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12/09/09

Un po' di storia


Sono arrivato in Italia nel 1979.
Io non ci volevo venire. Stavo troppo bene nella mia terra: Capo Verde. Correre su quelle montagne di Santo Antao per me era il massimo che si potesse avere dalla vita.
Svegliarsi ogni giorno e ascoltare il canto degli uccelli mentre dall'alto dei monti i tuoi occhi scorrono lungo le loro pendici fino giù ad immergersi nell'oceano.
Poi arrivava la colazione spesso a base di "catchupa guisada" o frutta e latte appena munto.
Dopo la colazione noi bambini andavamo ad assumere le nostre responsabilità di gioco. Qualche volta cotruivamo case straordinarie in pietra e rami di cocco che resistevano giorni e giorni e mesi, e lì ci appostavamo per sorprendere le cornacchie che venivano a rubare le spighe di grano degli ampi campi di mio nonno... E rincorrevamo questi corvi armati di urla, fionde, pietruzze... quanto ci divertivamo, quanto ridevamo.
Il nostro compenso erano dei bei tocchi di canna da zucchero che gustavamo seduti in cima ad una rupe pensando alla meraviglia del creato che ci circondava.
E non parliamo, poi, delle escursioni che facevamo di nascosto sulle cime impervie dei monti, nei campi dei vicino per prendere qualche carota, nella cucina della nonna per qualche pezzo di dolce!
Dieci-docici bambini quasi tutti cugini che non facevano che divertirsi dalla mattina alla sera quando stanchi si sedevano intorno ad un fuoco o semplicemente sotto la luce della grande Luna per ascoltare i racconti di vita, di bruxias (streghe), folletti della notte, di terrore e di amore degli adulti e poi svegliarsi qualche volta nel cuore della notte per assistere alla preparazione di qualche festa da parte degli adulti che sempre uccidevano gli animali domestici la notte per non impressionare noi "piccolini", o forse per il fresco della notte!
NO, io non volevo proprio venirci in Italia ma...
Ero piccolo e non potevo decidere, così un giorno mi sono ritrovato in Italia.
Che fatica rinunciare a tutte le mie certezze.
Migrare, specie a quell'età è difficile, perdi tutto: dagli amici ai giochi, dai sogni alla personalità che ti stai costruendo.
Improvvisamente non sei più nessuno.
Per migrare occore coraggio, un atto di coraggio non indifferente. Si dovrebbe assegnare un "premio Nobel per la Pace", anche simbolico, alla migrazione.
Io ho perso tutto... ma piano piano mi sono ricostruito ed ho iniziato dalla musica! Anzi la musica mi ha riportato dentro il sogno, cantando a squarciagola con gli amici che nel frattempo mi ero fatto e dopo un anno sono ritornato nel mondo, sono rinato grazie a queste tre canzoni che fanno la storia della mia vita perchè sono le tre canzoni italiane che ho cantato per prima, sono le tre canzoni che dopo 29 anni risuonano ancora nella mia testa e mi portano sul confine tra Capo Verde e Italia; sono tre canzoni che difficilmente dimenticherò; sono tre Musa: "Bella Ciao" canto partigiano, "Tu sei l'unica donna per me" di Alan Sorrenti, "Alla Fiera dell'Est" di Angelo Branduardi...
Quell'estate nella colonia estiva di Giulianova, 1980, sono rinato un po' italiano.

08/09/09

Nha Vida

sito di Lura www.luracriola.com

LURA da Capo Verde con Energia

Passione, energia, giovinezza e bellezza, esperienze teatrali e di danza, soprattutto una voce speciale e una grande convinzione culturale fanno di Lura, trent'anni, una stella in ascesa della musica portoghese con radici africane. Nata a Lisbona nell'anno dell'indipendenza delle isole di Capo Verde dal Portogallo - divenute, dopo aver guarito le ferite, un paese ospitale - Lura esplora, della musica di quei piccoli sassi vulcanici lanciati dal Senegal nell'Oceano, non solo la morna resa celebre da Cesaria Evora, ma tutti gli stili: oltre alla malinconia, al languore e alla dolcezza, la vitalità e l'allegria travolgente. (tratto da e-cremona.it)

Lura Anima e Corpo

Grazie al successo dell' album seguente “M' bem di Fora” che esce nel 2006, Lura solca il mondo e conquista un pubblico sempre più fedele ed attento alla sua musica, ed è attraverso di lei che le giovani generazioni capoverdiane riscoprono il patrimonio musicale locale, ballando, innamorandosi e piangendo sui ritmi amati dai loro genitori o dai loro nonni. Album della maturità, “M' bem di Fora” pone le basi delle sue canzoni future e del nuovo album “Eclipse”. Oggi, Lura rivendica corpo e anima delle sue radici capoverdiane, come per trascenderle meglio: “Canto le suggestioni di Sao Tiago e Santo Antao, delle isole che sono la terra di mio padre e mia madre. Perché cantare la musica di Capo verde è la gioia di arrivare a toccare cose sepolte in me che non sospettavo nemmeno di conoscere”. (tratto da marsala.it)

LURA una foto insieme!

Ho avuto l'onore di incontrare questa voce del firmamento capoverdiano nel 2006, al Congreso dos Quadros (Evento che riporta, ogni quattro anni, i capoverdiani sparsi nel mondo, a casa per riflettere e discutere i grandi temi della nostra capoverdianità), in questa occasione ho avuto il piacere di conoscere non solo la cantante ma anche la persona, di cui anche la sua aurea umana è grande davvero! Di seguito una foto insieme ad uno dei miei miti capoverdiani!


Lura e la sua "NHA VIDA"

Nha Vida
Hoji n`odjal

Hoji n`odja homi di nha vid
a
Ê
cenam Ku mon n`fica sima pomba perdida
N`amor bem dam razon di vivi

Bem intchi nha vida di kusa fasi

Nhas horas alegri n`krê passa Ku bó
Nhas horas tristi n`krê passa ku bó

Nha passa tempo n`krê passa ku bó

N`amor ami n`naci pam vivi ku bó

Bem pegam no mom
Bem lebam ku bó
N`krê bai na bu ragass

Bem inxinam tudo kusa k`inda n`ka sabi

Be
m lebam ku bó inxinam tudo kel ki bu prendi na vida
N`amor bem dam razom di vivi
Bem intchi nha vida di kusa fasi

N`sta raserva nha vida pa bó

N`amor ami n`naci pam vivi Ku bó

Ó kim sta ku bó pa mim mundo ka existi màss

Ó kim sta ku bó mundo feto só di nôs dôs


Nha Vida (Vita Mia)
Oggi l'ho visto

Oggi ho
visto l'uomo della mia vita
Mi ha fatto un cenno con la mano ed io mi sono sentita una colom
ba persa (mi ha accennato con la mano ed io quasi svenivo).
Amore mio, vieni a darmi ragione di vivere

e indicami cosa devo fare nella mia vita

nelle ore felici io vorrei stare con te

nelle ore tristi io vorrei stare con te

nel passatempo io vorrei stare con te
Amore mio,
io sono nata per vivere con te!

Vieni prendimi per mano

e portami via con te

Vorrei andarmene tra le tue braccia

Vieni e
insegnami tutto quello che ancora non so
vieni e insegnami tutto quello che tu hai imparato nella vita
Amore mio, vieni a darmi ragione di vivere

e indicami cosa devo fare nella mia vita

Riserverò la mia vita per te (Ti aspetterò)

Amore mio, io sono nata per vivere con te!

Per me, quando sto con te il mondo non esiste più

Per
me, quando sto con te il mondo è solo per noi due!

Nha Vida (Mi vida)
Hoy le he visto
hoy he visto el hombre de mi vida

me hizo un seña y me sentía como una paloma pérdida.

Mi amor, ven a darme la razón de vivir

mostrarme qué debo hacer en mi vida
en las horas felices yo quiero estar contigo
en horas tristes yo quiero estar contigo
en el pasatiempo yo quiero estar contigo
Mi amor, yo he nacida para vivir contigo
Ven y tómame de la mano
y llevame con ti
quiero dejarme en tus brazos
Ven y me enseñe todo lo que yo no conozco
ven y me enseñe todo lo que has aprendido en tu vida
Mi amor, ven a darme la razón de vivir
Muéstrame qué debo hacer en mi vida
Dedicaré mi vida a ti (Te esperaré)
mi amor, yo he nacida para vivir contigo!
Para mí, cuando estoy contigo, el mundo ya no existe
Para mí, cuando estoy contigo, el mundo es sólo para nosotros!

05/09/09

The Untouchable

foto inviata da Marco Medaglia

Ci sono immagini che parlano più di mille parole!

Mentre i giovani italiani si chiedono dove sta andando l'Italia e perchè in questo paese un uomo abbia così tanto potere tanto da annullare l'opposizione politica, abbia tanto potere da annichilire gli organi di informazione, abbia tanto potere da zittire la Chiesa (simbolo già di estremo potere decisamente incontrastato- fin'ora!), abbia il potere di oltragiare l'Europa e i leader Europei e Presidente Americano, abbia il potere di crearsi delle leggi ad personam, abbia il potere di circuire minorenni senza la benchè minima contestazione popolare... Oltreoceano il virus dell'umana reazione produce questo significativo manifesto.
Tale Manifesto è stato fotografato in questi giorni per le vie di New York.
Accanto l'immagine la scritta:
He rules Italy ----- Governa l'Italia
with absolute power.----- Con Potere Assoluto.
No one can touch him.----- Nessuno può poccarlo.
No one can stop him.----- Nessuno può fermarlo.

Aldilà di quello che posso pensare io (tanto sono straniero e non conto una "minchia" in questo paese "democratico), mi viene spontaneo riflettere sulla risposta, sul feedback, che oltreoceano ne uscirà fuori non della persona in questione ma degli italiani stessi!
Meditiamo gente, meditiamo!


28/08/09

Questi maledetti, sporchi, inaffidabili immigrati

inviato da Raffaele Sena

Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l´acqua, molti di loro PUZZANO perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l´elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali."
"Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell´Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

Dalla relazione dell´Ispettorato per l´Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912


inviato da
Roberta Lombardi

Quando i migranti eravamo noi
"I nos
tri morti gettati nell'oceano"
di GIULIA VOLA

BUENOS AIRES - Loro muoiono nel Mediterraneo. Quando gli emigrati eravamo noi, morivamo nell'Atlantico. "Buttarono nell'Oceano donne, un bambino e molti vecchi, in tutto quasi venti persone. Così raccontava mio padre". Maria Dominga Ferrero vive in provincia di Cordoba, in Argentina, nella casa che suo padre comprò quando, nel 1888, arrivò alla "Merica" a bordo del 'Matteo Bruzzo'. Una casa con i muri bianchi, la cucina grande, le stanze ariose e l'orto nel retro. "In barca gli dicevano 'coma esto, gringo de mierda', mangia questo. Era pane e vermi. Vide morire di fame una donna incinta. Ma cosa poteva fare?".

23/08/09

Un po' di storia

da www.elezioni.comune.roma.it

Nell'autunno del 2003 ebbe inizio quella che a tutt'oggi rappresenta un fallimento per il comune di Roma: la gara per l'elezione del consigliere aggiunto. Perchè di gara si è trattato, tutti attratti da una coppa "posto di lavoro". Il fallimento era alla radice perchè non c'era nessun criterio di votazione. I candidati dovevano solo raccogliere un tot numero di voti per poter essere inseriti nelle liste elettorali. Cosa che fu assai facile... chi vive nel mondo della migrazione non ha difficoltà a trovare nei nomi senza impegno specifico. Da qui si può vedere che tutti potevano partecipare, anche chi era appena arrivato in Italia e non conosceva niente della realtà culturale e multiculturale del territorio. L'importante non era conoscere ma avere il maggior numero di voti. Democrazia? Insufficienza direzionale, del comune di Roma direi! Ovvio che la vittoria era già certa per quei paesi che avevano un gran numero di migranti in Italia: Filippine, Marocco, Romania, Bangladesh... Ciononostante decisi di partecipare solo perchè non volevo che il mio paese restasse fuori da questo che comunque rappresentava una novità (forse storica) per Roma. Mi sono candidato l'ultimo giorno utile... fino all'ultimo ho sperato che qualcun'altro capoverdiano si candidasse così da lasciarmi fuori... E Ho scelto volontariamente di non partecipare per il Comune, perchè i giochi erano già prestabiliti certamente, ma di partecipare per il mio municipio il V... potevo contare solo su 16 voti dei miei connazionali; Il Bangladesh su oltre 500 voti, poi a seguire romania, Perù e a seguire gli altri. I Candidati del Bangladesh erano due e non mi spaventavano perchè il mio obiettivo non era vincere, ma "esserci a nome del mio paese". Ciononostante avevo deciso di dare il meglio e organizzai la mia "CAMPAGNA ELETTORALE". Attraverso un amico di via del Cerchi riuscii ad avere l'elenco ti tutti i votanti. Feci una selezione dei possibili votanti e recapitai casa per casa le lettere da me scritte e imbustate... tutto a mie spese perchè il comune di Roma a noi candidati non ha mai dato neppure un solo centesimo per queste elezioni finanziate dall'Unione Europea. La mia campagna me la sono giocata da solo, con l'aiuto dell'allora mia compagna Maria Auxiliadora Gomes. Qualche volta mi è capitato di incontrare qualche "potente" candidato che mi abbia espressamente chiesto di allearmi con lui perchè tanto era scontata la propria vittoria... Naturalmente, per essere leali verso gli altri e coerente con le miei idee, non ho accettato proposte di alleanze con nessuno, nonostante non ci perdessi niente. Sono stati dei mesi antecedenti le votazioni anche molto interessanti con cene e incontri e scambi di voti con i candidati al Comune che non vedendomi come avversario cercavano di fare patti "di voto" con me: io assicuravo loro il voto dei capoverdiani al comune e loro in cambio mi davano i voti dei loro compaesani al municipio... Sapendo che i loro voti non mi sarebbero mai arrivati perchè come li promettevano a me li promettevano ad altri, ho accettato solo la loro amicizia e dato loro un po' di spazio nel programma radio capoverdiano "Radio Bleza", dicendo loro che dovevano conquistarseli i "capoverdiani"... In questo strano gioco, dove tutti mi cercavano, ma io non "avevo interesse" a dar retta a nessuno, io comunque mi sono divertito, anche sapendo che potevano vincere persone che non sapevano niente di intercultura perchè mai avevano fatto intercultura in Italia... Ridendo e scerzando è arrivato il giorno del giudizio... Partito con 16 voti sono arrivato al traguardo con 73 voti... Una vittoria che... non verrò eletto consigliere ma... qualche tempo dopo vice-presidente della Consulta per l'Emigrazione del V Municipio... ma questa è un'altra storia che presto vi racconterò.

18/07/09

La Casa di Acqua

E solo allora lasciai il lutto per quei sogni naufragati… Era come se avessi trovato un posto nel mondo… Un posto al sole!



LA CASA DI ACQUA

di Jorge Canifa Alves


Sto per andare lontano, lontano

spero di avere un bel giorno ovunque.

Sto correndo lontano, lontano

spero di avere una bella notte comunque.

(Canto della tribù Papago)

L'ultima barca è andata a fracassarsi contro le scogliere scure, in riva al mare, in un mattino che si confonde nel tempo. In essa avevo riposto gli ultimi miei sogni fanciulleschi e avevo sperato di vederla sparire oltre l'orizzonte, ed invece le onde...

Si gettavano l'una sull'altra parole che sapevano di rivoluzione, ma nessuna... Nessuno aveva, però, il coraggio, la forza e l'organizzazione per passare dalle parole ai fatti.

– Allora prenderò io la situazione in mano.

Lo sguardo di mia madre lasciava mio padre e si posava terribile sul mio volto perso.

– Non voglio ripetertelo un'altra volta: basta giocare con queste stupide barchette di legno. Hai già otto anni e sarebbe tempo che tu cominciassi a dare una mano in casa e a badare ai tuoi fratelli più piccoli. MI SONO SPIEGATA?

Delle decine di barche che avevo me ne restava, ora, solo una che era sfuggita all'ira di mia madre perché sepolta sotto la sabbia.

Avevo pianto nel vedere le fiamme divorare i miei sogni. Ma ancora di più avevo sofferto nel vedere gli ultimi miei sogni naufragare prima ancora di prendere il largo.

(...) continua su ------>Babel


La Casa di Acqua si trova nell'antologia Racconti in Altalena

06/07/09

Il tuo Cristo è ebreo...

Ihr Christus ist Jude. Ihre Demokratie ist griechisch. Ihr Kaffee ist Brasilien. Urlaub ist Türkisch. Ihre Zahlen sind Arabics. Ihr Alphabet ist Latein. Nur Ihr Nachbar ist ein Fremder ... (1994, Poster an den Wänden von Berlin)

امسيح هو يهودي الخاصة بك. ديمقراطيتكم هو اليونانية. الخاص بك هو البن البرازيلي. عطلة التركية. Arabics هي الأرقام الخاصة بك. الخاص بك هو الأبجدية اللاتينية. فقط جارك هو غريب... (1994 ، وملصقات على جدران برلين)

Your Christ is jew. Your democracy is Greek . Your coffee is Brazilian. Holiday is Turkey. Your numerals are Arabic. Your alphabet is Latin. Only your neighbor is a stranger ... (1994, poster on the walls of Berlin)

ユダヤ人をキリストです。あなたの民主主義のギリシャ語
です。ブラジルのコーヒーです。休日トルコです。あなたの数字Arabicsされています。あなたのラテン文字のアルファベットです。隣人を知らないだけです... ( 1994年、ベルリンの壁には、ポスター)

Parerea lui Hristos este evreu. Parerea democraţie este greacă. Parerea cafea este brazilian. Holiday este turcă. Parerea cifre sunt Arabics. Parerea este alfabetul latin. Numai aproapelui tău este un străin ... (1994, poster pe zidurile de la Berlin)


04/07/09

Al Presidente Napolitano

Un messaggio al primo degli Italiani: Presidente Giorgio Napolitano, perchè reagisca a questa barbaria promossa dal governo berlusconi e che rappresenta per l'Italia la massima forma di vergogna internazionale. Quella promossa dal nuovo pacchetto sicurezza è una legge anticostituzionale e razzista che fonda le sue basi non sulle reali esigenze, necessità degli italiani ma sull'emergenza, sulla paura, su di una esagerata xenofobia voluta e creata all'unico scopo dominare le coscienze degli italiani.
Questa legge che si accanisce contro gli immigrati (reato di clandestinità, divieto di matrimonio, divieto di avere un'abitazione, ostacoli per l'accesso alle cure mediche, all'abitazione e per il trasferimento dei fondi alle proprie famiglie, divieto all'istruzione) rappresenta una una seria minaccia alla libertà individuale di ciascun individuo, rappresenta una seria minaccia alla COSTITUZIONE ITALIANA.
Questa legge resterà nella storia sotto la Presidenza di Giorgio Napolitano... cosicchè di questo grande uomo che è Lei non resteranno le grandi idee e le grandi battaglie vinte ma resterà solo questa macchia che pure non è Sua, non è voluta da Lei.
In nome della COSTITUZIONE ITALIANA, in nome dei DIRITTI UNIVERSALI DELL'UOMO, in nome di tutti i cittadini che pur non italiani contribuiscono ogni giorno allo sviluppo del paese con il proprio lavoro, sudore e con i propri contributi a sostegno delle pensioni degli italiani stessi, Le chiedo, caro Presidente Napolitano, di non firmare, di non promulgare questa legge. Risparmia al nostro paese il disonore di aver reintrodotto in Europa le leggi razziali che tanto caro è costato agli italiani e ai suoi giovani figli della resistenza partigiana.

Jorge Canifa Alves

questa lettera è pubblicata sul sito di ----> Beppe Grillo

02/07/09

La "Zena" che non ti aspetti


Festa Capoverdiana a Genova
27 giugno 2009
Eccola, bella con quel fascino quasi esotico e quelle curve immerse nell'acqua con grazia e piacere tanto che davanti a lei la sensazione non è di stare in Italia (questa penisola diventata così ruvida a causa dei suoi governanti spesso incapaci e arrivisti), ma in un altro mondo, nel mio mondo insulare che il mio cuore chiama Capo Verde. Eccola è lei quella "Zena" che non ti aspetti e che resti ad ammirare ad asszporare a chiederti "perchè quello scemo di Colombo l'ha lasciata per altri lidi?"
Io quel giorno del 27 giugno 2009 davanti a lei avrei voluto baciarla... così bella, che non me la ricordavo... E mi ha fatto un gran piacere vederla in forma.
Crisanto, Sì Crisanto ha voluto presentarcela a me e a Francesca e... l'ha fatto alla capoverdiana, con tutta la disponibilità, la morabeza che contraddistingue ogni capoverdiano... ci ha portato in giro tra le sue curve, su e giù per il litorale fino a Nervi...
Zena, Genova si estende in lungo... non può fare altrimenti, da una parte il mare... dall'altra le montagne... ma ritornerò a visitarla... ora, superato lo scoglio di Garibaldi, siamo nella Genova-Nervi!
In un grande terrazzo che non ti aspetti ritrovo un piccolo spazio capoverdiano con mostre di artigianato e di fotografie di Clara Ugricich e della coppia Martini, mentre già si prepara il sound check con Adao Ramos, Binù, Laurent, Digbeu Ondina Santos e Nays Monteiro e Nays Bento e tanti altri artisti capoverdiani di Genova... e poi tanti italiani, forse questa è la vera sorpresa considerando che a Roma le feste capoverdiani sono sempre molto più "chiuse"... e insieme si allestisce la festa e si preparano le bevande e si attrezzano i tavoli con le dolcezze e i piatti cpoverdiani e...
Poi pizzicate le corde delle chitarre inizia la bella festa e mentre la musica invade il cielo la gente comincia ad arrivare in gran numero.
E la gente si diverte e si emoziona davanti alle belle poesie di Sergio Frusoni (poeta capoverdiano di origini liguri) lette e tradotte da suo figlio Fernando Frusoni nato a Capo Verde e poi ritornato tra le braccia di Zena. E si parla e si suona e Crisanto è un ottimo padrone di casa, e mi presenta a quella bella gente ed io con tanta emozione negli occhi presento "Il bacio della Sfinge" e quasi, davanti a quel mare, sono a Praia nel terrazzo de "O Poeta"... che sogno!
Oltre 250 persone... quasi oltre la mezzanotte... danzando, parlando mangiando cachupa e pasteis...
Ah Zena... ti devo rivedere... Già mi manchi!

(foto di Clara Ugricich)

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE
J. Canifa Alves, l'On.le M. Monteiro, l'On.le Frias, l'On.le Sousa, rappresentante Caritas F. Pittau

Un libro può salvare la vita

  • edgar allan poe - racconti
  • Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine
  • Isabel Allende - il piano infinito
  • Luis Romano - famintos
  • Michael Ende - la storia infinita

MONDO MIGRANTE

Los Angeles – Charlize Theron è diventata cittadina americana. Ad annunciarlo la stessa attrice durante il David Letterman Show: “ho sempre desiderato essere cittadina americana, ma loro non volevano accettarmi… Ho dovuto studiare. Inoltre era difficile non pensare a qualche trucco all’esame, come quando a me, di madrelingua inglese e sudafricana, è stato dato un foglio e mi è stato chiesto di scrivere correttamente la frase: è una giornata di sole”.

Un premio Oscar all’ umorismo americano… ma si diamo loro anche un “Tapiro d’oro”.

Le rivoluzioni non necessariamente rappresentano delle soluzioni... sicuramente ti danno linfa vitale!

RAIZ-LONGE

RAIZ-LONGE
dietro: Benny Hopffer Almada, Giovanni Mone, Alfredo Pierantozzi; al centro: Marta Poretti, Viviana Alves, Jorge Canifa Alves, Cateline Hopffer Almada, Lorena Salvatori, Walter do Rosario; in basso: Hamdi Dahir, Linda Evora, Aderico Brito.