezzi tecnici e con buoni consigli, e il nostro media partner Cineama, che
svolge un ruolo importante nella promozione del film.
9. fatevi una domanda e datevi una risposta.
In questi giorni ci chiediamo se
riusciremo a raggiungere la somma necessaria a finire il film. La campagna web sulla
piattaforma di Produzioni dal Basso sta andando molto bene però non basta, altri
eventi dovranno seguire. Ma noi crediamo che ce la faremo, perché abbiamo
trovato molta sensibilità nei confronti del nostro progetto e dell’approccio con
cui abbiamo affrontato la tematica. Ce la faremo con l’aiuto di ognuno di voi…
Giusy: autrice e regista, con una grande passione per il
cinema del reale, altrimenti detto documentario. Se volete saperne di più
andate su www.giusybuccheri.com
Michele: sono arrivato al videoattivismo e alla regia di
documentari dopo esperienze nel giornalismo e nella comunicazione. Per vedere
qualche materiale andate su http://vimeo.com/michelecitoni e su Youtube.
L’intervista si può leggere anche su CINEAMAZINE. Cineama ha realizzato il sito www.ilfuturoetroppogrande e sostiene la promozione del film
documentario “Il futuro è troppo grande”.
25/07/13
lettera della psicologa Maria Silva Gomes
Pubblico integralmente questa lettera della psicologa Maria Silva Gomes di risposta alla lettera di Igiaba Scego http://www.corriereimmigrazione.it/ci/2013/07/cara-cecile-ti-scrivo/
SOSTENIAMO KYENGE
lettera di Maria Silva Gomes
Disobbedienza
Disobbedire, trasgredire,contravvenire forse ribellarsi, mah! non riesco a capire a cosa e a chi il Ministro Kyenge dovrebbe disobbedire e perchè?
Spiegatemelo vi prego.
A volte ci vuole coraggio per affermare i propri diritti e soprattutto serve coraggio per far rispettare la propria DIGNITA' di essere uomini e rispetto per la dignità di appartenenza etnica.
Non riesco a comprendere l'analogia tra Kyenge e Rosa Parks, l'assonanza con tutti i nostri leaders passati che hanno lottato e sono anche morti ammazzati per i diritti degli uomini e per NOI NERI DI OGGI.
File contrassegnate sull'autubus?Cara Igiaba, sui mezzi pubblici quando un bianco cerca un posto si avvicina alla sedia occupata proprio dal nero (nota: ho scritto nero e non straniero - anche se siamo tanti). Sono tanti gli afrodiscendenti con lauree e dottorati che non vivono una quotidianità da struzzo, che mette la testa sottoterra perché cosi è più facile. Ci sono afrodiscendenti che battono il pugno sulla scrivania e sostengono il Ministro Kyenge.
Invitare il Ministro a lasciare l'incarico non è un'atto di stima ne d'amore,dire che non ha gli strumenti è offensivo. E' una donna, e già questo fa di Lei un essere superiore a tanti uomini in generale, figurarsi poi se si trova di fronte un leghista con facoltà di parola e pensiero completamente disconessi. Lo strumento più grande è Lei stessa con la sua cultura, il suo coraggio perché sapeva benissimo che non avrebbe ricevuto rose fresche tutte le mattine con tanto di bigliettini che golosissimi baci regalano per iniziare bene la giornata, di questo ne sono certa.Un'altro strumento siamo noi che dobbiamo sostenerla, che non dobbiamo continuare a soddisfare l'ingordigia dei mass-media o della gente che ci deride.Invitarla a lasciare l'incarico significa darla vinta ai Leghisti,significa gettare la spugna. (Ah! comizio leghista con 16 persone vedi articolo su repubblica martedi 16 luglio con tanto di foto........non diciamo sempre le stesse cose......).
Razzismo futuro? Se guardiamo con l'occhio dell'intelletto, vedremo che il razzismo inteso come discriminazione razziale/etnica c'è, è presente , nelle scuole, nelle università, nell'ambiente lavorativo, nelle amicizie c'è in ogni dove mascherata da buonismo e pietismo.
Igiaba, sicuramente Il Ministro Kyenge ha compreso amore nella tua lettera, io sinceramente No.
Politica trasparente: pura utopia , ciò non toglie che bisogna sperare e ambire al meglio e non smettere mai di farsi sentire e vedere per quello che siamo, questo significa che il Ministro non deve lasciare l'incarico, altrimenti tante conquiste finiranno in un cassetto e quelle future idem per ex: ius soli non solo per figli da genitori ignoti o apolidi, ma anche per i nostri figli che nascono qui ,da genitori soggiornanti da lunghi periodi che hanno scelto L'Italia come casa, su questo non bisogna abbassare la guardia, non è giusto vivere anche il disagio psicologico e cartaceo di non sapere chi si è da che parte stare, non bisogna mollare e uniti saremmo forti.
SOSTENIAMO KYENGE
lettera di Maria Silva Gomes
Disobbedienza
Disobbedire, trasgredire,contravvenire forse ribellarsi, mah! non riesco a capire a cosa e a chi il Ministro Kyenge dovrebbe disobbedire e perchè?
Spiegatemelo vi prego.
A volte ci vuole coraggio per affermare i propri diritti e soprattutto serve coraggio per far rispettare la propria DIGNITA' di essere uomini e rispetto per la dignità di appartenenza etnica.
Non riesco a comprendere l'analogia tra Kyenge e Rosa Parks, l'assonanza con tutti i nostri leaders passati che hanno lottato e sono anche morti ammazzati per i diritti degli uomini e per NOI NERI DI OGGI.
File contrassegnate sull'autubus?Cara Igiaba, sui mezzi pubblici quando un bianco cerca un posto si avvicina alla sedia occupata proprio dal nero (nota: ho scritto nero e non straniero - anche se siamo tanti). Sono tanti gli afrodiscendenti con lauree e dottorati che non vivono una quotidianità da struzzo, che mette la testa sottoterra perché cosi è più facile. Ci sono afrodiscendenti che battono il pugno sulla scrivania e sostengono il Ministro Kyenge.
Invitare il Ministro a lasciare l'incarico non è un'atto di stima ne d'amore,dire che non ha gli strumenti è offensivo. E' una donna, e già questo fa di Lei un essere superiore a tanti uomini in generale, figurarsi poi se si trova di fronte un leghista con facoltà di parola e pensiero completamente disconessi. Lo strumento più grande è Lei stessa con la sua cultura, il suo coraggio perché sapeva benissimo che non avrebbe ricevuto rose fresche tutte le mattine con tanto di bigliettini che golosissimi baci regalano per iniziare bene la giornata, di questo ne sono certa.Un'altro strumento siamo noi che dobbiamo sostenerla, che non dobbiamo continuare a soddisfare l'ingordigia dei mass-media o della gente che ci deride.Invitarla a lasciare l'incarico significa darla vinta ai Leghisti,significa gettare la spugna. (Ah! comizio leghista con 16 persone vedi articolo su repubblica martedi 16 luglio con tanto di foto........non diciamo sempre le stesse cose......).
Razzismo futuro? Se guardiamo con l'occhio dell'intelletto, vedremo che il razzismo inteso come discriminazione razziale/etnica c'è, è presente , nelle scuole, nelle università, nell'ambiente lavorativo, nelle amicizie c'è in ogni dove mascherata da buonismo e pietismo.
Igiaba, sicuramente Il Ministro Kyenge ha compreso amore nella tua lettera, io sinceramente No.
Politica trasparente: pura utopia , ciò non toglie che bisogna sperare e ambire al meglio e non smettere mai di farsi sentire e vedere per quello che siamo, questo significa che il Ministro non deve lasciare l'incarico, altrimenti tante conquiste finiranno in un cassetto e quelle future idem per ex: ius soli non solo per figli da genitori ignoti o apolidi, ma anche per i nostri figli che nascono qui ,da genitori soggiornanti da lunghi periodi che hanno scelto L'Italia come casa, su questo non bisogna abbassare la guardia, non è giusto vivere anche il disagio psicologico e cartaceo di non sapere chi si è da che parte stare, non bisogna mollare e uniti saremmo forti.
11/07/13
29/06/13
sabato ecologico
SABATO ECOLOGICO
MOMENTI VERDI
(di Bernardo Mazzeranghi)
MOMENTO SFERICO
(di Jorge Canifa)
La spazzatura che ingombrava da mesi
il lungo viale alberato e il perimetro del campo di calcetto del centro Eta Beta,
ha appena esalato l'ultimo respiro e gli spinosi cardi... abbassate le teste in
segno di dovuto rispetto... mentre il sole se la ride di cuore sfidando un
pallone arancione: trofeo meritato per una mattinata in cui quaranta minori
bengalesi hanno restituito splendore ad un quartiere a suon di pale e scope.
E' l'inizio di un torneo di calcio
che i ragazzi sognavano da tempo che li ha visti prepararsi con impegno... per
loro la sfida è importante, si affronteranno tra di loro, sfideranno i ragazzi
del quartiere con i quali in passato hanno avuto screzi, ma soprattutto si
confronteranno con gli operatori del centro dove essi risiedono: C.P.A. Eta
Beta. La sfida più importante sarà questa, dove avranno la possibilità di una
piccola rivincita morale contro i quali ogni giorno, in qualche modo, devono
rendicontare qualcosa: dal cibo, ai documenti... alle loro uscite e rientri! E'
un po' un nano che sfida un gigante... timore reverenziale... comunque la
ricerca di un riscatto.
L'entusiasmo è alle stelle e
l'impegno è tanto... qualche momento di tensione ma... ma sta nel gioco... ci
tengono tanto e non vogliono far brutta figura.
E' bello! Bello davvero vedere che i
giovani del quartiere accettino volentieri la sfida e con una certa umiltà sono
disposti anche a mettersi da parte per lasciar giocare i ragazzi del centro...
è bello, bello vedere anche altri ragazzi, oramai fuori dal centro perché
maggiorenni, ritornare a nuotare nello stesso stagno che ora non appartiene più
a loro. E' bello vedere come i giovani riescano a superare le loro angustie
quotidiane, le loro ansie e timori di tutele non giunte, di maggior età alle
porte insieme all'incertezza del domani e a trovare quel che è quasi serenità
nel mezzo di una tempesta.
E' bello, infine, vederli gioire, stringendo una coppa in
mano rincorrendosi al tintinnio delle loro medaglie appese al collo... può sembrare
poco... ma non per chi ha abbandonato le certezze della vita, gli amici, il
proprio paese, la famiglia in cambio di un grande, ben visibile "punto
interrogativo".
il pallone che unisce
La spazzatura che ingombrava da mesi il lungo viale alberato e il perimetro del campo di calcetto del centro di prima accoglienza (C.P.A.) Eta Beta di Roma, ha appena esalato l'ultimo respiro e...
gli spinosi cardi... hanno abbassato le teste in segno di dovuto rispetto... mentre il sole se la ride di cuore sfidando un pallone arancione: trofeo meritato per una mattinata in cui quaranta minori bengalesi hanno restituito splendore ad un quartiere a suon di pale e scope.
E' l'inizio... è l'inizio di un momento prima di un torneo di calcio che i ragazzi sognavano da tempo che li ha visti prepararsi con impegno... per loro la sfida è importante ma lo è anche dimostrare al quartiere che ci tengono ad impegnarsi per l'ambiente dove vivono... pulire la strada piena di spazzatura prima di scendere in campo dove si affronteranno tra di loro, sfideranno i ragazzi del quartiere con i quali in passato hanno avuto screzi, ma soprattutto si confronteranno con gli operatori del centro dove risiedono. La sfida più importante sarà questa, dove avranno la possibilità di una piccola rivincita morale contro i quali ogni giorno, in qualche modo, devono rendicontare qualcosa: dal cibo, ai documenti, alle uscite e rientri! E' un po' un nano che sfida un gigante... timore reverenziale... comunque la ricerca di un riscatto. L'entusiasmo è alle stelle e l'impegno è tanto... qualche momento di tensione ma... sta nel gioco... ci tengono tanto e non vogliono far brutta figura.
E' bello vedere come i giovani riescano a superare le loro angustie quotidiane, le loro ansie e timori di tutele non giunte, di maggior età alle porte insieme all'incertezza del domani e a trovare quel che è quasi serenità nel mezzo di una tempesta.
E' bello, infine, vederli gioire, stringendo una coppa in mano rincorrendosi al tintinnio delle loro medaglie appese al collo... può sembrare poco... ma non per chi ha abbandonato le certezze della vita, gli amici, il proprio paese, la famiglia in cambio di un grande, ben visibile "punto interrogativo".
(Foto di Alice Dente)
articolo preso da Italiani+ http://www.italianipiu.it/index.php/selva-jo/440-il-pallone-che-unisce
L’albatros, Premio e Festival per la letteratura di viaggio. Letteratura della migrazione
L’albatros, Premio e Festival per la letteratura di viaggio. Letteratura della migrazione
Fondaz. Pierluigi da Palestrina, V.lo Pierluigi 3
Con la partecipazione degli scrittori Laila Wadia, Jorge Canifa Alves e Francesco Terzago. Gli interventi saranno accompagnati dalla musica dal vivo del Balkanean Quartet.
La serata è nata dalla collaborazione tra l’Associazione Culturale Lupus in Fabula, Critica Impura e l’istituto Albio Tibullo di Zagarolo.
L’ingresso è libero.
Gli scrittori che interverranno:
Laila Wadia è nata a Bombay nel 1966. Scrittrice, traduttrice e linguista, collabora attivamente con l’Università di Trieste e scrive sul settimanale Internazionale. Nel 2004 ha vinto il concorso Eks&Tra per la scrittura migrante in Italia e lo stesso anno ha ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica. Tra i suoi libri più importanti che vedono la migrazione in un’ottica esistenziale, Amiche per la pelle (E/O 2009), Come diventare italiani in 24 ore (Barbera 2010) e le raccolte di racconti Mondo pentola (Iannone 2007), Il burattinaio e altre storie extra – italiane (Iannone 2004), Pecore nere (Laterza Contromano 2006).
Jorge Canifa Alves, nato a Mindelo (Capo Verde) nel 1972, scrittore, poeta e drammaturgo, collabora dal 2005 col gruppo poetico Apollo 11 e ha fondato nel 2006 il gruppo teatrale Raiz Longe. Ha pubblicato racconti su Il giornale di Peter Pan, Caffè e nelle antologie Memoria in valigia (Fara Editore 1997), Capoverde: Nove Isole e un Racconto Disabitato (Le Lettere 2000), Libera o liberata (Il Leccio 2002), Italiani per vocazione (Cadmos 2005) e Lo Sguardo dell’Altro (Mangrovie 2008). I suoi libri sono Racconti in altalena (Edizioni dell’Arco 2005), Il Bacio della Sfinge (Fuoco Edizioni 2009), Claridade: la coscienza illuminata di Capo Verde (Fuoco Edizioni 2011) e le poesie Kronos’90: poesie in bianco, nero e grigio (Freccia D’Oro 2012).
Francesco Terzago, nato Verbania nel 1986, vive tra Padova e Guangzhou. Poeta, scrittore e linguista, collabora con AbsolutePoetry, Poesia2.0, UltraNovecento e Scrittori Precari. Ha pubblicato poesie su Italian Poetry Review, Le Voci della Luna e ALI, ed è presente nell’antologia Generazione Entrante di Ladolfi editore. Suoi testi sono presenti su Smemoranda, Poetarum Silva, La Ginestra, Nazione Indiana e Critica Impura. In Cina, con l’Università degli Studi di Padova, ha tenuto corsi di lingua e cultura italiana, ha studiato gli effetti della globalizzazione sul popolo cinese e ha collaborato con il Guangdong Museum of Art per la promozione dell’arte cinese contemporanea.
La serata è nata dalla collaborazione tra l’Associazione Culturale Lupus in Fabula, Critica Impura e l’istituto Albio Tibullo di Zagarolo.
L’ingresso è libero.
Gli scrittori che interverranno:
Laila Wadia è nata a Bombay nel 1966. Scrittrice, traduttrice e linguista, collabora attivamente con l’Università di Trieste e scrive sul settimanale Internazionale. Nel 2004 ha vinto il concorso Eks&Tra per la scrittura migrante in Italia e lo stesso anno ha ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica. Tra i suoi libri più importanti che vedono la migrazione in un’ottica esistenziale, Amiche per la pelle (E/O 2009), Come diventare italiani in 24 ore (Barbera 2010) e le raccolte di racconti Mondo pentola (Iannone 2007), Il burattinaio e altre storie extra – italiane (Iannone 2004), Pecore nere (Laterza Contromano 2006).
Jorge Canifa Alves, nato a Mindelo (Capo Verde) nel 1972, scrittore, poeta e drammaturgo, collabora dal 2005 col gruppo poetico Apollo 11 e ha fondato nel 2006 il gruppo teatrale Raiz Longe. Ha pubblicato racconti su Il giornale di Peter Pan, Caffè e nelle antologie Memoria in valigia (Fara Editore 1997), Capoverde: Nove Isole e un Racconto Disabitato (Le Lettere 2000), Libera o liberata (Il Leccio 2002), Italiani per vocazione (Cadmos 2005) e Lo Sguardo dell’Altro (Mangrovie 2008). I suoi libri sono Racconti in altalena (Edizioni dell’Arco 2005), Il Bacio della Sfinge (Fuoco Edizioni 2009), Claridade: la coscienza illuminata di Capo Verde (Fuoco Edizioni 2011) e le poesie Kronos’90: poesie in bianco, nero e grigio (Freccia D’Oro 2012).
Francesco Terzago, nato Verbania nel 1986, vive tra Padova e Guangzhou. Poeta, scrittore e linguista, collabora con AbsolutePoetry, Poesia2.0, UltraNovecento e Scrittori Precari. Ha pubblicato poesie su Italian Poetry Review, Le Voci della Luna e ALI, ed è presente nell’antologia Generazione Entrante di Ladolfi editore. Suoi testi sono presenti su Smemoranda, Poetarum Silva, La Ginestra, Nazione Indiana e Critica Impura. In Cina, con l’Università degli Studi di Padova, ha tenuto corsi di lingua e cultura italiana, ha studiato gli effetti della globalizzazione sul popolo cinese e ha collaborato con il Guangdong Museum of Art per la promozione dell’arte cinese contemporanea.
20/05/13
Kyenge
Quando abbiamo lanciato la petizione per esprimere la nostra solidarietà al neo ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge e chiedere provvedimenti disciplinari nei confronti dell'europarlamentare Mario Borghezio, per le sue dichiarazioni razziste, non pensavamo di poter raccogliere oltre 130mila firme e di aprire un dibattito sulla rete che travalicasse i confini nazionali.
Eppure è andata così: la petizione è prepotentemente sbarcata negli uffici dei parlamentari europei di varie nazioni, colpiti dalla indignazione diffusa in Italia nei confronti di un collega che aveva insultato, un ministro. Donna. Nera. 130mila firme che quindi non sono passate inosservate e hanno spinto alcuni gruppi parlamentari a partire dal "Groupe de l'Alliance progressiste des Socialistes & Démocrates" a chiedere un incontro con noi, i promotori della petizione. Questo è stato possibile solo grazie alla tua firma.
Per questa ragione martedì 21 maggio saremo a Strasburgo ad incontrare parlamentari europei di varie nazioni per consegnare loro le 130mila e chiedere di dissociarsi pubblicamente dalle frasi pronunciate dal collega leghista Borghezio. E lo chiederemo anche alpresidente del Parlamento europeo Martin Schultz. Poi incontreremo i giornalisti esteri per presentare il risultato della nostra petizione. Nostra, e cioè di tutti quelli che l'hanno firmata per esprimere la propria indignazione. Le dimissioni di Borghezio magari non arriveranno, perché il regolamento del parlamento europeo non le prevede, ma il palese dissenso di tanti europarlamentari nei confronti del collega leghista sarà per noi una sfolgorante vittoria!
Mancano ancora poche ore all’incontro con gli Europarlamentari. Mostriamo a tutti cosa siamo riusciti ad ottenere con la nostra firma: pubblica questa foto sulla tua bacheca di Facebook e lascia un commento.
Grazie mille,
Stefano Corradino via Change.org
01/05/13
Mar eterno
“CANÇÃO AO MAR (Mar Eterno)”
“Canção ao mar (mar eterno)
Morna de Eugénio Tavares
Oh! Mar eterno sem fundo
Sem fim
Oh! mar de túrbidas vagas
Oh! mar
De ti e das bocas do mundo
A mim
Só me vêm dores e pragas
Oh! mar!
Que mal te fiz oh mar, oh mar
Que ao ver-me pões-te a arfar, a Arfar
Quebrando as ondas tuas
De encontro às rochas nuas
Que até parece oh mar, oh Mar
Um coração a arfar, a arfar
Em ondas pelas fráguas
Quebrando as suas máguas
Dá-me notícias do meu amor,
Amor,
Que um dia os ventos do céu
Oh dor!
Nos seus braços furiosos
Levaram
E ao meu sorriso, invejosos,
Roubaram
Não mais voltou ao lar, ao lar
Não mais o vi oh mar, oh mar,
Mar fria sepultura
Desta minha alma escura
Roubaste-me a luz querida
Do amor,
E me deixaste sem vida,
No horror
Oh! alma da tempestade,
Amansa,
Não me leves a saudade
E a esperança
Que esta saudade, é quem, É quem
Me ampara tão fiel, fiel
E como a doce mãe
Suavíssima e cruel
Mas máguas desta aflição
Que agita
Meu infeliz coração,
Bendita seja esperança
Que ainda
Lá me promete a bonança
Tão linda
Suspende a zanga um momento
Escuta
A voz do meu sofrimento
A luta
Que o amor acende em meu Peito
Desfeito
De tanto amar e penar
Oh mar!
Ministro dell'integrazione
Cécile Kyenge, benvenuta in questa Italia che cambia pagina (speriamo!)
Ti conosco da anni e conosco la persona che vali; ti apprezzo per la tua concretezza, le tue competenze, umanità e la forza che mette ogni volta per portare avanti i progetti... poche persone sono così in Italia, con queste tue caratteristiche.
Non so se ti faranno lavorare bene, se ti metteranno nelle condizioni di svolgere al meglio il tuo lavoro... ma spero che tu abbia la forza di sopportare il peso dell'ignoranza di qualche cittadino arretrato, bloccato in epoche che non appartengono più all'Italia e agli italiani...
Per il momento, ti saluto con il cuore in mano...
Vai e fatti valere!
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XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE
J. Canifa Alves, l'On.le M. Monteiro, l'On.le Frias, l'On.le Sousa, rappresentante Caritas F. Pittau
Un libro può salvare la vita
- edgar allan poe - racconti
- Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine
- Isabel Allende - il piano infinito
- Luis Romano - famintos
- Michael Ende - la storia infinita
MONDO MIGRANTE
Los Angeles – Charlize Theron è diventata cittadina americana. Ad annunciarlo la stessa attrice durante il David Letterman Show: “ho sempre desiderato essere cittadina americana, ma loro non volevano accettarmi… Ho dovuto studiare. Inoltre era difficile non pensare a qualche trucco all’esame, come quando a me, di madrelingua inglese e sudafricana, è stato dato un foglio e mi è stato chiesto di scrivere correttamente la frase: è una giornata di sole”.
Un premio Oscar all’ umorismo americano… ma si diamo loro anche un “Tapiro d’oro”.
Un premio Oscar all’ umorismo americano… ma si diamo loro anche un “Tapiro d’oro”.
RAIZ-LONGE
dietro: Benny Hopffer Almada, Giovanni Mone, Alfredo Pierantozzi; al centro: Marta Poretti, Viviana Alves, Jorge Canifa Alves, Cateline Hopffer Almada, Lorena Salvatori, Walter do Rosario; in basso: Hamdi Dahir, Linda Evora, Aderico Brito.



