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21/01/26

Maria José Mendes Evora


38 ANNI DI RACCONTI 
DI MARIA JOSÉ MENDES EVORA 


La Nascita del Sogno

​Maria José, che tutti chiamano Mizé, è nata nell'arcipelago di Capo Verde, un luogo di sole e mare. Fin da piccola, il suo sguardo era rivolto oltre l'orizzonte, sognando un futuro fatto di conoscenza e opportunità. La sua infanzia è stata segnata dalla bellezza della sua terra, ma anche dalla consapevolezza delle sfide.


Il Perno Spezzato e la Forza della Famiglia

Nel 1972, la vita di Mizé subisce un duro colpo: perde la madre, il "perno" della famiglia. Questo evento la costringe a crescere in fretta, ma rivela anche la straordinaria forza dei suoi cari. Il padre, un uomo amorevole, e il fratello maggiore, giovanissimo, decidono di emigrare per sostenere la famiglia, mostrando un amore e una dedizione che rompono ogni stereotipo.


Il Viaggio e le Prime Sfide in Italia

Nel 1979, Mizé stessa compie il grande passo e arriva in Italia. Le prime esperienze sono a Napoli, una città vibrante e affascinante che le ricorda la sua Capo Verde. Tuttavia, Mizé cerca qualcosa di più, un modo per realizzare il suo desiderio di studiare e contribuire attivamente.


I Libri, la Conoscenza e il "Noi"

Il trasferimento a Roma apre le porte della conoscenza. Con grandi sacrifici e determinazione, Mizé si iscrive alla Pontificia Università Gregoriana. Qui, l'incontro con altre realtà migranti le fa comprendere che i problemi sono spesso comuni. Nasce in lei la consapevolezza del "Noi", un concetto potente che, attraverso l'unità, può generare cambiamento e successo per l'Africa e il mondo intero.


CAVALIERE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA 


Mizé trasforma ls sfida della propria vita in partecipazione attiva arrivando ad ottenere un importante riconoscimento. Infatti il culmine del suo percorso è la nomina a Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2001), simbolo del successo della sua integrazione e del suo impegno sociale. 



di Jorge Canifa Alves 
e il laboratorio di Casa Madre

38 ANNI DOPO






38 Anni di Racconti

di Maria José Evora



​1. Introduzione: L'impatto del libro

​Il libro cattura il lettore fin dalle prime pagine per due motivi fondamentali:

  • Lo stile: Un linguaggio semplice, chiaro, privo di fronzoli. L’autrice inserisce termini in creolo (come Mãegatchada, Ringue o Roda) senza appesantire la lettura, ma offrendoli come "piccoli gioielli" che evocano l'anima di Capo Verde.
  • L’universalità: Pur essendo una storia specifica, chi legge sente che quella storia gli appartiene. È un "film" fatto di volti amici, odori di caffè e cachupa, e il desiderio pulsante di emigrare per trovare un futuro migliore.

​2. Le Radici e il "Perno" che si spezza

​Il racconto biografico parte dal 1979, ma le radici affondano nel 1972, anno in cui la vita di Mizé cambia drasticamente:

  • Il trauma: La perdita improvvisa della madre, il "perno" della famiglia. Un evento crudo che la proietta precocemente nell'età adulta.
  • La figura maschile: Il libro rompe gli stereotipi sull'uomo capoverdiano. Vediamo un padre amorevole e protettivo e un fratello che, a soli 15 anni, si assume la responsabilità di emigrare per sostenere la famiglia.
  • Il sogno di studiare: Nonostante le difficoltà e la vita tra le isole (Boa Vista, Sal, São Vicente), il desiderio di Mizé è chiaro: studiare.

​3. L'Arrivo in Italia: Da Napoli a Roma

  • Napoli: Una città magica che le ricorda la sua terra, ma dove la "routine" non le basta.
  • Roma e la svolta: Il trasferimento a Roma segna l'inizio della realizzazione accademica. Con grandi sacrifici, Mizé studia con impegno presso la Pontificia Università Gregoriana.
  • La dimensione del "Noi": L'incontro con altre realtà migranti a Roma le fa capire che i problemi sono comuni. Nasce la consapevolezza che il concetto di "Noi" è la chiave del successo per l’Africa e per il resto del mondo.

​4. Il Focus: La Donna nella Migrazione

​A partire dal secondo ciclo di studi (1998), Mizé approfondisce un tema a lei carissimo: la condizione femminile.

  • Oltre lo sguardo maschile: Mizé analizza la migrazione con uno sguardo da "protagonista" femminile.
  • La donna capoverdiana: Una figura di grande importanza qualitativa, impegnata su più fronti e capace di una visione a 360°.
  • L'Interazione (non solo integrazione): Il passaggio dal lavoro umile ("dal piumino al computer") alla partecipazione attiva. La donna migrante non è solo un soggetto che riceve aiuto, ma un elemento decisivo di cambiamento sociale.

​5. L'Impegno Istituzionale e le Conclusioni

​Il percorso di Mizé non resta teorico, ma diventa azione concreta:

  • 1997: Entra a far parte del Tavolo delle Donne presso la Presidenza del Consiglio.
  • 2001: Riceve l'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.
  • Il Ruolo Multiforme: La sintesi della sua identità — Donna, Moglie, Madre, Figlia e Migrante — che, nonostante la nostalgia e le barriere burocratiche, trova forza nell'interazione e nel sostegno ai più piccoli (Bambini di Boa Vista).
  • Conclusione: Il libro di Mizé è un viaggio che parte dal dolore personale per arrivare a un'energia collettiva, dimostrando che la migrazione, se vissuta con consapevolezza, è una risorsa inestimabile per la società intera.


Jorge Canifa Alves 


20/01/26


​✊ 20 GENNAIO: AMÍLCAR CABRAL VIVE NELLE NOSTRE AZIONI

​Oggi non ricordiamo solo un uomo, ma un’idea che non può essere uccisa. In questo 20 gennaio, come rappresentante del PAICV in Italia, onoriamo la memoria di Amílcar Cabral, il padre della nostra indipendenza e la bussola della nostra dignità.

​Cabral ci ha insegnato che la libertà non è un traguardo statico, ma un processo continuo di liberazione dalla fame, dall'ignoranza e dall'ingiustizia.

Amilcar Cabral


​🏗️ Oltre i Monumenti: La Politica del Popolo

​Cabral era un uomo di terra e di popolo. Egli non avrebbe voluto costruire monumenti costosissimi e sfarzosi, cattedrali nel deserto che celebrano il passato o se stessi dimenticando il presente e il popolo. 

​Il suo spirito pragmatico ci direbbe che il miglior modo per onorarlo oggi è:

  • Rafforzare i trasporti: unire le nostre isole e i nostri cittadini con infrastrutture efficienti.
  • Sconfiggere la povertà: mettere le risorse della nazione al servizio dei più deboli.

​Per Cabral, la sovranità ha valore solo se si trasforma in un piatto di cibo in tavola, in una scuola aperta e in una vita dignitosa per ogni capoverdiano.

​🇮🇹 La nostra missione in Italia

​Dalla diaspora, qui in Italia, il nostro compito è restare uniti. Non siamo solo custodi di una memoria, ma motori di progresso. Dobbiamo pretendere una politica che, come insegnava Cabral, "non dica bugie e non mascheri le difficoltà".

​Oggi non piangiamo un martire, ma rinnoviamo un giuramento: quello di mettere sempre il bene del popolo davanti a tutto.

Amílcar Cabral vive nel nostro impegno quotidiano!

Gloria eterna al nostro eroe! 🇨🇻

04/01/26

Colonnello Quaritch: Il Venezuela ha osato dire "NO"

PANDORA È SOTTO ATTACCO


Immagina il Venezuela come se fosse Pandora, il mondo rigoglioso di Avatar. In questo momento, quel mondo è sotto attacco, e non per caso.

​Ecco cosa sta succedendo, spiegato con i termini che conosci bene:

​1. L'Attacco della RDA (Le Grandi Potenze)

​Alle sette di stamattina, il Venezuela è stato colpito da esplosioni e blackout. Non è una "discussione tra politici", è un attacco militare vero e proprio. Perché sta succedendo? Proprio come la RDA voleva l'Unobtainium su Pandora, le grandi potenze (guidate dagli USA) vogliono il petrolio del Venezuela. Il Paese ha le riserve più grandi del mondo e ha deciso di tenersele per il proprio popolo invece di svenderle alle multinazionali. Questo, per i "Popoli del Cielo", è imperdonabile.

​2. La Resistenza dei Na'vi (Il Progetto Bolivariano)

​Anni fa, con Hugo Chávez, il Venezuela ha fatto come Jake Sully: ha detto basta alla sottomissione. Hanno cercato di dare dignità ai poveri, a chi era "invisibile", rimettendo al centro la propria terra. Difendere il Venezuela oggi è come difendere l'Albero delle Anime: significa difendere l'idea che un popolo possa decidere il proprio destino senza chiedere il permesso a Washington o ai mercati globali.

​3. La Guerra dell'Ombra: Sanzioni e Propaganda

​Prima delle bombe, hanno usato l'assedio. Hanno bloccato cibo e medicine (le sanzioni) per indebolire la popolazione, e ora usano quella sofferenza come scusa per attaccare, dicendo che lo fanno "per il bene della gente". Hanno persino usato il Premio Nobel come uno strumento di propaganda per dare un volto pulito a chi vuole solo distruggere il progetto bolivariano.

​4. Il "Colonnello Quaritch" della situazione

​In tutto questo, Donald Trump si muove come il colonnello Quaritch: non usa giri di parole o diplomazia. Va dritto al punto con la forza, il ricatto e la guerra. Per lui non contano i diritti umani, conta solo chi comanda e chi si deve sottomettere.

In breve: Il Venezuela oggi è come un clan Na'vi che ha osato dire "No" all'invasore. Per questo viene bombardato e affamato. Chi dice che è colpa loro mente: è una guerra per le risorse e per il controllo.


Il Venezuela ha scelto di non allinearsi e ora ne paga il prezzo. Per questo va difeso! Viva Bolivar!

02/12/25

OGNI CULTURA È METICCIA

🫆GIKA🫆

Ogni cultura è meticcia


  • Identità, appartenenza e meticciato culturale.
  • La critica alle definizioni rigide.
  • La forza generatrice dell'energia e del racconto.

​1. "Ogni cultura è meticcia"

​Questo punto evidenzia il rifiuto di una cultura monolitica e statica. Saba Anglana, essendo un "intreccio vivente di storie, destini, umori" (come spesso viene definita per le sue radici tra Etiopia, Somalia e Italia), incarna il concetto che ogni cultura è intrinsecamente meticcia e contaminata.

  • Meticciato: Non è solo un incrocio etnico o geografico, ma un mescolamento continuo di linguaggi, narrazioni e memorie.
  • Rifiuto della "patente d'identità": L'artista non cerca una singola definizione, ma abbraccia la sua complessità, riconoscendo che nessuno può dare l'autorizzazione al proprio sé.

​2. La "Libertà Culturale" e il Bisogno di "Appartenere"

SABA sottolinea che la vera libertà culturale non è l'assenza di legami, ma la scelta consapevole di appartenere.

  • Libertà di scelta: "Libertà culturale c'è quando incardiamo gli altri... scegliamo di 'APPARTENERE'..." Implica un'azione attiva e non passiva. Scegliere a chi e a cosa appartenere è un atto di libertà che si compie includendo gli altri nella propria narrazione.
  • Casa come tema, racconto e voce: Per Anglana, il senso di "casa" non è legato a un luogo fisico, ma a un luogo che si può ricostruire attraverso il racconto e la voce. La voce, intesa come strumento espressivo e narrativo (canto, recitazione, scrittura), diventa metaforicamente "uno strumento libero" che permette di costruire la propria appartenenza ovunque.

​3. "Energie, scontro continuo tra i caos per questo scegliamo di 'APPARTENERE'..."

​Questo è un punto cruciale che lega l'identità al concetto di energia generatrice e di conflitto.

  • Caos e Scelta: L'esistenza è vista come un'esplosione, un'energia primordiale e uno "scontro continuo tra i caos" (le molteplici storie, radici, culture, lingue, conflitti ereditati).
  • L'Appartenenza come Ancoraggio: In questo caos, la scelta di "APPARTENERE" (a storie, a comunità, a un racconto) è un bisogno psicologico e un modo per dare ordine e significato, non per annullare i conflitti, ma per gestirli e usarli come risorsa. I "nostri testi" (le nostre narrazioni personali) sono il fondamento su cui si costruisce questo senso di sé.

​4. Critica alle "Definizioni"

​In SABA ANGLANA abbio il rifiuto di etichette rigide, un tema ricorrente nell'opera di Saba Anglana (ad esempio nel romanzo La signora Meraviglia).

  • "Gika è la linea che definisce la vita": L'uso del termine gika evidenzia il punto di inizio della vita umana a partire all'ombelico di ognuno di noi. Rafforza il concetto di "definizione", come appartenenti tutti allo stesso concetto di vita, alla stessa linea e mette in luce la sua avversione per le definizioni. Per lei, le definizioni sono "recinti" che limitano, mentre la sua attitudine, quella di Saba e di Gika, è quella di "travalicare i confini" e cercare continui attraversamenti.
  • Sguardo senza preconcetti: La via alla libertà è, in sintesi, uno "sguardo senza preconcetti" che riconosce la complessità e la stratificazione dell'identità.

​5. "LINEA — ALBA"

​Gika è la linea... E la linea è spesso anche un confine, un limite (come quello che separa l'ALBA dal giorno). Anglana, come si evince dalle sue opere musicali e narrative, invita ad avere la forza di attraversare queste linee, queste paure, per raggiungere una dimensione di meticciato e comprensione reciproca.

Il concetto di Saba Anglana di Gika è un inno all'identità dinamica e complessa: un'identità che nasce dal caos e dal meticciato, si realizza nella libertà di scegliere a chi e a cosa appartenere, e rifiuta ogni rigida "patente" o "recinto" culturale.

La linea ti permette di avere uno sguardo diverso sul mondo perché offre una visione poliedrica del mondo stesso. 



14/05/16

Un Mare di Plastica





















Un Mare di Plastica
Inizia tutto con una storia romantica di una famiglia e la loro piccola impresa di produzione di sapone, finchè c'è il desiderio di restare nella normalità la vita scorre più o meno bene nonostante i vari problemi quotidiani. Poi, non si sa quando realmente inizia il dramma ecologico che porta la piccola famiglia a diventare una grande industria inquinante... sta di fatto che, senza quasi accorgersene i vari personaggi che si alternano in scena sono positivamente e/o negativamente risucchiati dall'avida necessità di crescita, espansione, produzione, consumo e plastica. Una plastica che si insinua nella vita di tre generazioni e silente crea e spezza legami affettivi fino a conquistarsi uno spazio a se stante nel bel mezzo dell'oceano: ed è UN MARE DI PLASTICA ossia IL SESTO CONTINENTE che diventa oggetto di attenzione turistica più che presa di coscienza di un dramma dell'intera umanità.
Il dramma è di scena quasi come una pellicola di plastica e come questa più che nascondere, preserva gli orrori che può contenere più o meno visibilmente all'umanità ma tra menefreghismo, corruzione e avidità il dramma aumenta fino all'inverosimile, fino ad esplodere dentro l'anima delle generazioni future che non potranno nasconderla neppure "condividendola" con lo spazio.


Liberamente tratto da "Il sesto continente" di Daniel Pennac, ha visto la partecipazione di un team internazionale di traduttori, che hanno adattato il testo ad un pubblico italiano.

Lo spettacolo, che vede in scena nove attori provenienti da diverse parti del mondo, può essere descritto come un surreale viaggio alla scoperta delle conseguenze del consumismo, una riflessione sulla destinazione ultima dei rifiuti che ognuno di noi produce incessamente.


Uno spettacolo ironico e pungente, che prende spunto dalla scoperta del sesto continente di plastica, un'area grande quattro volte l'Italia che galleggia al largo dell'Oceano Pacifico.



 

I costumi di scena sono stati interamente realizzati con materiale riciclato, grazie alla collaborazione di due costumiste provenienti da background differenti: Erika Perotti (Spagna) e Gaia Vona (Italia)

La regia è curata da Silvana Mariniello che ancora una volta ci stupisce per la sua geniale sensibilità a tematiche "comuni" e la grande capacità di unire attore diversi tra loro e di saperli giostrare alla perfezione.

La regia è ben curata nei minimi particolari e riempie di emozione.
Questo ancche grazie agli ottimi effetti luce e alle musiche di Egidio Grasso.


 Gli attori tutti straordinariamente carichi in scena sono interpreti eccezionali di forti emozioni. 
La scarsità di attori maschili avrebbe potuto limitarne in qualche modo la potenza, ma le ragazze hanno saputo degnamente vestire i panni maschili, dissipando ogni gap di genere.
Attori tutti promossi a pieni voti, una nota in più per Lara Panizzi e Francesca Gambini per essersi perfettamente calati nei "pantaloni" di un geniale Matteo e un inquietante (o inquinante) Padrino.
Anche l'attore bengalese Iktear Uddin merita qualcosa di più... di madrelingua urdu recitare in quel italiano appreso in pochi anni, e sostenere una lunga parte non è sicuramente facile, ma lui lo ha fatto con naturalità, come se l'italiano fosse da sempre la sua lingua.

> Con il contributo di: Collettivo di traduttori internazionali
> Regia e adattamento di: Silvana Mariniello
> Interpreti: Angela Silvana Albanese, Ameté Pierozzi, Daniela Illanes, Dora Vinci, Ester Carbone, Francesca Gambini, Iktear Uddin, Lara Panizzi, Patrizia Murgia
> Luci e Suoni: Egidio Grasso
> Costumi: Erika Perotti, Gaia Vona

> fotografie di: Alice Dente



Officine Culturali INsensINverso
Via Vaiano 7 (Magliana, Roma)

 www.insensinverso.org
Lo spettacolo "Un mare di plastica", andrà in scena il 13 e 14 Maggio 2016 all'interno delle Officine Culturali INsensINverso, in via Vaiano 7, nel quartiere della Magliana, a Roma.

Ingresso a sottoscrizione libera


04/12/15

DREADLOCK l'antipanico

Il mondo è dominato dal PANICO, dalla macrocriminalità, dalla morte, dalla distruzione totale, dalla fame, dalla deforestazione, dal non rispetto per la natura... Ora c'è un nuovo eroe che combatte contro tutto questo:
D R E A D L O C K : l'ANTIPANICO
passate parola! 

seguilo su#‎italiancomics‬

http://www.italiancomics.it/mostralfonso/dreadlock_lantipanico
http://www.italiancomics.it/mostralfonso/dreadlock_lantipanico

17/11/15

Viaggio in Bianco e Nero

VIAGGIO IN BIANCO E NERO
(il viaggio è un dovere!)
di ALESSANDRA ALTAMURA

Scontato € 13,60 (Prezzo di copertina € 16,00) su www.ibs.it

Dati 2015, 370 p., brossura
Editore Ass. Culturale Il Foglio  (collana Narrativa)



Celeste è una donna bianca, ma la sua anima si è formata nel cuore dell'Africa. Vive a Firenze, qui insegna danza e percussioni africane. Bamba è un uomo nero, ma è cresciuto a Milano, dove fa il giornalista. Entrambi viaggiano per lavoro, ma soprattutto per l'instancabile desiderio di ricerca, di conoscenza, di verità. Drissa è un bambino originario di un piccolo villaggio della Costa d'Avorio. Arriva sulle coste italiane come profugo a bordo di un barcone e, rimasto orfano, viene accolto in una Comunità per minori. Queste tre vite si incontrano attraverso il viaggio... 


Alessandra Altamura: Docente di lettere in ruolo nella scuola media di Altopascio, in possesso della certificazione Ditals per la didattica dell’italiano a stranieri. Ha maturato numerose esperienze educative in ambito lavorativo e personale, dal campo nomadi al carcere minorile.

Ha la passione della scrittura e a settembre 2012 è stato pubblicato il suo libro d’esordio.

Collabora con Zefiro per i corsi di italiano L2.

 

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE
J. Canifa Alves, l'On.le M. Monteiro, l'On.le Frias, l'On.le Sousa, rappresentante Caritas F. Pittau

Un libro può salvare la vita

  • edgar allan poe - racconti
  • Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine
  • Isabel Allende - il piano infinito
  • Luis Romano - famintos
  • Michael Ende - la storia infinita

MONDO MIGRANTE

Los Angeles – Charlize Theron è diventata cittadina americana. Ad annunciarlo la stessa attrice durante il David Letterman Show: “ho sempre desiderato essere cittadina americana, ma loro non volevano accettarmi… Ho dovuto studiare. Inoltre era difficile non pensare a qualche trucco all’esame, come quando a me, di madrelingua inglese e sudafricana, è stato dato un foglio e mi è stato chiesto di scrivere correttamente la frase: è una giornata di sole”.

Un premio Oscar all’ umorismo americano… ma si diamo loro anche un “Tapiro d’oro”.

Le rivoluzioni non necessariamente rappresentano delle soluzioni... sicuramente ti danno linfa vitale!

RAIZ-LONGE

RAIZ-LONGE
dietro: Benny Hopffer Almada, Giovanni Mone, Alfredo Pierantozzi; al centro: Marta Poretti, Viviana Alves, Jorge Canifa Alves, Cateline Hopffer Almada, Lorena Salvatori, Walter do Rosario; in basso: Hamdi Dahir, Linda Evora, Aderico Brito.