38 Anni di Racconti
di Maria José Evora
1. Introduzione: L'impatto del libro
Il libro cattura il lettore fin dalle prime pagine per due motivi fondamentali:
- Lo stile: Un linguaggio semplice, chiaro, privo di fronzoli. L’autrice inserisce termini in creolo (come Maga-tachada, Ringue o Roda) senza appesantire la lettura, ma offrendoli come "piccoli gioielli" che evocano l'anima di Capo Verde.
- L’universalità: Pur essendo una storia specifica, chi legge sente che quella storia gli appartiene. È un "film" fatto di volti amici, odori di caffè e cachupa, e il desiderio pulsante di emigrare per trovare un futuro migliore.
2. Le Radici e il "Perno" che si spezza
Il racconto biografico parte dal 1979, ma le radici affondano nel 1972, anno in cui la vita di Mizé cambia drasticamente:
- Il trauma: La perdita improvvisa della madre, il "perno" della famiglia. Un evento crudo che la proietta precocemente nell'età adulta.
- La figura maschile: Il libro rompe gli stereotipi sull'uomo capoverdiano. Vediamo un padre amorevole e protettivo e un fratello che, a soli 15 anni, si assume la responsabilità di emigrare per sostenere la famiglia.
- Il sogno di studiare: Nonostante le difficoltà e la vita tra le isole (Boa Vista, Sal, São Vicente), il desiderio di Mizé è chiaro: studiare.
3. L'Arrivo in Italia: Da Napoli a Roma
- Napoli: Una città magica che le ricorda la sua terra, ma dove la "routine" non le basta.
- Roma e la svolta: Il trasferimento a Roma segna l'inizio della realizzazione accademica. Con grandi sacrifici, Mizé studia con impegno presso la Pontificia Università Gregoriana.
- La dimensione del "Noi": L'incontro con altre realtà migranti a Roma le fa capire che i problemi sono comuni. Nasce la consapevolezza che il concetto di "Noi" è la chiave del successo per l’Africa e per il resto del mondo.
4. Il Focus: La Donna nella Migrazione
A partire dal secondo ciclo di studi (1998), Mizé approfondisce un tema a lei carissimo: la condizione femminile.
- Oltre lo sguardo maschile: Mizé analizza la migrazione con uno sguardo da "protagonista" femminile.
- La donna capoverdiana: Una figura di grande importanza qualitativa, impegnata su più fronti e capace di una visione a 360°.
- L'Interazione (non solo integrazione): Il passaggio dal lavoro umile ("dal piumino al computer") alla partecipazione attiva. La donna migrante non è solo un soggetto che riceve aiuto, ma un elemento decisivo di cambiamento sociale.
5. L'Impegno Istituzionale e le Conclusioni
Il percorso di Mizé non resta teorico, ma diventa azione concreta:
- 1997: Entra a far parte del Tavolo delle Donne presso la Presidenza del Consiglio.
- 2001: Riceve l'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.
- Il Ruolo Multiforme: La sintesi della sua identità — Donna, Moglie, Madre, Figlia e Migrante — che, nonostante la nostalgia e le barriere burocratiche, trova forza nell'interazione e nel sostegno ai più piccoli (Bambini di Boa Vista).
Conclusione: Il libro di Mizé è un viaggio che parte dal dolore personale per arrivare a un'energia collettiva, dimostrando che la migrazione, se vissuta con consapevolezza, è una risorsa inestimabile per la società intera.
Jorge Canifa Alves


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