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09/10/09

1994

1994
Non perdetevi questo spettacolo: 1994
è la nostra storia attuale di lavoratori poco considerati e sbattuti di qua e di la da un'azienda in fallimento...
"Dalle parti dell'ultima grande crisi economica prima dell'attuale, i dipendenti di u...na qualsiasi "azienda", vivono il trauma inaspettato delle prime "ristrutturazioni", ancora inconsapevoli della precarietà, dell'incertezza e della ottusa accettazione dell'ordine esistente che negli anni a seguire travolgeranno un pò tutti. Un "1984" rovesciato nel quale il "pensiero unico" non è il futuro che ci attende ma il presente che viviamo." www.controchiave.it
Colpisce la grande attualità di un testo scritto quasi 15 anni fa e "ciò che sorprende" commenta Luciano Bevilacqua, musicista dello spettacolo "è come nulla sia cambiato dal 1994... forse l'unica cosa di oggi è ch ci sia la consapevolezza del declino... ma non c'è reazione"... Le musiche che tamburellano l'animo dello spettatore accompagnadolo in un tunnel di emozioni sono rigorosamente dal vivo!
Il testo è un qualcosa di dinamico e avvincente che non annoia anzi porta direttamente alla riflessione... un esempio è la battuta del cattivo-burlone dei propri dipendenti, interpretato da Marco Diorio: "un consiglio: cerca di sollevarti da terra... impiccati!".
La regia (di Massimo Cardinali) è curata nel minimo dettaglio, dove anche gli attori che non partecipano direttamente all'azione svolgono un ruolo di fondamentale vivacità con silenziose interpretazioni che creano ancor più dinamicità nelle scene tutte.
Con "1994"... siamo nel presente 2009!

Dal 29 settembre all' 11 ottobre
Teatro Sala Uno
Piazza di Porta San Giovanni, 10 ore 21


Per maggiori informazioni clicca qui CONTROCHIAVE

04/10/09

Forche Caudine: Identity Festival 1

Sembrava che la nostra identità fosse stata fatta prigioniera dal traffico che voleva tenerci fuori dal festival! Un'ora per uscire da Roma, stesso tempo per arrivare da Caserta a Montesarchio dove si teneva il festival e dove tutti ci aspettavano preoccupati. Alla fine io e Massimo Ghirelli siamo arrivati a destinazione: sala consiliare del palazzo comunale di Montesarchio, dove si è svolto il primo festival sulle identità, sul loro significato intrinseco e sull'essenza stessa del termine "Decifrare le identità:conflitto e solidarietà tra culture e razze". A moderare il dibattito il consigliere delegato di Art Sannio Campania Francesco Antonio Barbato che ha sottolineato come oggi sia difficile una identificazione effettiva dei cittadini in un'unica dimensione: "l'attualità che viviamo non ci permette di trarre spunti per risposte dato che sorgono solo interrogativi, ecco quindi l'interrogarsi necessariamente sulle nostre radici, sulle nostre origini, sul passato.

Da Caserta News e da Il Sannita una sintesi del mio intervento:
Uno spunto differente è stato poi offerto dallo scrittore Jorge Canifa: "io guardo all'identità come concetto di multiculturalità dove il pericolo nasce dalla mancanza di scambio, quando si incontrano culture differenti. La paura delle differenze, in particolar modo la cultura e l'identità dei figli dei migranti offrono uno spunto importante di osservazione. I giovani che si trovano in nuovo paese ospitante partono dalla conoscenza della cultura di provenienza e nel contempo incontrano la curiosità della nuova cultura in cui si inseriscono per formare una nuova personale cultura. L'identità, in questo caso, nasce dal tentativo di trovare se stessi. Il pericolo che vedo è nell'esigenza di recuperare le proprie origini a causa della crisi identitaria adolescenziale cui si può andare incontro quando non ci si sente accettati dalla cultura di cui pure si è parte integrante . E' per questo che l'identità deve nascere dal confronto, giorno per giorno e dallo scambio.

Il dibattito ha inaugurato il primo Identity Festival di Montesarchio presentato dalla Regione Campania, dalla Provincia di Benevento, dal comune di Montesarchio ed organizzato da Art Sannio Campania e proseguirà sino al 4 ottobre con un programma ricco di spettacoli imperniati sulla multiculturalità.








Programma:

Venerdì 2 ottobre
Ore 18.00 - Sala Consiliare Palazzo comunale
Convegno di presentazione
DECIFRARE LE IDENTITA': CONFLITTO E SOLIDARIETA' TRA CULTURE E RAZZE
Relatori:
Massimo Ghirelli - giornalista
Jorge Canifa - scrittore
Diego De Silva - scrittore
Patrizia Giancotti - fotografa
Domenico De Masi - sociologo
Con la partecipazione di
Paolo Cresta - voce recitante

Ore 21.00 - Chiostro di San Francesco
LE MILLE E UNA NOTTE
con Vincenzo Cerami
musiche scritte ed eseguite da Aidan Zammit
Vincenzo Cerami legge il prologo e la prima notte dell'opera, accompagnato dall'artista maltese Aidan Zammit, autore delle musiche originali dello spettacolo.

26/09/09

Daya Nueva

Esos cuatro dias han pasados rapidisimos entre los brazos de la amable Daya Nueva.
¡Ha sido fantastico!
Appena sceso alla stazione di Orihuela ho preso un cafè cortado, poi ho lasciato i miei occhi e le mie braccia avvolgersi intorno alla meraviglia che mi si presentava davanti, con el deseo irrefrenable de conocer cada centímetro de su cuerpo y su alma.
Quando mi sono un po’ ripreso da questa grandissima emozione le insegne luminose mi davano il “bienvenido a Daya Nueva”… era già l’ora in cui in Spagna hanno terminato da poco di cenare e la gente si riversa nelle strade a prendere un po’ di fresco o a gustare l’aria della festa come in questo “pueblo”.
Daya Nueva, così semplice e straordinaria contemporaneamente, me ha sonreido y me ha amado de inmediato ed io l’ho abbracciata mentre bevevo un mojto insieme ad amici appena conosciuti ma che si dimostreranno essere più amici di amici di lunga data.
Tra le sue vie, tra le sue braccia mi sono perso per ritrovarmi poi in un castello circondato dal silenzio tipico delle province spagnole… ninguna noche en mi vida habia estada tan llena de sueños de colores; ninguna noche con una Luna tan romántica y apasionada como la de esos momentos en la Vega Baja!
Quando di nuovo è sorto il sole, ed ho aperto gli occhi, ho gioito d’immenso trovandomi ancora tra le braccia di Daya Nueva che in un attimo mi ha risucchiato nei preparativi della festa, del Certamen: inviti, plotter da appendere, scenografia da allestire, discorsi da preparare!
Quanto movimento, quanta bellezza culturale per un pueblo di 2000 abitanti solamente!
Diversi centri culturali, associazioni, scuole di musica dove coltivare le tradizioni sonore, una biblioteca dove scoprire l’amore per la letteratura e… Daya Nueva, yo te quiero! Tu sei ciò che ho sempre sognato!
E in un attimo è arrivata la sera che mi ha trasformato in un principe che, con le sue Musa e le sue Regine, si reca al gran ballo di corte dove tutti, incuriositi, guardano e applaudono per un semplice gesto come quello di prendere per mano le dame e accompagnarle sul palco…
Daya Nueva Gracias por haberme ofrecido este sueño!
E un grazie, per avermi dato la possibilità di amare Daya Nueva, a: Enca, Marga, Miguel, Mattew, Pepa, Luzmar… straordinari anfitrioni quanto amabili persone che non dimenticherò mai!

25/09/09

Certamen Literario Daya Nueva

Serata magica quella del 19 settembre a Daya Nueva, un “pueblo” tra Murcia ed Alicante... con poco più di 2000 anime artistiche… qui la gente ha nel proprio DNA cromosomi musicali e artistici sviluppati più che in qualsiasi altra regione spagnola. Tutti suonano almeno uno strumento, molti scrivono, nessuno odia l’arte. E allora stare insieme a questa gente della Vega Baja significa alzare lo sguardo verso il Nirvana, significa ritornare uomini in questo mondo sempre più privo di umanità!

Yo soy de un pueblo que canta,
Yo soy de un pueblo que sueña,
Yo soy de un pueblo que tiene el corazón de poeta.

Con questi versi di Miguel HERNANDEZ, che bene fotografano il “carattere” degli abitanti di Daya Nueva, ha avuto inizio la XLI edizione del Certamen Letterario “Daya Nueva” e contemporaneamente la XVIII edizione del Certamen Juvenil “Miguel Hernandez”, entrambi organizzati dall’Asociación Cultural Club Excelsior.
“El Certamen Literario Daya Nueva VUELVE a celebrarse un año más y ello nos llena de orgullo a todos los habitantes de nuestro pueblo” Queste le parole di Margarita Navarro GONZÁLEZ, Presidentessa dell’AA.VV. “Club Exelcior”, associazione organizzatrice del Certamen: “Este encuentro es posible GRACIAS al esfuerzo, la DEDICACIÓN y la ILUSIÓN de muchas personas que creen en la literatura, en la PROYECCIÓN de nuestro pueblo y en el potencial ARTÍSTICO de muchos de nuestros vecinos."

Presenti tutte le autorità del paese, i poeti giunti alla finalissima, le Musa scese dall’Olimpo, le Regine vestite a festa e molti amanti dell’arte del poetare dell’anima nostra e curiosi e curiose.
Il teatro è pieno e caloroso. Tutto il paesino sembra essere dentro il teatro con eleganza e calore tipici solo dei giorni di festa… E che festa a Daya Nueva!
“È un momento sentito da tutti perché qui tutti sono un po’ artisti” sottolinea Dña Encarna Titos Gil.
Ed ecco… si abbassano le luci e si accende lo spettacolo poetico magico e solenne.
Le Regine e le Musa prendono posto sul palco tra gli applausi di tutti nei loro abiti lunghi da miss.
Le autorità ricevono la loro bella presentazione, ringraziano e tornano a sedersi mentre l’emozione già brilla negli occhi delle due presentatrici che incorniciano i passi dell’assente “Mantenedor” Maria de Pau Janer a causa di un problema familiare; gli onori di casa dell’emozionato don Josè María Rodriguez Barberá; i ringraziamenti tanto naturali quanto commoventi di don Vincente Pérez García e… e finalmente il fiore poesia che sboccia d’incanto travolgendo il pubblico in sala.

I primi petali sono per il Certamen Juvenil “Miguel Hernandez” che in questo giorno speciale diventa maggiorenne e che “acoje a jovenes poetas que desean compartir a traves de unos versos, sus sentimientos, sus vivencias, su alma…" e allora che si alzi e salga sul palco il vincitore: Juan Mas Villaseñor con il suo “Cabo Negro”:
(frammento) Ahora caen los cometas sobre un azul
recondito de cuando la gran Nada
se escondió en dos burbujas :
materia, antimteria.

Anzi, che si avvicinino i vincitori perché anche Dña Sabrina Pérez Carranza merita l’alloro sulla testa con la lettera con rima chiastica dedicata a Miguel Hernandez, “Mi poesia intrusa” :
(frammento) Nunca hubo cebolla más dichosa
que aquella que sus nanas dibujaron con tinta
tinta que de sus versos escapa y retinta
con dulzura la voz de ese ninő, el sol y la rosa.

E il pubblico applaude i giovani che sanno regalare ancora sentimenti nobili attraverso la poesia mentre Regine e Musa premiano questi artisti… Poco dopo arriva il momento dei secondi petali dell’evento e…scendono in campo anzi salgono sul palco i vincitori della XLI edizione del Certamen Letterario “Daya Nueva”.
“Carpe Diem” di Juan Lorenzo Collado Gómez vince il premio speciale “Flor Natural”:
(frammento)… ahora que la melancolía
alza un puñal que ya desde hace tempo
maestra hojas de acero,
decimos que el amor
es la caricia de la rutina.

Poi arriva il momento in cui le Musa lasciano lo spazio e l’alloro al vincitore di questa edizione del premio: Josè Luis Hernández Garvi che con la sua pioggia “Lluva” trafigge l’anima dei presenti:
(frammento) Has llegado muy temprano
despertando con ritmo acompasado,
musica que me recuerda
a poemas escritos en el viento,
perdido para siempre,
que nunca serán leídos.

E sotto quest’acqua si alzano scroscianti gli applausi di tutti… e la poesia regna sovrana nell’aria e sopra la pelle emozionando sempre più… parole non casuali visto che la colonna sonora dell’evento aveva la voce di Giorgia Todrani.
La serata magica degli “eroi-poeti” non finisce qui, perché subito inizia una processione laica dove tutti i presenti al Certamen partecipano tra le ali della gente rimasta fuori e per le strade… un o sfilare di "vip" che porterà tutti dall’altra parte del “pueblo” sotto un enorme tendone per un ricco aperitivo e uno straordinario concerto del gruppo musicale ALBALADRE.
Nel mentre di ciò, la sintesi della manifestazione nelle parole di Dña Encarna Titos Gil, tra i giurati dell'evento: “La entrega de premios del 41º Certamen Literario Daya Nueva y del 18º Certamen de Poesía Juvenil Miguel Hernández ha sido todo un éxito. Ha sido un verdadero honor estar allí. ¡Gracias Marga! Ha sido increíble ver cómo trabajas por este Certamen: enh...orabuena, Sra. Presidenta del Club Excelsior. Y gracias a todos los que habéis ayudado de un modo u otro a encontrar solución a la ausencia, en el último momento, de Maria de la Pau Janer.”

E l’evento finisce mentre tutti cantano allegramente!

Gracías Daya Nueva… pueblo que tiene el corazón de poeta!

13/09/09

STOP MGF


Comunicato Stampa girato da Tabanka onlus... condivido e pubblico!


STOP MGF

Mai più mutilazioni genitali femminili

In Italia sono circa 90mila le donne immigrate che hanno subito le pratiche della mutilazione genitale femminile (MGF), diffuse in 28 paesi africani, in Medio Oriente e nel sud est asiatico. Inoltre esiste un alto rischio che le figlie di queste donne, bambine e adolescenti, subiscano tali pratiche nel corso della loro permanenza in Italia o durante un periodo di vacanza nel paese dei genitori”. Questi i risultati presentati da Pilar Saravia, presidente dell’Associazione NoDi – I nostri diritti - a conclusione del progetto STOP MGF, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le vittime di queste pratiche, supportate nel nome della tradizione, sono soprattutto bambine tra i 4 e i 15 anni: l’età a rischio è soggetta ad un graduale abbassamento per evitare eventuali resistenze da parte delle stesse bambine, che, una volta adulte, subiranno con gravi conseguenze psicologiche sofferenze fisiche provocate da malattie, rapporti sessuali dolorosi, infertilità, infezioni e parti pericolosi. L’Associazione NoDi, che da anni s’impegna in azioni concrete per il rispetto della dignità della donna immigrata in Italia, ha affrontato il difficile tema delle mutilazioni genitali femminili attraverso una campagna di sensibilizzazione e di prevenzione tra la popolazione migrante, proveniente dai paesi a rischio e insediata nella Regione Lazio. Il progetto STOP MGF, iniziato nel febbraio 2007, si è sviluppato attraverso tre fasi: formazione degli operatori socio sanitari, curata dal San Camillo – Forlanini, ricerca del fenomeno, realizzata dall’IRPPS-CNR, e sensibilizzazione/prevenzione delle comunità interessate, seguita da NoDi. In venti mesi l’associazione NoDi ha mappato i luoghi d’incontro e dei servizi utilizzati dalle comunità a rischio sul territorio laziale, ha incontrato i mediatori culturali, ha prodotto e distribuito materiale cartaceo sul tema. Ha quindi realizzato incontri di sensibilizzazione e informazione con gruppi di vittime o a rischio di MGF nelle cinque province laziali per un totale di 800 donne. Infine ha realizzato il sito d'informazione www.stop-mgf.org che ospita anche un forum per lo scambio di esperienze. Se nel parlare dell’argomento la prima reazione delle donne coinvolte è la diffidenza, la parola chiave per rompere il silenzio è quella della salute, un diritto garantito dalle leggi nazionali dei paesi a rischio, che tendono a contrastare tali pratiche pur trovando grandi difficoltà nella loro applicazione, soprattutto nel contesto rurale. In Italia le MGF sono un reato punibile con il carcere (Legge 9 gennaio 2006 n. 7): l’obiettivo è quello di scoraggiare l’uso di queste pratiche nella società italiana.


INFO www.stop-mgf.org
UFFICIO STAMPA: email maipiumgf@gmail.com
Maria de Lourdes Jesus cell 3391737455
Ilaria Marchetti cell 3381917190
Francesca Vitalini cell 3393390878

12/09/09

Un po' di storia


Sono arrivato in Italia nel 1979.
Io non ci volevo venire. Stavo troppo bene nella mia terra: Capo Verde. Correre su quelle montagne di Santo Antao per me era il massimo che si potesse avere dalla vita.
Svegliarsi ogni giorno e ascoltare il canto degli uccelli mentre dall'alto dei monti i tuoi occhi scorrono lungo le loro pendici fino giù ad immergersi nell'oceano.
Poi arrivava la colazione spesso a base di "catchupa guisada" o frutta e latte appena munto.
Dopo la colazione noi bambini andavamo ad assumere le nostre responsabilità di gioco. Qualche volta cotruivamo case straordinarie in pietra e rami di cocco che resistevano giorni e giorni e mesi, e lì ci appostavamo per sorprendere le cornacchie che venivano a rubare le spighe di grano degli ampi campi di mio nonno... E rincorrevamo questi corvi armati di urla, fionde, pietruzze... quanto ci divertivamo, quanto ridevamo.
Il nostro compenso erano dei bei tocchi di canna da zucchero che gustavamo seduti in cima ad una rupe pensando alla meraviglia del creato che ci circondava.
E non parliamo, poi, delle escursioni che facevamo di nascosto sulle cime impervie dei monti, nei campi dei vicino per prendere qualche carota, nella cucina della nonna per qualche pezzo di dolce!
Dieci-docici bambini quasi tutti cugini che non facevano che divertirsi dalla mattina alla sera quando stanchi si sedevano intorno ad un fuoco o semplicemente sotto la luce della grande Luna per ascoltare i racconti di vita, di bruxias (streghe), folletti della notte, di terrore e di amore degli adulti e poi svegliarsi qualche volta nel cuore della notte per assistere alla preparazione di qualche festa da parte degli adulti che sempre uccidevano gli animali domestici la notte per non impressionare noi "piccolini", o forse per il fresco della notte!
NO, io non volevo proprio venirci in Italia ma...
Ero piccolo e non potevo decidere, così un giorno mi sono ritrovato in Italia.
Che fatica rinunciare a tutte le mie certezze.
Migrare, specie a quell'età è difficile, perdi tutto: dagli amici ai giochi, dai sogni alla personalità che ti stai costruendo.
Improvvisamente non sei più nessuno.
Per migrare occore coraggio, un atto di coraggio non indifferente. Si dovrebbe assegnare un "premio Nobel per la Pace", anche simbolico, alla migrazione.
Io ho perso tutto... ma piano piano mi sono ricostruito ed ho iniziato dalla musica! Anzi la musica mi ha riportato dentro il sogno, cantando a squarciagola con gli amici che nel frattempo mi ero fatto e dopo un anno sono ritornato nel mondo, sono rinato grazie a queste tre canzoni che fanno la storia della mia vita perchè sono le tre canzoni italiane che ho cantato per prima, sono le tre canzoni che dopo 29 anni risuonano ancora nella mia testa e mi portano sul confine tra Capo Verde e Italia; sono tre canzoni che difficilmente dimenticherò; sono tre Musa: "Bella Ciao" canto partigiano, "Tu sei l'unica donna per me" di Alan Sorrenti, "Alla Fiera dell'Est" di Angelo Branduardi...
Quell'estate nella colonia estiva di Giulianova, 1980, sono rinato un po' italiano.

08/09/09

Nha Vida

sito di Lura www.luracriola.com

LURA da Capo Verde con Energia

Passione, energia, giovinezza e bellezza, esperienze teatrali e di danza, soprattutto una voce speciale e una grande convinzione culturale fanno di Lura, trent'anni, una stella in ascesa della musica portoghese con radici africane. Nata a Lisbona nell'anno dell'indipendenza delle isole di Capo Verde dal Portogallo - divenute, dopo aver guarito le ferite, un paese ospitale - Lura esplora, della musica di quei piccoli sassi vulcanici lanciati dal Senegal nell'Oceano, non solo la morna resa celebre da Cesaria Evora, ma tutti gli stili: oltre alla malinconia, al languore e alla dolcezza, la vitalità e l'allegria travolgente. (tratto da e-cremona.it)

Lura Anima e Corpo

Grazie al successo dell' album seguente “M' bem di Fora” che esce nel 2006, Lura solca il mondo e conquista un pubblico sempre più fedele ed attento alla sua musica, ed è attraverso di lei che le giovani generazioni capoverdiane riscoprono il patrimonio musicale locale, ballando, innamorandosi e piangendo sui ritmi amati dai loro genitori o dai loro nonni. Album della maturità, “M' bem di Fora” pone le basi delle sue canzoni future e del nuovo album “Eclipse”. Oggi, Lura rivendica corpo e anima delle sue radici capoverdiane, come per trascenderle meglio: “Canto le suggestioni di Sao Tiago e Santo Antao, delle isole che sono la terra di mio padre e mia madre. Perché cantare la musica di Capo verde è la gioia di arrivare a toccare cose sepolte in me che non sospettavo nemmeno di conoscere”. (tratto da marsala.it)

LURA una foto insieme!

Ho avuto l'onore di incontrare questa voce del firmamento capoverdiano nel 2006, al Congreso dos Quadros (Evento che riporta, ogni quattro anni, i capoverdiani sparsi nel mondo, a casa per riflettere e discutere i grandi temi della nostra capoverdianità), in questa occasione ho avuto il piacere di conoscere non solo la cantante ma anche la persona, di cui anche la sua aurea umana è grande davvero! Di seguito una foto insieme ad uno dei miei miti capoverdiani!


Lura e la sua "NHA VIDA"

Nha Vida
Hoji n`odjal

Hoji n`odja homi di nha vid
a
Ê
cenam Ku mon n`fica sima pomba perdida
N`amor bem dam razon di vivi

Bem intchi nha vida di kusa fasi

Nhas horas alegri n`krê passa Ku bó
Nhas horas tristi n`krê passa ku bó

Nha passa tempo n`krê passa ku bó

N`amor ami n`naci pam vivi ku bó

Bem pegam no mom
Bem lebam ku bó
N`krê bai na bu ragass

Bem inxinam tudo kusa k`inda n`ka sabi

Be
m lebam ku bó inxinam tudo kel ki bu prendi na vida
N`amor bem dam razom di vivi
Bem intchi nha vida di kusa fasi

N`sta raserva nha vida pa bó

N`amor ami n`naci pam vivi Ku bó

Ó kim sta ku bó pa mim mundo ka existi màss

Ó kim sta ku bó mundo feto só di nôs dôs


Nha Vida (Vita Mia)
Oggi l'ho visto

Oggi ho
visto l'uomo della mia vita
Mi ha fatto un cenno con la mano ed io mi sono sentita una colom
ba persa (mi ha accennato con la mano ed io quasi svenivo).
Amore mio, vieni a darmi ragione di vivere

e indicami cosa devo fare nella mia vita

nelle ore felici io vorrei stare con te

nelle ore tristi io vorrei stare con te

nel passatempo io vorrei stare con te
Amore mio,
io sono nata per vivere con te!

Vieni prendimi per mano

e portami via con te

Vorrei andarmene tra le tue braccia

Vieni e
insegnami tutto quello che ancora non so
vieni e insegnami tutto quello che tu hai imparato nella vita
Amore mio, vieni a darmi ragione di vivere

e indicami cosa devo fare nella mia vita

Riserverò la mia vita per te (Ti aspetterò)

Amore mio, io sono nata per vivere con te!

Per me, quando sto con te il mondo non esiste più

Per
me, quando sto con te il mondo è solo per noi due!

Nha Vida (Mi vida)
Hoy le he visto
hoy he visto el hombre de mi vida

me hizo un seña y me sentía como una paloma pérdida.

Mi amor, ven a darme la razón de vivir

mostrarme qué debo hacer en mi vida
en las horas felices yo quiero estar contigo
en horas tristes yo quiero estar contigo
en el pasatiempo yo quiero estar contigo
Mi amor, yo he nacida para vivir contigo
Ven y tómame de la mano
y llevame con ti
quiero dejarme en tus brazos
Ven y me enseñe todo lo que yo no conozco
ven y me enseñe todo lo que has aprendido en tu vida
Mi amor, ven a darme la razón de vivir
Muéstrame qué debo hacer en mi vida
Dedicaré mi vida a ti (Te esperaré)
mi amor, yo he nacida para vivir contigo!
Para mí, cuando estoy contigo, el mundo ya no existe
Para mí, cuando estoy contigo, el mundo es sólo para nosotros!

05/09/09

The Untouchable

foto inviata da Marco Medaglia

Ci sono immagini che parlano più di mille parole!

Mentre i giovani italiani si chiedono dove sta andando l'Italia e perchè in questo paese un uomo abbia così tanto potere tanto da annullare l'opposizione politica, abbia tanto potere da annichilire gli organi di informazione, abbia tanto potere da zittire la Chiesa (simbolo già di estremo potere decisamente incontrastato- fin'ora!), abbia il potere di oltragiare l'Europa e i leader Europei e Presidente Americano, abbia il potere di crearsi delle leggi ad personam, abbia il potere di circuire minorenni senza la benchè minima contestazione popolare... Oltreoceano il virus dell'umana reazione produce questo significativo manifesto.
Tale Manifesto è stato fotografato in questi giorni per le vie di New York.
Accanto l'immagine la scritta:
He rules Italy ----- Governa l'Italia
with absolute power.----- Con Potere Assoluto.
No one can touch him.----- Nessuno può poccarlo.
No one can stop him.----- Nessuno può fermarlo.

Aldilà di quello che posso pensare io (tanto sono straniero e non conto una "minchia" in questo paese "democratico), mi viene spontaneo riflettere sulla risposta, sul feedback, che oltreoceano ne uscirà fuori non della persona in questione ma degli italiani stessi!
Meditiamo gente, meditiamo!


28/08/09

Questi maledetti, sporchi, inaffidabili immigrati

inviato da Raffaele Sena

Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l´acqua, molti di loro PUZZANO perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l´elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali."
"Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell´Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

Dalla relazione dell´Ispettorato per l´Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912


inviato da
Roberta Lombardi

Quando i migranti eravamo noi
"I nos
tri morti gettati nell'oceano"
di GIULIA VOLA

BUENOS AIRES - Loro muoiono nel Mediterraneo. Quando gli emigrati eravamo noi, morivamo nell'Atlantico. "Buttarono nell'Oceano donne, un bambino e molti vecchi, in tutto quasi venti persone. Così raccontava mio padre". Maria Dominga Ferrero vive in provincia di Cordoba, in Argentina, nella casa che suo padre comprò quando, nel 1888, arrivò alla "Merica" a bordo del 'Matteo Bruzzo'. Una casa con i muri bianchi, la cucina grande, le stanze ariose e l'orto nel retro. "In barca gli dicevano 'coma esto, gringo de mierda', mangia questo. Era pane e vermi. Vide morire di fame una donna incinta. Ma cosa poteva fare?".

23/08/09

Un po' di storia

da www.elezioni.comune.roma.it

Nell'autunno del 2003 ebbe inizio quella che a tutt'oggi rappresenta un fallimento per il comune di Roma: la gara per l'elezione del consigliere aggiunto. Perchè di gara si è trattato, tutti attratti da una coppa "posto di lavoro". Il fallimento era alla radice perchè non c'era nessun criterio di votazione. I candidati dovevano solo raccogliere un tot numero di voti per poter essere inseriti nelle liste elettorali. Cosa che fu assai facile... chi vive nel mondo della migrazione non ha difficoltà a trovare nei nomi senza impegno specifico. Da qui si può vedere che tutti potevano partecipare, anche chi era appena arrivato in Italia e non conosceva niente della realtà culturale e multiculturale del territorio. L'importante non era conoscere ma avere il maggior numero di voti. Democrazia? Insufficienza direzionale, del comune di Roma direi! Ovvio che la vittoria era già certa per quei paesi che avevano un gran numero di migranti in Italia: Filippine, Marocco, Romania, Bangladesh... Ciononostante decisi di partecipare solo perchè non volevo che il mio paese restasse fuori da questo che comunque rappresentava una novità (forse storica) per Roma. Mi sono candidato l'ultimo giorno utile... fino all'ultimo ho sperato che qualcun'altro capoverdiano si candidasse così da lasciarmi fuori... E Ho scelto volontariamente di non partecipare per il Comune, perchè i giochi erano già prestabiliti certamente, ma di partecipare per il mio municipio il V... potevo contare solo su 16 voti dei miei connazionali; Il Bangladesh su oltre 500 voti, poi a seguire romania, Perù e a seguire gli altri. I Candidati del Bangladesh erano due e non mi spaventavano perchè il mio obiettivo non era vincere, ma "esserci a nome del mio paese". Ciononostante avevo deciso di dare il meglio e organizzai la mia "CAMPAGNA ELETTORALE". Attraverso un amico di via del Cerchi riuscii ad avere l'elenco ti tutti i votanti. Feci una selezione dei possibili votanti e recapitai casa per casa le lettere da me scritte e imbustate... tutto a mie spese perchè il comune di Roma a noi candidati non ha mai dato neppure un solo centesimo per queste elezioni finanziate dall'Unione Europea. La mia campagna me la sono giocata da solo, con l'aiuto dell'allora mia compagna Maria Auxiliadora Gomes. Qualche volta mi è capitato di incontrare qualche "potente" candidato che mi abbia espressamente chiesto di allearmi con lui perchè tanto era scontata la propria vittoria... Naturalmente, per essere leali verso gli altri e coerente con le miei idee, non ho accettato proposte di alleanze con nessuno, nonostante non ci perdessi niente. Sono stati dei mesi antecedenti le votazioni anche molto interessanti con cene e incontri e scambi di voti con i candidati al Comune che non vedendomi come avversario cercavano di fare patti "di voto" con me: io assicuravo loro il voto dei capoverdiani al comune e loro in cambio mi davano i voti dei loro compaesani al municipio... Sapendo che i loro voti non mi sarebbero mai arrivati perchè come li promettevano a me li promettevano ad altri, ho accettato solo la loro amicizia e dato loro un po' di spazio nel programma radio capoverdiano "Radio Bleza", dicendo loro che dovevano conquistarseli i "capoverdiani"... In questo strano gioco, dove tutti mi cercavano, ma io non "avevo interesse" a dar retta a nessuno, io comunque mi sono divertito, anche sapendo che potevano vincere persone che non sapevano niente di intercultura perchè mai avevano fatto intercultura in Italia... Ridendo e scerzando è arrivato il giorno del giudizio... Partito con 16 voti sono arrivato al traguardo con 73 voti... Una vittoria che... non verrò eletto consigliere ma... qualche tempo dopo vice-presidente della Consulta per l'Emigrazione del V Municipio... ma questa è un'altra storia che presto vi racconterò.

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE
J. Canifa Alves, l'On.le M. Monteiro, l'On.le Frias, l'On.le Sousa, rappresentante Caritas F. Pittau

Un libro può salvare la vita

  • edgar allan poe - racconti
  • Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine
  • Isabel Allende - il piano infinito
  • Luis Romano - famintos
  • Michael Ende - la storia infinita

MONDO MIGRANTE

Los Angeles – Charlize Theron è diventata cittadina americana. Ad annunciarlo la stessa attrice durante il David Letterman Show: “ho sempre desiderato essere cittadina americana, ma loro non volevano accettarmi… Ho dovuto studiare. Inoltre era difficile non pensare a qualche trucco all’esame, come quando a me, di madrelingua inglese e sudafricana, è stato dato un foglio e mi è stato chiesto di scrivere correttamente la frase: è una giornata di sole”.

Un premio Oscar all’ umorismo americano… ma si diamo loro anche un “Tapiro d’oro”.

Le rivoluzioni non necessariamente rappresentano delle soluzioni... sicuramente ti danno linfa vitale!

RAIZ-LONGE

RAIZ-LONGE
dietro: Benny Hopffer Almada, Giovanni Mone, Alfredo Pierantozzi; al centro: Marta Poretti, Viviana Alves, Jorge Canifa Alves, Cateline Hopffer Almada, Lorena Salvatori, Walter do Rosario; in basso: Hamdi Dahir, Linda Evora, Aderico Brito.