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19/04/09

Yo no soy racista, pero...

da Espacioinsular.org marzo 2009

10. Italia: conferencias contra el racismo


El 25 de marzo, el JRS presentará la primera de cuatro conferencias contra el racismo en la Italia moderna.

La serie de charlas, bajo el lema “Yo no soy racista, pero…” trata de alertar sobre el clima de tensión creciente en el país.

Según el personal del JRS, los episodios de intolerancia y xenofobia van en aumento, y especialmente la utilización de estereotipos, insultos, e inquietud general hacia la diferencia.

“Las declaraciones de ciertos políticos y la manipulación en las noticias por parte de algunos medios transmiten un mensaje peligroso al público: los límites de lo que puede decirse y hacerse dependen de la identidad étnica, el estatuto legal e incluso el color de la piel de la persona que tienes frente a ti”, dijo la responsable de programas del JRS Italia, Chiara Peri, a Dispatches el 25 de febrero.

Tratando los estereotipos de frente: los temas

Las conferencias tendrán lugar en la sede del JRS en Roma a las 18 horas de los días 25 de marzo, 15 de abril, 13 de mayo y 10 de junio, y tratarán los siguientes temas:

* ‘Los ilegales son peligrosos y todos los gitanos son ladrones’, con la participación de Angelo Caputo (Asociación Magistratura Democrática) y Paolo Morozzo Della Rocca (Comunidad de Sant’Egidio);

* ‘Los musulmanes son todos terroristas’, a cargo de Elzir Ezzedine (imán de Florencia)

* ‘Los africanos no tienen cultura’, con la participación de los escritores Ingy Mubiay Kekese y Jorge Canifa Alves;

* ‘¡Pero si también lo dice la tele!’ con una charla de Gianni Riotta (Director del programa de noticias TG1 de la RAI), Gian Antonio Stella (editorialista del importante periódico italiano Corriere della Sera) y Laura Boldrini (portavoz de la agencia de la ONU para los refugiados (ACNUR).

Los retos

En un mundo en el que la información está permanentemente a disposición de cualquier persona, la ignorancia parece que no decrece. De hecho, se puede encontrar en los lugares más inesperados, oculta en las palabras de quien “sabe de todo”, o, cuando menos, lo suficiente para dar opiniones. En una sociedad de definiciones simples y frases hechas, los temas más complejos se penalizan desde el principio y pueden generar prejuicios. La única forma efectiva de tratar estos temas es darles el tiempo suficiente para entenderlos mejor, fuera de los acalorados debates tan de moda en televisión.

Para más información, contacte con el JRS Italia: email astalli@jrs.net o teléfono: +39 06 69925099

15/04/09

razzismo

Roma, nuova aggressione razzista. Un senegalese perde un occhio - l'Unità.it

Mi dispiace sempre molto quando accadono queste cose... è difficile pensare che ci siano persone con quoziente intellettivo tanto limitato, tanto basso da prendersela con un altro solo per il colore differente della pelle, una differenza fisica qualsiasi... non ha senso... mi dispiace per queste persone morfo-cromofobe che forse non avranno mai una intelligenza non solo superiore ma neppure uguale ad un animale del paleozoico!...

11/04/09

Terremoto i abruzzo: i capoverdiani ci sono!

Roma, 09/04/2009

In data odierna si è tenuto, presso l'ambasciata del Capo Verde a Roma, l'incontro con i rappresentanti della comunità capoverdiana in Italia per organizzare una Campagna di aiuti in favore dell'Abruzzo, messa in ginocchio dal terribile terremoto dei giorni passati. L'ambasciatore di Capo Verde in Italia, Josè Eduardo Barbosa, ha aperto l'incontro illustrando il quadro critico che si presenta in questi giorni ai nostri occhi e mettendo l'accento sul fatto che debba essere immediata l'azione di soccorso da mettere in atto a sostegno della popolazione colpita dal sisma dei giorni precedenti. La situazione difficile dell'Italia centrale di questi giorni, vive di quella stessa criticità che l'arcipelago vive da secoli a causa delle catastrofi naturali: siccità e eruzioni vulcaniche. "Ma non è alla situazione della nostra terra natia che dobbiamo guardare, " afferma l'Ambasciatore "ma a quella della terra in cui noi attualmente viviamo, alla terra, alla nazione in cui noi oggi viviamo. Poichè noi oggi facciamo parte di questa nazione, dobbiamo essere molto solidali con lei che ci appartiene nel bene e nel male. Le istituzioni politiche capoverdiane hanno già espresso il loro dolore per questa drammatica situazione, al primo ministro italiano e al Presidente della Repubbli Giorgio Napolitano. Gli stessi organi di informazione hanno trattato con molto rispetto l'argometo. L'ambasciatore si è soffermato sulla questione: cosa possiamo fare noi residenti sul territorio, poichè se è vero che Capo Verde come stato non può fare niente, come esplicitamente richiesto dal capo del governo italiano, la situazione cambia per quanto riguarda noi che viviamo qui, e che per questo abbiamo il dovere morale e civile di cercare di poter aiutare queste persone! Questa sua affermazione trova tutti i rappresentanti delle varie associazioni d'accordo, in quanto alcuni si erano già attivati individualmente, ma si sente la necessità di operare come gruppo, come collettivo per poter sostenere con più efficacia queste popolazioni che in un solo attimo hanno perso tutto. Quindi è seguita una breve discussione sulla necessità di attivarsi il prima possibile, sensibilizzando la nostra gente attraverso i nostri organi di stampa, volantini, blog etc. etc.. I rappresentanti sono arrivati alla conclusione che sarebbe meglio non inviare generi alimentari o di primo soccorso, ma pensare ad un fondo economico da rimpinguare attraverso serate musicali, teatrali e quant'altro per devolvere poi in un'unica soluzione agli organi amministrativi del territorio. Il tempo che il gruppo si è dato per la raccolta è di un mese dopodichè si tratterà di contattare chi di dovere per la consegna dei beni raccolti. In ultimo l'attenzione è stata rivolta ai quattro capoverdiani che vivendo sul territorio terremotato vivono in diretta, in prima persona il dolore degli abruzzesi. La forza che unisce le persone nel bisogno e nel dolore va oltre ogni limite e confine e porta le genti a scoprire il lato umano di ciascuno di noi, quello stesso che spesso si perde in questa società moderna a causa dell'individualismo di ciascuno di noi. Ma è qui, in queste situazioni che l'uomo si scopre animale sociale che deve vivere nel collettivo; è qui che si scopre che l'unica cosa che conta è sorreggersi a vicenda per superare le avversità comuni. Quel poco che i capoverdiani potranno fare lo faranno con il cuore in mano, intanto il messaggio che lanciano ai fratelli italiani è quel motto che porta i figli dell'arcipelago a non mollare mai, ad andare avanti sempre anche nelle peggiori situazioni: "Coragem Irmãos", Forza Fratelli!

07/04/09

Terremoto

La mia Capo Verde è vicina a L'Aquila, alla sua provincia, alla regione Abruzzo e a tutti i suoi abitanti in questo momento di grande dolore e difficoltà!
Coraggio fratelli, coraggio... dobbiamo superare questo momento difficile!!!

05/04/09

Il Bacio della Sfinge

IL BACIO DELLA SFINGE
Perchè un turista arriva a Capo Verde pieno di pregiudizi? Forse non conosce questa terra e non conosce l'Africa, allora è bene raccontargliela prima... ondeggiando tra fantasia e realtà! Ecco che il Bacio della Sfinge diventa un'occasione per raccontare il mondo capoverdiano dentro e fuori l'Arcipelago, da diversi punti di vista: quello fantasy dove un pirata cerca di salvare una forchetta dall'annegamento; quello reale dove una giovane immigrata, appena arrivata in Italia, si nutre di tè e biscotti perchè non riesce a mangiare "italiano"; quello sportivo dove un gruppo di giovani della seconda generazione compie l'impresa storica di vincere un'importante torneo di calcio; quello fiabesco fatto di animali parlanti, di aereo-tram volanti e di un regno fatto di "bionde bollicine". Il libro diventa occasione anche per parlare di grandi temi come l'inquinamento ambientale in Africa, l'emigrazione e l'immigrazione, l'intolleranza razziale verso i Rom. La Sfinge è così un bacio per tutte le età, per tutti quelli che vogliono conoscere l'altro (in questo caso "capoverdiano") nel suo dolore, nel suo divertimento... nel suo essere vivo!

IL BACIO DELLA SFINGE

Pagine 154, Formato 15cm x 20cm

Fuoco Edizioni

ISBN 9-788890-375231
EURO 10,00


acquisto on-line clicca qui

Dove comprare il libro:
Borri Books - Libreria Termini, Atrio Biglietteria Stazione Termini, www.borribooks.com tel: 06-48.28.422
Odradek la Libreria, Via dei Banchi vecchi 57 00186 Roma06-6833451 fax 06-6861967 odradek@tiscali.it
Liber. Mente, Via del Pellegrino, 94, www.libermente.it tel: 06-68.61.279
Griot, Via di Santa Cecilia 1/A 00153 Roma, tel - fax 06 58334116
Libreria Dueci - V. le G. Sirtori n° 15/19, Roma Tel. 0655263668
Libreria Arion Tiburtina - Via Tiburtina n° 541, Roma Tel. 064394674
Libreria Fahrenheit, Piazza Campo dei Fiori n° 44, Roma Tel. 066875930
Libreria Azalai, V. G. Giacomo Mora 15, Milano 0258101310
Libreria Fogli & Foglie di V. le Colli Portuensi 364, Tel. 0665744016

25/03/09

Chiquinho





Newsletter n. 160 25 marzo 2009
Chiquinho
Venerdì 27 marzo alle ore 18 presso la Libreria Odradek in via dei Banchi Vecchi, 57 si terrà la presentazione del romanzo Chiquinho dello scrittore capoverdiano Baltasar Lopes. Partecipano Livia Apa, docente di Lingua e traduzione portoghese e brasiliana all'Istituto Universitario "L'Orientale" di Napoli; Vincenzo Barca, curatore della sezione lusofona della collana di narrativa di Edizioni Lavoro "L'altra riva" e docente di Lingua e traduzione portoghese e brasiliana all'Università "La Sapienza" di Roma; Jorge Canifa Alves, giornalista, autore e regista teatrale, presidente dell'associazione capoverdiana "Tabanka Onlus" di Roma.

read more... Romamultietnica

24/03/09

L’ALTRO GUSTO

Kebab: il successo della “carne arrostita” verticalmente

Ecco, partiamo dalla fine, dalla parte esterna e procediamo poi verso l’interno della questione. Una questione di gola, certo!, ma di cui vale la pena parlare sempre perché è il cibo che in qualche modo unisce e contemporaneamente divide tutti gli esseri umani. Unisce, ad esempio nel modo di procacciarselo, unisce nel tempo dedicato alla preparazione del pasto… ma divide anche dai condimenti alla maniera di cuocere, preparare ciò che poi andrà a deliziare il nostro palato. C’è anche da dire che la necessità di “doversi nutrire” è causa non solo di grandi discussioni ma di grandi conflitti mondiali… meditiamo, assaporando il discorso! Ci guardiamo negli occhi io, Gabriele Malerba e Imane Barmaki e scoppiamo a ridere davanti a quest’ultimo pensiero che uscendo contemporaneamente dalle nostre bocche ci unisce nella nostra diversità nazionale. Io capoverdiano, Gabriele italiano, Imane marocchina… tre amici… ci ritroviamo in una pausa lavoro ad addentare il rispettivo panino di plastica da fast food. Non sappiamo cosa stiamo ingoiando però ci piacerebbe mangiare altro in quel preciso istante. A me ad esempio non dispiacerebbe un buon piatto di cachupa di carne. Gabriele non sa di cosa io stai parlando, in ogni caso un buon piatto di bucatini all’amatriciana ci starebbe tutto. Imane sogna a voce alta “A quest’ora un kebab sarebbe il massimo” e forse sogna di addentarlo perché sorride mentre l’odore invisibile ha invaso le nostre menti e ci porta dentro l’argomento “kebab”, il cilindro dal magico sapore che cuoce lentamente dall’esterno verso l’interno in uno spiedo verticale.
“In questo modo i grassi che si sciolgono e i condimenti tendono a scivolare lungo il cilindro donando sapore e gusto a tutta la carne”, grazie Imane! Certo può essere servita anche al piatto, ma la nostra amica preferisce il panino dove può aggiungere tutte le verdure che vuole e le salse piccanti e… e sì, anche le patatine fritte! Il nostro ragionare si ferma ancora su di un punto comune: la rapida e straordinaria diffusione di questo alimento nel “nostro” paese, l’Italia. In meno di cinque anni il Kebab è entrato nella vita quotidiana degli italiani offrendo una valida alternativa al panino prosciutto e mozzarella, alla pizza, cioè al pasto veloce, al pasto consumato in piedi, camminando, correndo al lavoro. Ecco, sì il suo successo è dato da questo: praticità di consumo, gusto ma bisogna dire che la pietanza ha preso piede anche grazie alla sua economicità… con meno di cinque euro hai un pasto completo, carne (che può essere di montone, agnello, manzo, vitella, pollo, tacchino, maiale o miscele di queste e… di pesce) e verdure. Economico, certo sostiene Imane, ma: “In Marocco, non esiste che ti fermi al primo prezzo! Anche nel caso del kebab si contrattare”.
Ottimo suggerimento, in questi tempi di crisi, per poter consumare a poco uno delle pietanze più semplici e saporite del bacino mediterraneo, il kebab (anche indicato come kabab, kebap, shawerma, shawarma, gyros...).
Tagliando il discorso, lentamente, dall’esterno verso l’interno siamo arrivati alla fine di queste righe e qui mi fermo e vi auguro
BUON APPETITO!!!

16/03/09

CHIQUINHO

CHIQUINHO

Dalle isole di Capo Verde, «dieci puntini gettati a caso in mezzo all’Atlantico», ci arriva la storia del giovane Chiquinho. È lui stesso a raccontare la sua vita: l’infanzia, dominata dal mondo degli affetti e popolata di storie di fantasmi, sirene, eroi e cavalieri; l’adolescenza, con le amicizie, i primi amori e la nascita di una coscienza civile; la maturità e il difficile momento della scelta: rimanere nella propria terra e lottare per essa o imbarcarsi, come tanti conterranei, su una nave con la prua rivolta alle Americhe.
Immerso nella morabeza, quello speciale tratto di affabilità che distingue i capoverdiani, e accompagnato dalla musica struggente della morna, il romanzo ci introduce in un mondo sempre in bilico fra terra e mare, dove chi resta è forte quanto chi parte e porterà sempre con sé la nostalgia del suo paese.


da http://www.edizionilavoro.it/home/main.php?section=1&id_book=415

06/03/09

RAIZ LONGE

OUTSIDERSOUTSIDERS


6/7/8/9
GIUGNO

biglietti già acquistabili presso

Teatro dell'ANGELO
via Simone de Saint Bon 19
(metro Ottaviano)
ROMA

OUTSIDERSOUTSIDERS

Spettacolo teatrale scritto, diretto e interpretato da giovani under 30, giovani capoverdiani di “seconda generazione”, i figli di immigrati nati in Italia o che sono giunti nel nostro paese in età prescolare, con loro anche alcuni giovani italiani che condividono con loro le difficoltà di questa società e la passione per il teatro. Alla difficoltà del vivere l’età adolescenziale, dove tutto è fonte di grande emozione e caos sentimentale, spesso si aggiunge una profonda difficoltà di integrazione culturale ed aspettative familiari che troppo spesso rappresentano il frutto di un stato di emarginazione ed un forte senso di rivalsa nei confronti della popolazione ospite. Questa è la nuova realtà italiana, dove il nuovo multiculturalismo nasconde ancora scenari di forte lontananza culturale.

OUTSIDERS
Scritto da Jessica Costa Moreno e Francesco Talarico
regia Walter do Rosario
interpreti: Linda Evora; Oriana Sena; Corrado Ruffini; Dario di Teodoro; Jennifer Monteiro; Benny Hopffer Almada; Cateline Hopffer Almada.

OUTSIDERS è un progetto di Tabanka onlus finanziato dall'Unione Europea Gioventù in Azione, e vede il patrocinio dell'Ambasciata del Capo Verde in Roma.

OUTSIDERSOUTSIDERS

16/02/09

ALLARME STUPRI

ALLARME STUPRI

Lo stupro è il delitto più grave di cui si possa macchiare l’uomo
, dopo l’omicidio. E’ un atto vile che non trova alcuna giustificazione. E’ un atto crudele, che pugnala l’animo di chi subisce la violenza e rende uomo di poca cosa, uomo da niente chi si macchia di tale onta.
Purtroppo viviamo in una società dove regna una mentalità maschile e meschina dove la donna viene discriminata sotto ogni punto di vista. Una discriminazione silente e latente che costringe la donna a subire le angherie del maschio (e nel caso di stupro, possiamo parlare di angherie da parte di mezzo-uomini, incapaci di relazionarsi con l’altro sesso se non in modo violento), una discriminazione che non permette piena libertà alla donna, libertà anche solo di passare per certi posti, certe vie senza l’incubo di essere violentate!
E’ una società di mezzo-uomini, di grandi depressi sessuali, di bestie che non sanno usare il cervello ma capaci solo, come vegetali, di allungare una parte del corpo per ferire il corpo e l’anima chi si inconsapevolmente si trova a incontrarli sul loro percorso.
E’ questa una situazione che dovrebbe portare il governo a riflettere e a cercare soluzioni per prevenire tali defezioni della bestia… sì perché non ha “umanità” chi violenta una donna, una bambina, un bambino! E non merita una benché minima considerazione da parte mia.
I numeri dicono che un milione e 400 mila donne italiane hanno subito violenza fisica e sessuale prima dei sedici anni. Sono numeri reali, ma sono solo quelli denunciati... calcoliamo, aggiungiamoci tutti quei casi di violenza e stupro domestico dove la donna non ha il coraggio di denunciare il fattaccio, vuoi per minacce del coniuge, vuoi per un timore della donna di perdere tutto, macchiarsi di vergogna davanti ai figli e alla società (quella stessa società che la discrimina e la rende soggetta a tali atti di violenza); aggiungiamoci tutti quei casi di stupri e violenze su innocenti creature perpetrate da quei “turisti” che sapendosi punibili in casa propria, addirittura, viaggiano alla ricerca di sesso facile in quei paesi dove la miseria lo rende “benefattore di pochi spiccioli” agli occhi di persone che hanno perso tutto, ma non davanti ai miei occhi… anche in questo caso è “violenza” è stupro, è vigliaccheria, è non avere rispetto degli altri, è non avere “umanità”.
Ma torniamo in Italia dove si parla di questi mostri, di questi esseri non umani, solo quando la violenza è commessa da uno straniero su di una italiana… solo in questo caso lo stupro fa notizia!
C’è da dire che questo è solo la punta di un iceberg. Le violenze sessuali compiute da “stranieri” sono solo la minoranza: 6% (dati istat); eppure sono i più eclatanti, questo a causa di una cattiva comunicazione da parte della stampa che grida al mostro davanti allo straniero e cela sotto il velo dell’oblio tutti gli altri casi di violenza sessuale fatta dagli italiani stessi, nascondendo così la parte restante dell’iceberg che parla di violenza domestica… infatti, sempre secondo l’Istat, la maggior parte degli stupri è commessa da un conoscente (il 17%) o peggio dal partner (il 70% di tutti quelli commessi).
Alla luce di questi dati il governo dovrebbe intervenire trovando soluzioni preventive, nelle scuole, con campagne informative… spendere di più per creare l’uomo di domani invece di lasciarlo alla deriva, ai confini dell’ignoranza! Non trovando e non mettendo, così, in atto queste soluzioni preventive, ma ricorrendo alla violenza e appoggiando e favorendo le ronde di cittadini privati, lo Stato dimostra di essere debole, o di non esserci, incapace di tutelare tutti i suoi cittadini!

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE
J. Canifa Alves, l'On.le M. Monteiro, l'On.le Frias, l'On.le Sousa, rappresentante Caritas F. Pittau

Un libro può salvare la vita

  • edgar allan poe - racconti
  • Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine
  • Isabel Allende - il piano infinito
  • Luis Romano - famintos
  • Michael Ende - la storia infinita

MONDO MIGRANTE

Los Angeles – Charlize Theron è diventata cittadina americana. Ad annunciarlo la stessa attrice durante il David Letterman Show: “ho sempre desiderato essere cittadina americana, ma loro non volevano accettarmi… Ho dovuto studiare. Inoltre era difficile non pensare a qualche trucco all’esame, come quando a me, di madrelingua inglese e sudafricana, è stato dato un foglio e mi è stato chiesto di scrivere correttamente la frase: è una giornata di sole”.

Un premio Oscar all’ umorismo americano… ma si diamo loro anche un “Tapiro d’oro”.

Le rivoluzioni non necessariamente rappresentano delle soluzioni... sicuramente ti danno linfa vitale!

RAIZ-LONGE

RAIZ-LONGE
dietro: Benny Hopffer Almada, Giovanni Mone, Alfredo Pierantozzi; al centro: Marta Poretti, Viviana Alves, Jorge Canifa Alves, Cateline Hopffer Almada, Lorena Salvatori, Walter do Rosario; in basso: Hamdi Dahir, Linda Evora, Aderico Brito.