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10/02/06

Istituto Goethe

RACCONTI IN ALTALENA (comunicato stampa)

Storie di donne, libertà e culture altre che si incontrano in un continuo dondolare ora qua ora là, senza pregiudizi ma con curiosità viva ed empatica.

Sette racconti migranti, dove l’immigrato non è colui che subisce la condizione di “straniero-diverso” ma è colui che ha qualcosa da raccontare di se stesso e ha voglia di ascoltare gli altri per arrivare ad un punto di conoscenza comune, consapevole che la non conoscenza, l’ignoranza, genera la paura e l’intolleranza. Racconti in Altalena è la volontà di incontrare “l’altro”.

La presentazione del libro, curata da Tabanka onlus, avrà luogo giovedì 16 febbraio ore 16, presso il Goethe Institute in via Savoia 15 (presso piazza Fiume). Presenti l’autore Jorge Canifa Alves e per la casa editrice (edizioni dell’arco) Chiara stefani. Interverranno Anna Fresu (regista teatrale), Simone Celani (docente universitario) e Maria de Lourdes Jesus (giornalista rai), coordinerà l’incontro Linda Evora. Leggeranno alcuni brani i Raiz Longe, gruppo teatrale italo-capoverdiano.

Racconti in Altalena continua su STRANIERI IN ITALIA <---clicca

08/02/05

Le Ombre della Luna

i “Raiz Longe”

presentano:

LE OMBRE DELLA LUNA

testo di Jorge Canifa Alves

Interpreti:

Giovanni Mone
Jorge Canifa Alves
Lorena Salvatori
Linda Evora

Isola di S.Antão (Capo Verde) 1942
... Non era difficile vedere anche uomini adulti inginocchiarsi, stringersi la testa fra le mani e piangere come bambini turbati da una motivazione sincera: la fame!!
Il calore stanca e infiacchisce i corpi già affamati e deboli, e si insinua dentro la volta cranica e spezza i legami con lo spazio e il tempo seminando pazzia genitrice di morte.
Quale calore, invece, si era insinuato nel cranio di quelli del vecchio continente che da oltre due anni non riuscivano a dominare la pazzia che sembrava aver preso tutti loro, e faceva sì che ovunque si vedessero focolai di pazzi che si sparavano e si uccidevano a vicenda e affondavano le navi cariche non di mine, né di altri pazzi armati, ma di farina per innocenti bocche da sfamare?!

VOCI AFROITALIANE

IL CIRCOLO GIANNI BOSIO
con la collaborazione del
Rialto Santambrogio
e il patrocinio della
Consigliera Delegata del Sindaco di Roma per le
Politiche della Multietnicità

presenta

VOCI AFROITALIANE

via S. Ambrogio, 4 – martedì 8 febbraio 2005, ore 18.00

Jadelin Mabiala Gangbo
Jorge Canifa Alves
Igiaba Scego

Secondo appuntamento di un ciclo di incontri con poeti, scrittori e narratori afroitaliani che si terranno con cadenza mensile

Jadelin Mabiala Gangbo è nato in Congo nel 1976 e vive a Bologna. È autore dei romanzi Verso la Notte Bakonga (Portofranco) e Rometta e Giulieo (Feltrinelli) che ha adattato a dramma teatrale per L'Arena del sole di Bologna. Ha pubblicato alcuni racconti in diverse riviste come Fernandel e NarraSud. Recensisce libri per Pulb Libri e tiene corsi scrittura creativa.

Igiaba Scego è nata a Roma nel 1974 da genitori somali, fuggiti in Italia in seguito al golpe di Siad Barre. È una delle più giovani scrittrici italiane della migrazione. Nata e cresciuta a Roma (è
laureata in lingue e letterature straniere all'università La Sapienza), Igiaba Scego è comunque rimasta profondamente legata alla cultura e alle vicende del suo paese di origine, e questo rende il suo primo romanzo Rhoda (Sinnos editrice) una coinvolgente testimonianza della letteratura migrante in lingua italiana. Alcuni suoi racconti -fra cui Salsicce, premio Eks&tra 2003- sono stati pubblicati su riviste italiane e straniere. La Sinnos editrice ha pubblicato, nella collana "i Mappamondi", La nomade che amava Alfred Hitchcock, un testo bilingue destinato ai ragazzi. Ora Igiaba Scego si divide tra l'attività di scrittrice e la sua nuova attività di ricercatrice (dottorato in Pedagogia all'università Roma tre di Roma).

Jorge Canifa Alves è nato nelle isole del Capo Verde nel 1972. Ha vissuto nella provincia romana fino al 1996. Trasferitosi a Roma ha iniziato a collaborare con diverse riviste letterarie. Nello stesso anno inizia la collaborazione con il gruppo romano “Scritti d'Africa”, gruppo impegnato nella promozione della cultura africana nella capitale. Nel 1997 vince il 3° premio al concorso letterario Eks&Tra. Nel 2004 gli viene assegnato da “Os Quadros dà Diaspora Caboverdiana” il premio come miglior giovane talento narrativo capoverdiano in Europa. Ha pubblicato racconti in altre collane e riviste. Ha collaborato per diversi anni a “Radio B.Leza”, programma radio capoverdiano. È attualmente impegnato nella realizzazione del sito tabanka.it, sito capoverdiano che avrà carattere socio-culturale. Nel 2005 uscirà il suo libro “Racconti in Altalena”, edito da “Edizioni dell'Arco”


Per informazioni
Cristina Ali Farah - ubax@fastwebnet.it - 3402350513
Circolo Gianni Bosio – segreteria@circologiannibosio.it – 06 68135642
Susanna Cerboni – susannacerboni@libero.it – 06 90811091

29/05/04

Malumori Romeni

MALUMORI ROMENI

Mese di maggio difficile per la comunità romena della capitale, a seguito di un ordinanza del municipio X che ne ha impedito lo svolgimento del mercato multietnico che ogni domenica prendeva il via nell’area antistante la stazione della metropolitana Anagnina, punto di arrivo e partenza dei pullman per la Romania.
L’area, che in passato era solo un punto di ritrovo per di romeni che qui scambiavano pacchi in arrivo e in partenza per il loro paese natale, era diventato negli ultimi due anni un luogo di scambi commerciali anche per gli italiani, tanto grande da creare qualche serio problema alla viabilità pubblica.
Questo più di qualsiasi altro motivo hanno portato, domenica 25 aprile, le forze dell’ordine a presidiare l’area impedendo, a commercianti italiani e romeni, di montare i banchi in attesa di trovare una soluzione alternativa al problema.
Questo è avvenuto senza preavviso degli interessati che si sono sentiti trattati come scatole di cartone, oggetti senza diritto alcuno e per questo spostati a piacimento di altri senza avere né modo né tempo di organizzarsi in altro modo.
E pur vero che sono stati trasferiti in un’area antistante (via Lamaro), ma forse è giusto ricordare che il problema non è stato risolto ma solo spostato di qualche metro perché l’area in questione, secondo un delibera municipale, non è destinato a mercato interetnico. Questo vuol dire che la comunità romena ha il permesso di incontrarsi in quell’area, ma non il permesso si esporre le loro merci per un libero scambio commerciale. E se non c’è possibilità di vendere non c’è neppure la possibilità, per molti della comunità, di mantenere le proprie famiglie.
Chiediamo solo un posto per incontrarci e per dare vita al nostro mercato multietnico” dice Daniel Bostaca, presidente dell’associazione Romania in Italia. “C’è gente che con questo lavoro mantiene anche la propria famiglia rimasta in Romania, impedire il mercato significa portare un disagio anche ai nostri figli e mogli in Romania.
Le attività commerciali” dichiara il vicepresidente del X municipio, Massimo de Simoni, “sono temporaneamente sospese in quanto mancano i dovuti permessi. Speriamo di risolvere al più presto la questione”
Intanto sta di fatto che la comunità romena (circa 500.000 individui) ancora in questo mese di maggio si ritrova senza un’area “di lavoro” prima che di incontro.

19/02/03

OMCVI - parte I



PRESENTAZIONE  DEI 15 ANNI DI ATTIVITÀ PROMOSSE DALL’ASSOCIAZIONE DELLE DONNE CAPOVERDIANE IN ITALIA

                                            

(O.M.C.V.I. - Marzo 1988/Febbraio 2003)





di



Maria José Mendes Evora (Presidente OMCVI – Marzo 1998/Febbraio 2003)





Dal 27 Marzo 1988, data ufficiale della sua fondazione, l’OMCVI ha realizzato varie attività di caratteri socio­–culturali, dirette alla sensibilizzazione, informazione e formazione della comunità capoverdiana presente in Italia, nonché al recupero della cultura di origine sul territorio italiano. L’OMCVI ha dato, inoltre, particolare attenzione alle varie questioni che riguardano la condizione di vita della popolazione rimasta nell’Arcipelago, nonché al miglioramento di essa.  



La base dei suoi obiettivi sono stati, comunque, sempre, gli aspetti che riguardano la Tutela della Donna e dell’Infanzia capoverdiana residente sul territorio italiano (come previsto dallo Statuto).



In 15 anni di vita dell’associazione le attività  svolte sono state innumerevoli, ciononostante nelle pagine che seguono verranno elencate alcune tra le più rilevanti. Quelle che per il loro peso di importanza hanno delineato, in qualche modo, il percorso e portata alla maturità la medesima organizzazione contribuendo in modo significativo alla sua sostenibilità  in questo  lungo periodo.







28/03/02

CONGRESSO DOS QUADROS 2002

CONGRESSO DOS QUADROS em Praia 2002 

Roma 28 aprile 2002

Nel medesimo istante in cui noi aprivamo gli occhi il sole allargava le braccia per mostrarci il paradiso che si distendeva sotto di noi... La forte sensazione di essere a casa invase noi tutti e qualche lacrima solcò i cuori di noi tutti.
Spesso quando si ritorna in patria dopo tanto tempo si è consapevoli di vivere da stranieri in terra propria perché non si conosce più nessuno, e nessuno ti incontra per strada per darti il buongiorno, o offrirti un caffè... Ma questa del congresso non è una di quelle volte, nessuno di noi può sentirsi estraneo e\o straniero, perché siamo un bel gruppetto che bene o male già si conosce da tempo... Ventitre giovani capoverdiani di ritorno insieme, nella propria patria... Che straordinaria sensazione! Potrebbe essere l’inizio di un racconto fantastico, ed invece è la pura realtà!
Praia, mentre il sole ti accarezza la pelle e la gente ti scalda il cuore e ti distribuisce affetto, amicizia e... ed è così bello perdersi tra le sue strade sempre piene di sole, sempre piene di gente, sempre piene di colori, sempre piene di odori, sempre piene di Capo Verde!
Il Congresso per noi giovani è stato anche questo: conoscere la nostra capitale, passeggiando per i mercati, parlando con la gente, confrontandoci con la gioventù del posto, imparando a vivere li non come stranieri ma come corpi di una stessa società attenti ai prezzi esposti e imparando a convivere con chi avrebbe potuto approfittare della nostra non conoscenza del posto per prendersi gioco di noi.
Ma il congresso è stato anche un’occasione di forte socializzazione tra i nuclei di capoverdiani residenti in varie parti del mondo e residenti in Capo Verde stessa! Se di giorno, infatti, si aprivano vaste discussioni su tematiche di varia natura ma che spesso sacrificavano l’individuo per proporre, giustamente, questioni e problematiche che coinvolgevano la massa, e vedevano protagonisti nuclei di specifiche aree di residenza; la sera si cambiava maschera e ciò che contava era l’individuo singolo, non più appartenente al gruppo degli olandesi, degli italiani, dei mozambicani, degli americani e via dicendo ma l’individuo nella sua pura e semplice capoverdianità. Così per molti aspetti i nostri incontri serali, in discoteca o a casa di amici, o per le vie di Platò, non sono stati solo occasioni di divertimento ma anche occasione per sentirci parte di uno stesso corpo, quello capoverdiano!
Dagli incontri mattutini e quelli serali-notturni ciò che, mi è parso di vedere è stato comunque un forte attaccamento dei giovani verso quella che di fatto è la nostra vera terra: Capo Verde! Nelle discoteche, infatti, le danze battevano passi caldi e intensi al ritmo di funanà, colasanjo, coladeira... al ritmo, cioè, di quelle danze che scorrono nelle vene di tutti i capoverdiani e vedere quei giovani, abituati ai ritmi occidentali, cimentarsi in ciò che ci appartiene con tanta maestria e passione ci fa ben sperare per il futuro, la nostra identità culturale, almeno per quanto riguarda le danze e la musica è viva, molto viva anche all’estero e nei nostri giovani. Ciò fa piacere all’anima!!
Negli incontri mattutini, invece, questi giovani hanno tirato fuori la voce per portare avanti problemi sociali legati al luogo in cui vivono, ma anche il forte desiderio di poter realizzare materialmente qualcosa sia per i nostri connazionali che vivono in condizioni di sopravvivenza in altri paesi esteri, sia per la nostra amata madrepatria.
E anche questo loro voler affrontare certi problemi e vedere Capo Verde, non solo come meta turistica, o semplice terra dei nostri genitori, fa ben sperare che questi giovani all’estero siano portatori di quella sana malattia chiamata amor_patrio e che un giorno li si possa rivedere operare a favore della nostra terra...
Ma affinchè ciò sia possibile, cioè che il giovane partecipi in un prossimo futuro attivamente alla vita del proprio paese d’origine sarà necessario che esso si senta partecipe del gioco, quello stesso gioco che ora li esclude o che li vede solo al margine!

Jorge Canifa Alves

01/01/00

fiera di Roma

Amore Festival celebra, quest’anno, la sua nuova edizione e si appresta a diventare, ogni anno di più, il festival di Capodanno europeo per eccellenza. Nelle precedenti quattro edizioni Amore Festival ha portato a Roma circa 150.000 giovani

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE
J. Canifa Alves, l'On.le M. Monteiro, l'On.le Frias, l'On.le Sousa, rappresentante Caritas F. Pittau

Un libro può salvare la vita

  • edgar allan poe - racconti
  • Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine
  • Isabel Allende - il piano infinito
  • Luis Romano - famintos
  • Michael Ende - la storia infinita

MONDO MIGRANTE

Los Angeles – Charlize Theron è diventata cittadina americana. Ad annunciarlo la stessa attrice durante il David Letterman Show: “ho sempre desiderato essere cittadina americana, ma loro non volevano accettarmi… Ho dovuto studiare. Inoltre era difficile non pensare a qualche trucco all’esame, come quando a me, di madrelingua inglese e sudafricana, è stato dato un foglio e mi è stato chiesto di scrivere correttamente la frase: è una giornata di sole”.

Un premio Oscar all’ umorismo americano… ma si diamo loro anche un “Tapiro d’oro”.

Le rivoluzioni non necessariamente rappresentano delle soluzioni... sicuramente ti danno linfa vitale!

RAIZ-LONGE

RAIZ-LONGE
dietro: Benny Hopffer Almada, Giovanni Mone, Alfredo Pierantozzi; al centro: Marta Poretti, Viviana Alves, Jorge Canifa Alves, Cateline Hopffer Almada, Lorena Salvatori, Walter do Rosario; in basso: Hamdi Dahir, Linda Evora, Aderico Brito.